Ambiente, Salento

CONTINUA L’EROSIONE COSTIERA SULLE COSTE DEL SALENTO.

Dal Salento. Oggi il tema caldo è l’apertura o meno nei mesi invernali degli stabilimenti balneari, oppure il problema dei rifiuti illegali di cui anche il nostro territorio sarebbe pieno.

Nessuno parla più dell’erosione costiera, di quel male silenzioso che sta riducendo in polvere le nostre bellissime coste, di quel triste fenomeno che fa scomparire scorci da cartolina.

Eppure compaiono in ogni dove, lungo il versante Adriatico soprattutto, cartelli con su scritto a caratteri cubitali “divieto di balneazione” o, addirittura in alcuni casi, “divieto di transito, pericolo crolli”. Da San Foca a Castro, da Santa Cesarea a Santa Maria di Leuca.

Ma qualcuno ci pensa ancora, per fortuna, e leggiamo l’appello di queste ore da parte diMauro Della Valle, presidente Federbalneari Salento. “E’ questo il modo di governare un territorio di un valore inestimabile ed è cosi verosimilmente che la politica intende promuovere le coste e la natura del sistema costiero – scrive Della Valle –  Dopo “appena”  nove anni dall’emanazione della legge  17/06 che nasce per tutelare e pianificare la costa pugliese il risultato della indifferenza politica è la devastazione totale di tutto ciò che Madre natura ci ha donato – e sono convinto che davanti a questi scempi si sia giustamente pentita“.

E poi l’appello ai sindaci di essere più protagonisti in questa problematica che ha, per certi aspetti, i caratteri della devastazione “Non vorrei sentire dai Sindaci la solita cantilena oramai sconfessata del redigendo piano comunale della costa – prosegue Della Valle – perchè è dall’anno scorso che la Regione Puglia Settore Lavori Pubblici ha più volte ribadito che siamo davanti a dissesto idrogeologico. Spero che il Comune di Ugento insieme a Portocesareo e Salve, tra i comuni più colpiti dall’ultima mareggiata, possano dedicarsi con più dedizione alla tutela ambientale e costiera ed in “ultimo” a guardare verso il mare quale vocazione turistica e naturale da difendere e valorizzare”.

Una domanda ci sorge spontanea e la rivolgiamo a tutti gli amministratori: perché ci si ricorda dell’erosione sempre all’indomani del maltempo, quando, come ieri, si abbatte impetuoso sulle rocce e sugli anfratti suggestivi, distruggendoli e, a volte, facendoli proprio scomparire?

 

Fonte: Leccenews24

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