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COVID-19, L’ORDINE DEI MEDICI DI LECCE SOLLECITA TAMPONI E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE

SALENTO – Con una lettera indirizzata al Direttore Generale, al Direttore Sanitario eal Direttore Amministrativo della Asl Lecce, l’Ordine dei Medici di Lecce individua “due priorità assolute che devono essere risolte a vari livelli di responsabilità nei tempi più brevi:

  • Disponibilità di Dispositivi di Protezione Individuale;
  • Opportunità di eseguire tamponi diagnostici in maniera estensiva

“La carenza – a livello nazionale (e spesso internazionale) di DPI – è causa del prezzo altissimo che gli operatori sanitari stanno pagando (oltre il 10% del numero totale degli infetti). Ciò determina un aumento insopportabile del rischio clinico, con l’effetto moltiplicatore che gli operatori sanitari rappresentano.

Registriamo invece tra i Medici l’insicurezza lavorativa e del vissuto individuale e familiare, con la pericolosa tentazione di allontanarsi in qualunque modo dal lavoro, trasformato da progetto di vita ad incubo di un concreto, potenziale e costante danno.

Inoltre tale carenza rappresenta una lecita motivazione (art 54 del C.P.) per impedire una assistenza diretta ai cittadini da parte dei MMG e dei PLS, che sono del tutto sprovvisti di DPI, anche di un assetto minimale, ma adeguato. Ciò – a sua volta – comporta il diffondersi del senso di abbandono che potrebbe ricevere una larga fetta della popolazione con dei sintomi respiratori non critici, che non sa a chi rivolgersi, non potendo e non dovendo accedere alle prestazioni del P.S. né del 118 o della Continuità Assistenziale, creando una frattura solidaristica, che in questa situazione potrebbe essere catastrofica.

Siamo convinti che eseguire i tamponi diagnostici è assolutamente necessario e urgente per tutto il personale sanitario, amministrativo e dei servizi del P.O. di Copertino, ma diventa essenziale per chiunque (anche asintomatico) sia stato sottoposto a quarantena dopo 7 giorni dal presunto contatto. Mentre all’inizio di questa criticità emergenziale è stato prospettato il paradigma che in Italia i contagiati erano in numero superiore ad altri territori, perché si facevano molti tamponi (e quindi venivano evidenziati i contagiati), si è evidenziato che invece una percentuale maggiore di tamponi corrisponde ad una minore estensione del contagio, come il “modello Veneto” suggerisce con la non confutabilità dei numeri, che possono essere visionati da chiunque. Tale politica peraltro è stata fortemente raccomandata dall’OMS.

I Medici sono senz’altro pronti, senza retorici eroismi, a fare la loro parte perché questa è la loro straordinaria normalità: una scelta di vita e professionale; ma sono convinti che una nuova “campagna di Russia” avrebbe esiti tragici per tutti.

 

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