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Ambiente, Andrano, Cultura, Politica, Turismo

ANDRANO “COMUNE NON AVVELENATO” STOP AI PESTICIDI

ANDRANO – Sin dal suo insediamento l’Amministrazione comunale di Andrano ha avviato una serie di attività e iniziative per sensibilizzare i cittadini sull’uso improprio dei pesticidi in agricoltura e dei danni irreversibili che gli stessi procurano all’ambiente e alla salute umana.

Sono state adottate, tra l’altro, scelte per limitare drasticamente l’utilizzo di diserbanti chimici nelle aree di pertinenza comunale, prevedendo, ad esempio, nel bando di gara per la manutenzione del verde pubblico un criterio premiale per le ditte che avessero adoperato soltanto erbicidi biologici per il controllo delle infestanti.

Si è inibito a società di rilevanza nazionale di poter eseguire trattamenti di diserbo chimico (mediante irrorazione di potenti macchine) sui piazzali della locale stazione ferroviaria, essendo questi frequentati quotidianamente da studenti e pendolari ed anche per le numerose abitazioni ivi adiacenti.   

Si è stati tra i promotori, insieme all’associazione “Casa delle agricUlture”, della campagna di sensibilizzazione contro l’uso dei pesticidi, Zona non avvelenata”, lanciata ufficialmente il 23 giugno u.s. da Castiglione d’Otranto.

Orbene, consapevoli che un reale processo di cambiamento non possa assolutamente prescindere dal coinvolgimento orizzontale di una comunità, la quale ha il diritto sia di essere informata, ma anche di essere coinvolta nell’adozione di scelte strategiche per il proprio futuro, in occasione della quinta edizione della “Notte Verde” di Castiglione, il Comune di Andrano avvierà la campagna di promozione sociale Comune non avvelenato”.

Detta campagna, che si svilupperà in un intenso percorso decisionale dal basso, vedrà numerosi passaggi intermedi:

  • innanzitutto, attraverso un percorso congiunto portato avanti con associazioni e cittadini, l’amministrazione comunale predisporrà una più capillare attività di informazione e sensibilizzazione sugli effetti nocivi che l’impiego dei prodotti fitosanitari produce sull’ambiente e la salute umana;
  • si effettueranno corsi di agricoltura biologica, in maniera da informare gli agricoltori locali sulle alternative possibili e sostenibili all’utilizzo dei succitati prodotti chimici;
  • si adotteranno forme di democrazia diretta (ad es. referendum consultivo) per dare la possibilità ai cittadini di esprimersi su un tema così importante e delicato che li riguarda personalmente, scegliendo direttamente se vietare o meno l’uso delle predette sostanze tossiche nel nostro territorio comunale;
  • si realizzerà un marchio DOC (Denominazione di origine comunale), che certifichi, attraverso il rigoroso rispetto sia di un protocollo di sostenibilità ambientale che di un disciplinare di produzione etica, la qualità dei prodotti agricoli che vogliono fregiarsi di tale marchio.

“Obiettivo primario della nostra amministrazionedice il Sindaco di Andrano, Mario Accotoè quello di rendere il territorio finalmente libero da veleni, in modo da ridare una prospettiva di benessere ambientale e di salute ai nostri concittadini. Purtroppo, i dati statistici parlano chiaro e ci dicono che in Salento, oltre al turismo e alle bellezze paesaggistiche, vi è un’emergenza ambientale e sanitaria che rischia di uscire fuori controllo se non si interviene con tempestività e decisione. Per ciò che ci compete, noi ce la stiamo mettendo tutta per informare e sensibilizzare i cittadini sugli effetti nefasti che procura l’uso indiscriminato dei pesticidi. Ora, però, si tratta di osare di più, arrivando ad inibire definitivamente l’uso dei veleni nel nostro territorio attraverso un percorso che veda i cittadini protagonisti e artefici del proprio destino. Infatti, riteniamo che una decisione così drastica e importante non possa (mutuando esperienze negative a noi vicine) essere calata dall’alto, senza cioè che sia adeguatamente spiegata, socializzata e condivisa a tutti i livelli, magari anche attraverso il ricorso, per la prima volta nella storia del nostro Comune, dello strumento del referendum consultivo”.

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