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ASL LECCE: BILANCIO A RISCHIO NONOSTANTE GLI UTILI. I REVISORI NON APPROVANO.

Parere non favorevole dei revisori dei conti al bilancio della Asl di Lecce, a rischi bocciatura. Contestate somme per 14 milioni di euro. Calano le spese per personale e farmaci, aumentano quelle per protesi e ausili


LECCE – Il segno “più”, ricomparso dopo tanti anni, non è bastato a far navigare l’ultimo bilancio della Asl di Lecce in acque tranquille. Il collegio dei revisori dei conti ha espresso un “parere non favorevole” che nessuno si aspettava.

Una doccia fredda arrivata in carta bollata con incartamento trasmesso al ministero della Salute. A dover dare il definitivo disco verde o rosso dovrà essere ora la Regione Puglia: senza il suo lasciapassare non sarà possibile procedere all’approvazione del documento contabile entro il 31 dicembre. E questo, si diceva, nonostante un utile di esercizio pari a 25.774,63 euro: un risultato che avrebbe dovuto far esultare per essere riusciti a risalire la china dopo il profondo rosso di 60 milioni di euro del 2011 e di 11 milioni nel 2012.

Il sostanziale pareggio, di fatto, appare macchiato da una tirata d’orecchie non da poco. Anzi, pari a 14.661.987 euro. Questa è la cifra su cui hanno avuto da ridire i revisori: due di nomina regionale, altri due espressione della conferenza dei sindaci, uno inviato da Roma.

Su un bilancio dal valore totale di 1 miliardo e 600 milioni di euro, le criticità hanno riguardato soprattutto gli “oneri straordinari”: tutti quei costi estranei all’attività ordinaria o non riferibili ad operazioni svolte abitualmente dall’impresa. Dovrebbero essere, più classicamente, le spese considerate “anormali” rispetto alla gestione o entità tipica del conto economico. Cos’è successo invece nella Asl salentina? Lo spiegano i revisori: «gli oneri straordinari sono composti da oneri tributari derivanti da esercizi precedenti per 79.624,83 euro; sopravvenienze passive per 11.044.828,25 euro; insussistenze passive per 3.464.977,56 euro; altri oneri straordinari per 72.624,83 euro.

Il conto oneri straordinari deve vedere l’imputazione di componenti negative del reddito inattese e quindi non preventivamente conoscibili. Dall’analisi delle componenti che hanno determinato tale rilevante voce, è emersa, invece, la presenza di valori inerenti a oneri di competenza di anni pregressi non imprevedibile. Tale circostanza era già stata segnalata nella relazione di bilancio del 31 dicembre 2012. Ciò malgrado, si rileva come tale impropria imputazione evidenzi la necessità di organizzare in maniera più evidente le procedure di registrazione e contabilizzazione».

Insomma, quelle somme, in quanto tutt’altro che straordinarie, non potevano essere ascritte a quel capitolo di bilancio. In via Miglietta si valuta l’invio di eventuali controdeduzioni anche se ci si sente in una botte di ferro. Per i vertici aziendali, il campanello d’allarme è presto spiegato: una parte degli oltre 14 milioni di euro contestati si trascina dalla fusione tra le vecchie Asl Lecce 1 e Lecce 2. È, pertanto, un dato storicizzato, cronico, al quale, nel 2013, si è aggiunto dell’altro: è stato necessario sborsare circa 7 milioni di euro per coprire due importanti anticipazioni fatte nel 2010 e 2011 dalle compagnie di assicurazione per le polizze sulla responsabilità civile verso terzi. Non solo, sarebbero state, inoltre, armonizzate le casse economali e si sarebbero accantonate poste di bilancio per consentire un ragionamento più prudenziale.

È per questo che si attendeva, senza tanti giri di parola, una valutazione più ottimistica. L’occhio vigile della Corte dei Conti dove sono finite sotto osservazione le spese per protesi e altre attrezzature e la bufera che si è abbattuta nei mesi scorsi sulla Asl di Bari, tra l’altro, non fanno dormire sonni tranquilli, specie quando un errore di forma rischia di diventare sostanza e inficiare, paradossalmente, il primo bilancio un po’ più roseo degli ultimi anni.

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