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DELL’ABATE: SULL’IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO ASSISTIAMO “COMPOST”…I (

Articolo pubblicato su “Il Volantino di Tricase” del 28/03/2015 (concessoci dall’autore)

Il Sindaco Coppola ha deciso: a Tricase nei capannoni ex Adelchi verrà insediato un mega impianto di compostaggio di rifiuti. Senza coinvolgimento e condivisione con la comunità interessata, pur essendo un’opera di notevole impatto per il territorio. Senza un passaggio in Consiglio, nella Commissione ambiente, nella Consulta delle associazioni, nelle associazioni di categoria. Senza confronto con i Comuni limitrofi, i cui Sindaci (Miggiano in testa) sono anzi decisamente contrari. Nulla di nulla. Eppure al primo punto delle sue linee programmatiche di governo, Coppola ha posto la partecipazione…

Il Sindaco ha anche deciso, ovviamente senza passare dalla Commissione bilancio, che Tricase pagherà subito 42.700 euro per verificare la fattibilità dell’impianto che sarà realizzato da un’azienda privata la quale a sua volta dovrà acquistare all’asta -ce la farà?- i capannoni.
Nella zona sono presenti diverse attività produttive (industriali, commerciali, artigianali -financo panifici- e sportive) e anche insediamenti abitativi. Siamo sull’arteria principale di ingresso al paese. Si prevede un passaggio di circa un centinaio di autocarri al giorno per il trasporto dei rifiuti umidi e del compost. L’impianto, difatti, servirà diversi Comuni della Provincia.
Ad oggi solo il Sindaco di Tricase ha dato la disponibilità a ospitare il mega impianto e a pagare il progetto di fattibilità.

Trattandosi di un processo industriale, lo stoccaggio e il trattamento del rifiuto umido può comportare l’emissione nell’atmosfera di cattivi odori e di polveri. Il compost, il fertilizzante che se ne ricava, verrà immagazzinato in grossi silos all’esterno nell’attesa di essere commercializzato.
Diversi impianti di questo genere, in altre località -anche pugliesi-, sono rimasti cattedrali inutilizzate o hanno mal funzionato.
Nel nostro territorio si registra una delle più elevate percentuali di incidenza di tumori, in particolare ai polmoni. Nelle nostre campagne le ruspe hanno disvelato masse di rifiuti tossici sotterrate e ancora non è dato conoscere la portata delle conseguenze dell’inquinamento, specie sulla falda freatica. Nel nostro mare si riversano reflui di non meglio identificata natura, con un depuratore che diffonde spesso fino in città odori nauseabondi. E’ proprio necessario accettare un altro rischio? E’ questa l’opera strategica con cui si vuol rilanciare Tricase come città turistica e località marittima, d’arte e di cultura?

Un impianto del genere impegna non più di cinque unità lavorative. E’ questo l’intervento progettato nella nostra zona industriale per risolvere la piaga dell’occupazione, specie giovanile? Lo stabilimento ex Adelchi ha ben altre potenzialità e la presenza di un mega impianto di compostaggio allontanerebbe ogni altra forma di investimento più produttiva, segnando definitivamente le sorti della nostra zona industriale.

Se l’intento è quello di contenere i costi del tributo, perché non puntare su altri strumenti meno impattanti per la gestione del rifiuto? Il compostaggio domestico capillare e diffuso, come praticato da diversi Comuni, come Galatina che ha istituito un albo compostatori domestici con circa 300 famiglie aderenti; inoltre con il coinvolgimento degli agricoltori si potrebbe attuare un compostaggio diluito nei campi delle frazioni umide organiche dei rifiuti urbani selezionati anche dai quei cittadini che non hanno giardini o cortili di proprietà., Ancora, le compostiere di quartiere o di comunità. La premialità dei comportamenti più virtuosi per agevolare la differenziazione del prodotto (più diffrenzi, meno paghi oppure sei premiato). L’applicazione della “tariffa puntuale”. I compattatori nei luoghi pubblici o nei centri commerciali.
Si potrebbe fare tanto e meglio tutti insieme, a meno che non si è già deciso che dobbiamo rimanere ad assistere compost…i

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