• Tricasenews.it è ancora in fase di aggiornamento, vi chiediamo un po' di pazienza qualora dovessero presentarsi rallentamenti o difficoltà nella navigazione. Grazie!
Ambiente, Cronaca, Salento, Turismo

BRIATORE, IL TWIGA, E GLI STRANI INTRECCI….

SALENTO – Come aprire un locale per vip in Puglia, lungo le magnifiche coste del Salento, superando cavilli burocratici?

Flavio Briatore, imprenditore piemontese e re del lusso, lo sa bene.

Perché dietro al suo nuovo locale Twiga Beach di Otranto c’è una storia molto italiana, dove la politica e l’imprenditoria locale vanno d’amore e d’accordo, anzi, i politici sono allo stesso tempo imprenditori o viceversa, tra figli di amici di Massimo D’Alema con presunti conflitti di interessi tra privati e amministrazione pubblica.

In pochi però protestano. I cittadini sono contenti, la politica applaude in maniera bipartisan, perché Briatore è un marchio nel mondo, promette di portare lavoro nella zona e soprattutto i ricchi con gli yacht per rendere il Salento una nuova Porto Cervo.

NEL MIRINO DEL M5S. Ma adesso qualcosa sembra essersi rotto. E dopo aver attaccato i pugliesi a metà settembre, spiegando che i ricchi vogliono «hotel di lusso e non musei», Briatore è finito nel mirino del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo.

Il consigliere regionale pugliese Cristian Casili ha effettuato la settimana scorso insieme con la polizia forestale una visita nella zona dove deve sorgere il mega locale – «150 gazebo di fronte al mare, ristorante, bar e night club con un programma artistico che accompagnerà gli ospiti fino all’alba», si legge nel lancio – nello stile di Dubai e Marina di Pietrasanta nel giugno del 2017.

Peccato che nella concessione comunale sia scritto nero su bianco che il locale deve chiudere entro l’una di notte e che deve avere prezzi calmierati con gli altri stabilimenti, da 15 a 20 euro al massimo. Si vedrà?
«DEVASTAZIONE AMBIENTALE». Il grillino promette battaglia, si sta leggendo tutte le carte e denuncia una «devastazione della vegetazione costiera in contrasto con il piano paesaggistico regionale» e in un’intervista concessa a Giuseppe Puppo, direttore di Leccecronaca, che ha seguito sin dall’inizio la vicenda del Twiga con una lunga inchiesta, ha spiegato che i lavori sono cominciati senza permessi.

«Il recente permesso di costruire è stato rilasciato in assenza del parere della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggio», ha spiegato Casili, «poiché non pervenuto nei termini di legge. Mi sembra strano che, mentre è sempre così sollecita per qualunque lavoro anche minimo, la Soprintendenza in questo caso invece non abbia risposto». 

Ma questa non è l’unica stranezza in una storia che rischia di innescare non poche polemiche nel futuro…… Continua a leggere su www.lettera43.it

1 Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *