Cronaca, Politica, Tricase

TRICASE, IL SINDACO COPPOLA: “SULLE UNIONI CIVILI IL SIGNOR SCHIMERA AVRA’ GARANTITI I SUOI DIRITTI”

TRICASE – Dopo lo sfogo di oggi su fb di Antonio Schimera che si era recato in mattinata presso il Comune di residenza per chiedere informazioni sulle unioni civili da cui e’ scaturita una discussione con l’impiegato comunale che lo invitava a recarsi presso un altro comune per registrare la sua unione con il suo compagno. Arriva a stretto giro il chiarimento e l’impegno del Sindaco di Tricase Antonio Coppola che dichiara:

“Apprendo da fb della spiacevolissima risposta che un impiegato avrebbe dato al signor Antonio Schimera in merito alle unioni civili. Tengo a precisare che la responsabilità dello stato civile è totalmente del Sindaco per cui le affermazione che l’impiegato avrebbe dato sono assolutamente ingiustificabili.

Lo Stato ha disciplinato le unioni civili ed i sindaci sono tenuti ad applicare la legge dello Stato. Nel mentre mi riservo di effettuare tutti gli approfondimenti per individuare cause ed eventuali responsabilità, assicuro che la legge sarà rispettata. Sarà mia cura contattare personalmente il signor Antonio Schimera per garantirgli il totale rispetto dei suoi diritti, nei tempi che egli riterrà”.

1 Comment

  1. Molto interessante quanto riferito dal Signor Sindaco.Spero che oltre ad aver garantiti i suoi diritti il Signor Antonio S. venga tutelato da delle leggi e principi che rispecchino il buon senso e il rispetto RECIPROCO.
    Quanto riferito dall’impiegato comunale è veramente di cattivo gusto specialmente per una persona che a prescindere dalla figura professionale capace (magari per determinare lo stato intellettivo) di ricoprire , si trova nella CASA del primo cittadino ; ESEMPIO per tutto il popolo.
    Congratulazioni Signor Sindaco per le sue affermazioni e spero che prenda provvedimenti per questa spiacevole e dura lotta contro l’omofobia. Dimostriamo che il Salento è una terra capace di amare ma soprattutto di RISPETTARE. Bisogna dire Stop a questi atti di violenza psicologica che vagano indiscreti tra i corridoi di un ufficio comunale o tra la barzellette di un bar. Dietro tutto ciò c’è la sofferenza di chi ha ottenuto quello che da tempo sperava e il coraggio di portare avanti un qualcosa che altri non sono riusciti a portare avanti in quanto non più presenti.Alessandro Maglio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *