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118 – CHI HA VINTO LA GARA NON LAVORA E LA ASL PAGA IL DOPPIO ALLE ONLUS ESCLUSE DAL TAR.

SALENTO – Sono trascorsi 4 mesi dall’aggiudicazione della gara per l’affidamento del servizio 118, ma chi ha vinto quella selezione, non riesce ancora a lavorare, in attesa che, chi attualmente occupa le postazioni 118 assegnate, lasci il posto a chi se le sono aggiudicate regolarmente. Si perché attualmente, le associazioni che prestano soccorso, in più casi, sono state escluse dalla gara perché non idonee. Così come risulta dalle sentenze del tar di Lecce 1758, 1755 e 1759 del 2015.

Dagli atti emerge che, associazioni come la “UER” o come la “Soccorso e Protezione Civile”, siano state eliminate dalla Asl, nella selezione del bando di gara per il 118, perché ritenute, dalla commissione esaminatrice, prive dei requisiti previsti. Entrambe infatti, non risulterebbero titolari di ambulanze autorizzate al trasporto e al soccorso e dotate di revisione. Il paradosso vuole però che la “UER”, che aveva partecipato per la postazione 118 di Nardò, pur essendo stata scartata, rimane nella postazione al posto dell’“Amico Soccorso”, onlus risultata vincitrice e quindi idonea.

Anche la “Soccorso e Protezione Civile” partecipante per la postazione stadio di Lecce, è stata eliminata, in quanto non è risultata a norma, per questo il Tar ha bocciato il ricorso da lei presentato. L’Asl però, in questi casi, dovrebbe applicare quanto previsto dal bando, dove si legge:“Tutte le proposte pervenute che dovessero risultare idonee, ma non aggiudicatarie della postazione prescelta, andranno a costituire una graduatoria complessiva per l’assegnazione delle sedi rimaste vacanti per l’assenza di offerte idonee.” In sostanza il posto vuoto che non ha trovato nessuna vincitrice, dovrà essere affidato ad un’associazione reclutata dalla graduatoria di quelle onlus, che hanno preso parte al bando di gara e che sono risultate in regola.Ad oggi invece nessuna di quelle nell’elenco ha coperto la postazione vuota.

Così a Casarano, dove era in concorso una postazione 118 per automedica, per la quale l’”Emergenza Puglia”, che ha partecipato, é stata esclusa perchè inaffidabile. Nella sentenza 1759 del Tar di Lecce, si legge:”l’amministrazione appaltante ha rilevato, sotto un primo profilo, che la ricorrente (Emergenza Puglia), ha subito una pregressa revoca di una aggiudicazione per un analogo servizio, e che detta circostanza” avrebbe “generato una indagine giudiziaria per truffa che ha danneggiato in via indiretta l’immagine dell’Asl”. Motivo per cui la associazione sarebbe stata esclusa. In realtà dalla “Emergenza Puglia”, fanno sapere che é in atto ulteriore ricorso al Consiglio di Stato per far valere le proprie ragioni e che come ente giuridico la onlus non sarebbe stata indagata per alcun reato, né tantomeno per truffa. Dal 2012 infatti, avrebbe cambiato ragione sociale, presidente e consiglio direttivo, che non avrebbero alcun rapporto con procedimenti ancora in corso e che riguardano persona fisica non più facente parte del gruppo di “Emergenza Puglia”.
Tutt’ora però la postazione di Casarano resta vacante.

Nel frattempo, quello che sta accadendo da qualche mese a questa parte, è che chi ha vinto l’assegnazione di postazioni 118, risultando a norma, resta fermo, chi in regola non è, continua a lavorare, grazie ad una proroga della precedente convenzione con l’azienda sanitaria, che non si decide a far subentrare chi di diritto. Come la “Guagnano Soccorso”, vincitrice della postazione di Veglie, che però ha visto il suo posto, occupato dalla Croce Rossa che, dalla delibera Asl n°260 del 25 febbraio, risulta assegnata alle postazioni di Lecce (nei pressi dell’obelisco) e di Leverano. Non si capisce perché, l’azienda sanitaria non collochi la “Guagnano Soccorso” a Veglie e la Croce Rossa, pagata 131 mila euro l’anno per stare a Lecce e Leverano, alle postazioni conferitele come assegnazioni necessarie e urgenti.

C’è un altro aspetto poco chiaro: ovvero le convezione che l’Asl paga alle onlus, sono importi vecchi, circa il doppio di quelli aggiornati dalla Regione Puglia nel regolamento del 2011. Cosìcché chi dovrebbe percepire 11 mila euro al mese perché dotato di personale esclusivamente volontario, (ma non è il caso della Croce Rossa), percepisce quasi 23 mila euro al mese e di questi tempi l’Asl non può permettersi di pagare un servizio il doppio di quanto stabilito.

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