Agricoltura, Ambiente, Comuni, Salento

CODIRO: ESPERIMENTO RIUSCITO IN 41 AZIENDE LECCESI, LE BRANCHE SECCHE TORNANO A VEGETARE

Il titolo è tratto dall’articolo del Nuovo Quotidiano di oggi, a seguito dell’incontro tenutosi a Nociglia, sui risultati della sperimentazione, che ha interessato anche alcuni proprietari di uliveti dei comuni di Trepuzzi e Squinzano, che attraverso MalaChianta hanno aderito al progetto sperimentale, sopratutto grazie all’aiuto di Roberto Polo, operatore sul campo e presidente dell’associazione Salento Sostenibile. 

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I risultati si possono osservare attraverso le telecamere di Telenorba che mostrano insieme a Roberto Polo gli ulivi sperimentati dal minuto 13.28 del servizio cliccando qui.

Riportiamo così nero su bianco, il file dell’l’intero documento presentato dal professore Giusto Giovannetti che potete facilmente scaricare nel nostro gruppo facebook di MalaChianta

RISULTATI PRELIMINARI DEL PROGETTO “BIO-CONTRASTO AL CODIRO” (BI.C.C.)

La sperimentazione con Micosat F® Olivo (brevetto della CCS-Aosta) su alberi di olivo affetti da disseccamento e quindi presumibilmente infetti dal batterio da quarantena Xylella fastidiosa ceppo CoDiRo, è stata avviata a marzo 2016 sul territorio del Salento leccese ed ha come scopo quello di evitare, o comunque di contenere al massimo l’estirpazione delle piante d’olivo. Le aziende olivicole che inizialmente si sono impegnate ad applicare il protocollo predisposto dalla CCS Aosta, sono state n. 6 con una superficie olivetata pari a circa 12 ha (comprensivi della superficie trattata e quella testimone), attualmente la sperimentazione è arrivata ad interessare circa n. 41 aziende agricole per un totale di circa 64 ha di oliveto , distribuiti su tutta la provincia di Lecce, tale superficie giorno dopo giorno aumenta, l’evidenza dei risultati richiama sempre di più le aziende agricole, visti i risultati, verso la sperimentazione.

I comuni dove sono ubicate le aziende che hanno aderito alla sperimentazione sono: Acquarica del capo, Alliste, Castrignano del Capo, Casarano, Salve, Parabita, Presicce, Ugento, Specchia, Spongano, Nociglia, Supersano, Taurisano, Racale , Taviano, Matino, Alezio, Sannicola, Tuglie, Vernole, Strudà, Squinzano, Trepuzzi.

Si precisa che le aziende agricole coinvolte presentano notevoli differenze l’una con l’altra relativamente alle loro dimensioni, alla composizione del suolo, alla fertilità, alla risorsa idrica, alla localizzazione, all’esposizione, alla pressione del patogeno Xylella, ecc.. L’applicazione del Micosat, quindi, non è stata effettuata in condizioni di uniformità, ma in presenza di innumerevoli variabili; tale condizione comporterà che anche i feedback corrispondenti ad ogni applicazione del Micosat saranno differenti l’uno con l’altro.

Al momento sono state effettuate analisi specifiche di laboratorio che confermano le evidenze percettive , fino ad adesso , positive e incoraggianti.

In alcuni casi si è notata una ripresa vegetativa su branca completamente secca sia di alberi giovani che secolari, le diverse epoche di inoculo hanno evidenziato una ripresa vegetativa a circa 60 giorni, questa fase della sperimentazione deve considerarsi propedeutica e preparatoria delle attività progettuali di sperimentazione che prevede un disegno sperimentale strutturato in base alle variabili emerse, analisi mirate e continue delle piante sotto trattamento.

Esperimento riuscito!

Le pagine della relazione sono undici per scaricare il file clicca qui.

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