Alimentazione, Andrano, Cronaca, Tricase

CONTRAE INFEZIONE DA “ANISAKIS”, L’ODISSEA DI UN COMMERCIANTE TRICASINO

E.E., queste le sue iniziali, cinque anni fa si becco' l'infezione. 

TRICASE/ANDRANO – Il fatto risale a 5 anni fa e in questi giorni è inziato il processo per la richiesta di risarcimento danni.

Voleva festeggiare la serata di ferragosto nell’estate del 2014, e così, E.E., 54enne commerciante di Tricase decide di portare famiglia e amici presso un ristorante di Andrano per cenare.

Quella cena a base di pesce crudo e frutti di mare sarà però l’inizio di un lungo calvario che dura da oltre 5 anni in giro per gli ospedali di tutta Italia per cercare di curarsi al meglio.

Dopo la cena il commerciante comincia a manifestare febbre alta e gastroenterite, tanto da indurre i medici in un primo momento a pensare alla classica intossicazione alimentare.

Le successive analisi disposte dopo il continuo non migliorare del 54enne portano alla scoperta di una colite ulcerosa e alla presenza di parassita “Anisakis”. 

Da quel momento inizia l’odissea che ha portato E.E. a girare gli ospedali di Poggiardo, Tricase, Policlinico “Gemelli” di Roma dove ha provato una terapia sperimentale della durata di olre tre anni con continui viaggi nella capitale, fino ad arrivare presso l’ospedale di Galatina dove è curato da uno specialista romano traferitosi in salento. 

I continui viaggi per i quali E.E. ha dovuto sostenere spese per oltre 16mila hanno costretto il commerciante a tenere chiusa la sua attività per lunghi periodi di tempo.

Inoltre, le massicce dosi di farmaci cortisonici assunti per curare colite e cercare di debellare il parassita hanno esposto il malcapitato commerciante ad avere problemi cardiaci e diabete di tipo 2, tanto da essere riconosciuto invalido al 100%.

Per questo motivo e per il fatto che il ristoratore era sprovvisto all’epoca dei fatti dell’abbattitore che avrebbe neutralizzato le larve, servendo di fatto cibi contaminati, E.E., assistito dall’avvocato Stefano Stendardo ha avanzato la richiesta di risarcimeto danni quantificata dal medico legale in euro 100mila. 

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