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Cultura, Musica, Religione, Tricase

“AI TREMENDAMENTE VIVI”, CANTATA PER DON TONINO BELLO DOMENICA 28 OTTOBRE CHIESA SAN DOMENICO

DOMENICA 28 OTTOBRE CHIESA SAN DOMENICO - TRICASE

Il Parco Culturale Ecclesiale “ Terre del Capo di Leuca ‐ De Finibus Terrae”, Fondazione di Partecipazione della Diocesi di Ugento – S. Maria di Leuca, comunica che Domenica 28 Ottobre a Tricase (Le) alle ore 19.00 nella Chiesa di San Domenico, in Piazza Pisanelli, sarà eseguita per la prima volta in assoluto: “Ai tremendamente vivi – cantata per don Tonino Bello”.

L’opera, commissionata dall’Associazione di Alta Cultura Musicale “W. A. Mozart” di Tricase, guidata dal Maestro Giovanni Calabrese, che è anche Direttore  Artistico, nasce dal lavoro congiunto di Davide Rondoni autore del testo, opinionista di Avvenire, dal 2006 conduce “Antivirus” su TV 2000; e di Francesco Maggio autore della musica è un noto e apprezzato musicista, ha studiato musica elettronica, vive e lavora a Stoccarda.

In essa si assapora tutto l’amore che don Tonino aveva per l’umano e il divino per il trascendente e il quotidiano. La musica e la letteratura sapientemente ricamate da Rondoni e Maggio lasciano trasparire e comprendere in un meraviglioso dialogo tra le arti l’importanza e l’attualità del grande patrimonio che rappresentano gli insegnamenti e il pensiero e la testimonianza di uno dei più illustri figli di Puglia.

Don Tonino Bello ha lasciato un ricordo indelebile nel cuore di quanti l’hanno incontrato e conosciuto. Le opere, le omelie, le poesie, la vita di don Tonino sintetizzano la storia di un popolo (salentino e pugliese) che seppur nelle difficoltà ha saputo lavorare e crescere, vivere e sopravvivere, accogliere ed integrare chi, in stato di bisogno, qui è approdato.

“Ai tremendamente vivi – cantata per don Tonino Bello” sarà eseguita da una piccola orchestra da camera, diretta da Giovanni Pellegrini, da Pierluigi Camicia al pianoforte concertante, da Enza Pagliara, nota cantante de “La Notte della Taranta”, voce di pizzica, e da Davide Rondoni come voce recitante e Giuseppe De Marco, Co-Direttore Artistico.

I partner dell’iniziativa culturale sono la Diocesi Ugento – S.Maria di Leuca, Il Parco Culturale Ecclesiale “ Terre del Capo di Leuca ‐ De Finibus Terrae”, l’Ufficio Nazionale per la pastorale del turismo, tempo libero e sport CEI Conferenza Episcopale Italiana, l’Associazione Concertistica AUDITORIUM, l’Ente Formativo ASCLA, il Centro Artistico Internazionale del Mediterraneo e la Città di Tricase.

L’opera, che sarà eseguita in luogo sacro che vide al suo esterno, il 30 ottobre 1982, il Servo di Dio ricevere l’ordinazione episcopale, è un prodotto di elevata qualità, in continuità con la tradizione artistica dei grandi compositori pugliesi (Leo, Paisiello, Rota) e allo stesso tempo è in linea con i gusti del pubblico cui è rivolto (ragazzi, famiglie, mondo della cultura) senza tralasciare le attuali innovative tendenze culturali in termini musicali.

Oggi don Tonino Bello è un uomo della storia che per la sua limpidezza di pensiero e il suo amore per la verità, per gli uomini e in particolare per i poveri è ancora amato da numerosissimi fedeli e non; il suo pensiero e la sua testimonianza sono ancora profeticamente attuali. Attraverso l’arte si intende diffonderne il carisma, perché in una società globalizzata nell’economia, nelle relazioni e nella società, tanti possano conoscere, comprendere e a loro volta valorizzare il pensiero e la figura di un uomo, figlio di Puglia,  apprezzato  in tante parti del mondo.

Il Maestro Giovanni Calabrese dichiara: “Abbiamo voluto commissionare quest’opera a due grandi artisti del nostro tempo perché crediamo che in questa fase storica, in cui con maggiore impegno le genti di Puglia, e non solo, sono chiamate ad accogliere ed integrare quanti in difficoltà sbarcano sulle nostre coste, sia necessario indicare l’esempio di don Tonino Bello, perché la gente spalanchi il cuore e perpetui una tradizione  e un modo di essere accogliente per si attuare quella che egli amava definire “la convivialità delle differenze”.

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