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Cronaca, Europa, Politica estera

ATTENTATO BRUXELLES – REPETITA IUVANT

Il nostro Pensiero va alle vittime, di tutte le guerre, ingiuste e sbagliate, fatte da molti per interessi di pochi.

Bruxelles – L’aeroporto di Zaventem, a Bruxelles, è stato teatro questa mattina di due esplosioni, che hanno devastato l’area delle partenze. Almeno 34 persone sono morte e 198 sono rimaste ferite oggi  Il primo attacco, condotto da almeno un kamikaze, è stato condotto intorno alle 8 di questa mattina nell’area delle partenze dell’aeroporto di Zaventem. Un’ora dopo, due ordigni sono esplosi all’interno della metropolitana, nella stazione di Maelbeek, vicino alle istituzioni europee.L’attacco a Bruxelles segue di poco più di 48 ore la cattura di Salah Abdeslam, il decimo uomo del commando della strage del 13 novembre a Parigi, nella quale morirono 130 persone.

Pochi mesi son trascorsi dall’ultimo attentato terroristico condotto dall’Isis a Parigi, e simile,  se non uguale è il metodo usato dai terroristi: sparare all’impazzata in nome di Allah e farsi esplodere, il tutto in nome di di un Dio, il tutto per una gloria eterna. Anche noi abbiamo un Dio in cui credere, ma col tempo, abbiamo capito che la guerra era sbagliata, anche quella fatta in nome di Dio, col tempo abbiamo capito che l’odio altro non è che benzina sul fuoco, e che qualsiasi tipo di guerra non ha mai la fine sperata, anzi, lascia solo rimpianti, e morti.

Come in casi analoghi, a poche ore dall’attentato, oltre al cordoglio per le vittime, abbiamo assistito al solito coro unanime di condanna, di vendetta (condita da alcuni anche con il solito odio razziale), senza però mai sentire delle prese di posizione più logiche ed elaborate, senza mai sentire dai promotori della pace, che in parte, la causa di queste tragedie è anche colpa nostra.

E’ ormai appurato che dietro alle guerre condotte in Medio Oriente , dietro al bombardamento della Libia, non ci sia un interesse di creare pace (se non in minima parte), ma quello di avere il possesso, la gestione e la supremazia di risorse come il petrolio, il gas , materie preziose ecc ecc… Come già specificato in alto , di una guerra si può pianificare l’inizio, ma difficile sarà stabilirne la fine , viste le innumerevoli incognite, e ancora più difficile sarà capire quali saranno le sue conseguenze, come ad esempio l’ondata di flussi migratori che ci ha travolto negli ultimi anni. In ogni guerra, fondamentali sono i tuoi alleati e la loro forza, nel caso questi siano deboli è nel proprio interesse aiutarli. Non per caso  il 7 ottobre 2014 il Vicepresidente U.S.A. Joe Biden dichiara: “Hanno fatto piovere centinaia di  milioni di dollari e decine di migliaia di tonnellate di armi nelle mani di chiunque fosse in grado di combattere contro Assad, peccato che chi ha ricevuto i rifornimenti erano… al Nusra, al Qaeda e gli elementi estremisti della Jihad provenienti da altre parti del mondo”. ( Fonte CNN ). TricaseNews_USA-Isis-Guerra                                                        Questo è solo un piccolo esempio, una piccola parte di quello che c’è e si nasconde dietro queste guerre, e, di conseguenza dietro questi attentati. Evidenti sono i conflitti di attribuzione, che si creano tra stati, finanziatori indiretti e diretti, che in qualche modo, hanno contribuito e finanziato l’Isis.

A questo punto, emerge con chiarezza l’importanza di limitare il più possibile la dipendenza di Petrolio e Gas, puntando su forme di energia rinnovabile, al fine di evitare inutili massacri ormai diventati routine nel grande spettacolo del mondo , tutto in nome di un DIO che non sta in cielo , ma nel sottosuolo della nostra terra.

«Una ventina di anni fa ero un buon cacciatore e andavo molto spesso a caccia. Avevo due cani, un bracco tedesco e un setter, e, cominciando all’alba e finendo a sera, su e giù per i canaloni, i cani erano stanchissimi. Ritornando a casa dai contadini, la prima cosa che facevamo era dare da mangiare ai cani e gli veniva dato un catino di zuppa, che forse bastava per cinque. Una volta vidi entrare un piccolo gattino, così magro, affamato, debole. Aveva una gran paura, e si avvicinò piano piano. Guardò ancora i cani, fece un miagolio e appoggiò una zampina al bordo del catino. Il bracco tedesco gli dette un colpo lanciando il gattino a tre o quattro metri, con la spina dorsale rotta. Questo episodio mi fece molta impressione. Ecco, noi siamo stati il gattino». Enrico Mattei

Il nostro Pensiero va alle vittime, di tutte le guerre, ingiuste e sbagliate, fatte da molti per interessi di pochi. REPETITA IUVANT 


TricaseNews_Siria-Guerra-Isis-Petrolio

Tricasenews, 22/03/2016

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