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Calcio, Sport, Tricase

ATLETICO TRICASE SCONFITTO A MANDURIA DOPO 75 MINUTI DI DOMINIO ASSOLUTO.

Il Tricase, dopo 4 vittorie, cade a Manduria, ma, non perde la testa della classifica.  I rossoblu perdono la partita in  modo rocambolesco, dopo aver dominato l’incontro fino al 2 – 0 per tutto il primo tempo e buona parte del secondo, evidentemente credendo di averla gia’ vinta. Errore di ingenuita’ dei ragazzi dell’Atletico.

Dal 30° del secondo tempo infatti il Manduria inizia a macinare gioco e gol e in soli 10 minuti ribalta la partita a proprio favore.

Primo tempo di netta marca tricasina. Il Manduria sembra abulico e senza idee. Il Tricase, appare invece più organizzato e quadrato, con uomini esperti al posto giusto: i due difensori centrali Citto e Moretto a comandare la difesa; i centrocampisti Striano e Caputo a dettare i tempi; l’avvoltoio Ruberto sempre pronto a fiondarsi su ogni palla.
Per mezzora non si registra nulla di cronaca, se non un tiro senza pretese di Elia, al 9’, parato da De Marco.
Al 30’ De Pasquale si infortuna ed è costretto a lasciare il posto a Mero. Neppure il tempo di registrare la difesa e il Tricase passa, assist di D’Amico e Ruberto, lasciato colpevolmente solo, di testa, approfittando anche della mancata uscita di De Marco, insacca.
Il Manduria accusa il colpo e tre minuti dopo incassa anche lo 0-2: azione molto simile alla prima, Ruberto, sempre solo nell’area piccola, si abbassa e, di testa, insacca. Solo al 48’ Malagnino, su punizione, impegna Potenza: è il primo tiro nello specchio della porta dei biancoverdi.

Nella ripresa il Tricase pensa di controllare la partita e lascia piano piano il campo al rigenerato Manduria dall’ingresso in campo di Gennari e dalle sfuriate sulle fasce di Malagnino e Riezzo.

Al 3’ punizione dalla distanza di Riezzo di poco fuori. All’8’ ci prova Malagnino, ma la difesa leccese si salva in angolo. Al 13’ ancora Riezzo tenta ancora su punizione: questa volta la sfera centra il palo a portiere che sembrava battuto.
Al 17’ l’unico break dei rossoblu: la punizione di Elia è di poco alta.
Poi ancora Manduria. Al 25’ ci prova Gennari, ancora su punizione, e il portiere del Tricase vola per deviare.
Al 29’ l’episodio che deciderà poi la partita: malinteso fra Citto e il portiere Potenza, Riezzo si inserisce e ruba palla e l’estremo difensore ospite, nel tentativo di rimediare, atterra l’esterno biancoverde. E’ calcio di rigore. Sul dischetto si porta Gennari, che gonfia la rete.
L’1-2 dà coraggio al Manduria. Passano appena 3 minuti e Malagnino vede tutto solo Foday (sino ad allora spesso ignorato dalla manovra manduriana). L’attaccante di colore controlla la sfera e poi fa secco Potenza. E’ il 2-2.
Il Manduria, ormai ci crede e cerca il colpo del k.o.. Lo trova al 39’: Riezzo entra in area e viene falciato dal neo entrato Carbone. E’ ancora rigore. Dal dischetto si porta ancora Gennari, che realizza la rete del 3-2.
 “Con il talento si possono vincere le partite – afferma il tecnico Orazio Mitri – e noi stavamo vincendo alla grande una partita che stavamo dominando. Ma è con l’intelligenza che si può ambire a vincere il campionato e noi abbiamo gettato alle ortiche una vittoria che avevamo in pugno. Segno che non abbiamo giocato con intelligenza. Stavamo vincendo per 2-0 in casa del Manduria, avevamo annichilito i padroni di casa con doppietta di capitan Maurizio Ruberto. Partita perfetta, dominata dal Tricase. Poi è dovuto accadere che qualcuno ha pensato di avere partita, risultato e classifica aggiornata in alto già in saccoccia.

E nel calcio, invece, tutto è possibile. Ma mai avrei pensato che per noi fosse possibile inanellare una sequenza di vere e proprie assurdità calcistiche in otto-dieci minuti. Ecco, quello che più mi fa imbufalire è aver dovuto soccombere non alla forza oggettiva di un avversario, ma alla nostra testa che è stata come anestetizzata e abbiamo concesso di tutto e di più, rigori, che ci stavano, e rete assurda”.

“Abbiamo avuto la possibilità – aggiunge Mitri – del poker di vittorie consecutive. Abbiamo avuto su un piatto di rara bellezza la possibilità di portarci a cinque punti dalle immediate inseguitrici. E non perché ci veniva regalato, ma perché stavamo esprimendo un gioco di grandissimo livello. E poi destrutturiamo tutto con le nostre stesse mani. Abbiamo fatto tutto da soli: siamo andati in vantaggio, abbiamo raddoppiato e ci siamo segnati le reti della vittoria del Manduria. La testa: il calcio prima che abilità tecnica è la testa nel pallone che giochi e, quando serve, butti via il pallone, e non invece ti complichi la vita. E noi ce la siamo complicata, rimettendoci partita, vittoria, punti e classifica”.

 

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno – Manduria oggi – La Voce di Manduria 

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