Salento, Salute

COSI’ E’ RIDOTTA LA SANITA’ SALENTINA. SI FA IN TEMPO A MORIRE TRA TAC A SINGHIOZZO E ANESTESISTI MANCANTI.

Pochi anestesisti e si blocca la tac con il mezzo di contrasto. Sono 500 le richieste per l’esame diagnostico, che arrivano dal day hospital del polo oncologico, al reparto di radiologia. Gli utenti oncologici, una volta concluso il ciclo di chemioterapia, devono sottoporsi ad una tac con mezzo di contrasto, per verificare lo stadio del tumore e l’effetto della chemio. Così i pazienti vengono dirottati nella radiologia dell’oncologico, dove è stata da poco installata una nuova tac, peccato però che non lavora come dovrebbe, per mancanza di personale.

In particolare ad essere carente è la figura dell’anestesista, che deve dividersi tra il Vito Fazzi e il centro tumori. Così, malati oncologici che richiedono tac col mezzo di contrasto, si trovano davanti un’attesa di almeno due mesi. Troppo, per chi non può aspettare di sapere se ha sconfitto o no il tumore.

Da qualche giorno, bussano alla porta di cittadinanza attiva del tribunale per i diritti del malato, utenti che lamentano tutti la stessa grave inefficienza: una lunga attesa per avere una tac col contrasto.

L’Asl ha acquistato le macchine nuove pochi mesi fa, ma non ha messo il personale per farle lavorare e smaltire le liste, per cui se l’anestesista è all’oncologico, la tac del Fazzi è ferma per il mezzo di contrasto e viceversa.

“Mi hanno operato al polmone per un cancro – racconta un pensionato di Torre Lapillo, a Sandro Finisguerra, responsabile del tribunale per i diritti del malato di Lecce – il medico che mi segue al day hospital oncologico, ha più volte tentato di prenotarmi una tac col contrasto, ma aspetto da settembre, stanco mi ha mandato a parlare direttamente alla radiologia.” Stessa trafila per un giovane che assiste suo padre colpito da linfomi maligni al collo e all’ascella.

Anche lui, dopo due anni di chemioterapia, ha chiesto la tac con mezzo di contrasto a settembre scorso, ma la risposta è sempre la stessa: due mesi di attesa, non ci sono anestesisti sufficienti. Stando alle informazioni raccolte da Finsiguerra , ci sarebbe solo un giorno in cui l’anestesista è disponibile per gli esami con il mezzo di contrasto, durante il resto della settimana si divide tra le sedute di sala operatoria, la somministrazione di terapia del dolore, le esigenze dei vari reparti e quelle del polo oncologico. Quest’ultimo non ha un anestesista fisso come invece aveva prima il Fazzi, per cui quando c’è necessità dal polo oncologico chiamano l’anestesista del nosocomio leccese. La conseguenza è che gli esami che la radiologia del Fazzi deve eseguire in presenza di un anestesista, quelli col mezzo di contrasto, si fermano perché il medico deve spostarsi il più delle volte al day hospital dell’oncologico.

Ogni giorno i radiologi del Fazzi riescono ad eseguire 5 esami col contrasto per i malati neoplastici, a questi si aggiungono le richieste che arrivano dall’esterno che dovrebbero essere dirottate nella radiologia del territorio del vecchio ospedale, dove però la tac è rotta da oltre un anno e non è mai stata sostituita.
Infine ci sono gli esami chiesti dai reparti per i pazienti ricoverati e per non farsi a mancare nulla, anche le lastre richieste dal pronto soccorso che prima poteva contare su un tecnico, che ora non c’è più.Ogni giorno la radiologia ospedaliera leccese esegue 20 -25 esami, oltre naturalmente le urgenze, con un anestesista da dividere con l’oncologico e i vari reparti, e una coda di pazienti con tumore che dovrebbe essere smaltita in pochi giorni e non in mesi.

Fonte: www.Sanitasalento.it

 

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