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Economia, Salento

ECONOMIA DEL SALENTO: SEGNALI DI RIPRESA PER LE AZIENDE, MA NON PER IL LAVORO.

LECCE – Si è tenuto ieri nella Sala consiliare dell’ Ente Camera di Commercio il Focus sull’economia della provincia, dopo il saluto del presidente, Alfredo Prete, il prof.  Stefano De Rubertis docente di Geografia economica e del turismo  dell’Università del Salento ha illustrato i dati degli indicatori economici relativi al primo semestre 2015, soffermandosi in particolare su quelli legati al turismo,  evidenziando i benefici che il territorio ne trarrebbe  se i flussi turistici fossero distribuiti su tutto l’anno, anzichè concentrarsi solo sul periodo estivo. Sono intervenuti inoltre il prof. Amedeo Maizza,  preside della facoltà di Economia  dell’Università del Salento, e il  professori  Francesco Giaccari docente  di Economia aziendale .

Contesto generale

A metà 2015, i risultati conseguiti dall’area Euro sono stati leggermente migliori di quelli attesi, ma le preoccupazioni per l’immediato futuro persistono. Un contributo significativo proviene dalle esportazioni (beneficiarie di un deprezzamento dell’euro) per le quali è però prevista una riduzione per effetto di un’inversione di tendenza nel cambio valutario e del vistoso rallentamento della Cina e delle economie cosiddette emergenti. Ad agosto si sono registrate flessioni nell’industria mentre si è colto un miglioramento negli altri settori e questo grazie anche a un incremento seppur lieve dell’indice di fiducia dei consumatori.

Com’è noto, in Italia, dopo anni di recessione, si riconoscono segni di ripresa: una maggiore crescita accompagnata da una riduzione del debito dovrebbe consentire di evitare costose manovre correttive dei conti pubblici, facilitando in tal modo la programmazione economica dei prossimi mesi. Si spera nella sia pur incerta ripresa degli investimenti che rappresentano, come ricorda il Centro Studi della Confindustria, non soltanto un incremento della domanda interna, ma anche la base imprescindibile per l’incremento della produttività. L’incertezza di questi anni ha tenuto basse le aspettative di crescita, con inevitabili ripercussioni sulla domanda e sugli investimenti. Peraltro questi ultimi adesso potrebbero ricevere impulso anche dalla spesa pubblica in infrastrutture, per effetto delle politiche comunitarie e del miglioramento dei dati di bilancio nazionale.

Secondo l’Istat, la crescita del primo semestre è stata determinata dall’andamento favorevole del settore manifatturiero e dei servizi; la dinamica dei consumi è risultata positiva mentre l’inflazione è rimasta pressoché stabile. Previsioni sulla crescita preannunciano una sostanziale continuità dell’andamento positivo anche nel terzo trimestre, sebbene mitigato da un rallentamento del commercio mondiale, in particolare delle esportazioni.

I consumi finali interni sono cresciuti complessivamente dello 0,18% nel corso del I semestre 2015. Tale dinamica è determinata da un aumento dei consumi delle famiglie sul territorio nazionale dello 0,3%, mentre la spesa della Pubblica Amministrazione è diminuita dello 0,16% nello stesso periodo. Anche gli investimenti fissi lordi sono aumentati nei primi sei mesi del 2015 (+0,86%), tale incremento è stato trainato in maniera significativa dalla spesa per mezzi di trasporto (+22%) mentre sono lievemente in frenata gli acquisti in beni durevoli come i macchinari, attrezzature e prodotti vari nonché la spesa nel comparto delle costruzioni (si veda la tab. 1).

Ad agosto gli indicatori che misurano il clima di fiducia delle imprese nei servizi di mercato si sono mantenuti su livelli elevati e l’inflazione al consumo è rimasta pressoché costante, attestandosi ai dati degli ultimi due mesi.

Le attese degli operatori per l’autunno risentono di una dinamica dei prezzi ancora incerta: la politica dei listini per le imprese che producono beni di consumo resta stabile rispetto agli ultimi mesi. Tra i consumatori aumenta lievemente la percentuale di coloro che prevedono rialzi dei prezzi in un quadro di sostanziale stabilità.

Tra i macro-settori, l’aumento più vistoso in termini di valore aggiunto è stato segnato dal settore agricolo (5,4%), seguito dalle attività finanziarie e assicurative, dall’industria in senso stretto, dalle attività professionali, dal commercio, dalle attività di trasporto e di alloggio. In decrescita risultano i  servizi di informazione e comunicazione, le altre attività dei servizi e le costruzioni (si veda la tab. 2).

Mercato del lavoro

Anche sul fronte dell’occupazione, il trimestre in corso evidenzia dinamiche favorevoli: si è ridotto sensibilmente il ricorso alla cassa integrazione, sono cresciute le stabilizzazioni e i contratti a termine. La decontribuzione, introdotta dalla legge di stabilità, sembra stia producendo effetti positivi.

Considerando gli ultimi 6 anni, nel I semestre 2015 si registrano segnali di ripresa, soprattutto per l’occupazione maschile che dopo una significativa contrazione verificatesi tra il 2012 e il 2014 sembra stia raggiungendo un buon livello sebbene non ancora paragonabile  a quello del I semestre del 2010 (811.000 occupati maschi).

Nel I semestre 2015 in Puglia si contano circa 1.184.000 occupati, di cui 415.000 donne. Rispetto allo stesso periodo del 2014 si registra un andamento positivo con un incremento di circa 31.000 occupati (+2,7%), dovuto esclusivamente alla componente maschile. Il numero di disoccupati scende di circa 13.000 unità (-4,2%) raggiungendo un livello di 295.000 disoccupati, di cui 117.000 donne.

La disoccupazione totale, da dicembre 2013 a giugno 2015, è scesa rispettivamente dal 13,3% al 12,1% , con un miglior andamento che ha interessato la disoccupazione femminile che si è attestata intorno al 12,8%, riducendosi di 2 punti percentuali.

Nel complesso, nei primi sette mesi dell’anno, l’incremento degli occupati ha superato le 100 mila unità.

Analizzando i diversi settori, la riduzione dell’occupazione, nel I semestre 2015, riguarda soprattutto l’industria in senso stretto con una contrazione di 12.000 occupati rispetto allo stesso periodo del 2014. Una lieve ripresa si segnala nell’industria delle costruzioni (nel I semestre 2015 con un incremento di circa 13.000 occupati). Andamento positivo si continua a registrare nei servizi con 848.000 occupati, circa il 72% dell’occupazione totale nel I semestre 2015, con un incremento rispetto all’anno precedente di 33.000 occupati. Contrazioni si registrano invece nel settore agricolo che nel I semestre 2015 segna -3000 unità in particolare donne, rispetto allo stesso periodo del 2014. Scarica il bollettino Geo-economico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1.1 Mercato del lavoro

 

Anche sul fronte dell’occupazione, il trimestre in corso evidenzia dinamiche favorevoli: si è ridotto sensibilmente il ricorso alla cassa integrazione, sono cresciute le stabilizzazioni e i contratti a termine. La decontribuzione, introdotta dalla legge di stabilità, sembra stia producendo effetti positivi.

Considerando gli ultimi 6 anni, nel I semestre 2015 si registrano segnali di ripresa, soprattutto per l’occupazione maschile che dopo una significativa contrazione verificatesi tra il 2012 e il 2014 sembra stia raggiungendo un buon livello sebbene non ancora paragonabile  a quello del I semestre del 2010 (811.000 occupati maschi).[6]

Nel I semestre 2015 in Puglia si contano circa 1.184.000 occupati, di cui 415.000 donne. Rispetto allo stesso periodo del 2014 si registra un andamento positivo con un incremento di circa 31.000 occupati (+2,7%), dovuto esclusivamente alla componente maschile. Il numero di disoccupati scende di circa 13.000 unità (-4,2%) raggiungendo un livello di 295.000 disoccupati, di cui 117.000 donne.[7]

La disoccupazione totale, da dicembre 2013 a giugno 2015, è scesa rispettivamente dal 13,3% al 12,1% , con un miglior andamento che ha interessato la disoccupazione femminile che si è attestata intorno al 12,8%, riducendosi di 2 punti percentuali.

Nel complesso, nei primi sette mesi dell’anno, l’incremento degli occupati ha superato le 100 mila unità.

Analizzando i diversi settori, la riduzione dell’occupazione, nel I semestre 2015, riguarda soprattutto l’industria in senso stretto con una contrazione di 12.000 occupati rispetto allo stesso periodo del 2014. Una lieve ripresa si segnala nell’industria delle costruzioni (nel I semestre 2015 con un incremento di circa 13.000 occupati). Andamento positivo si continua a registrare nei servizi con 848.000 occupati, circa il 72% dell’occupazione totale nel I semestre 2015, con un incremento rispetto all’anno precedente di 33.000 occupati. Contrazioni si registrano invece nel settore agricolo che nel I semestre 2015 segna -3000 unità in particolare donne, rispetto allo stesso periodo del 2014.[8]

 

Tab. 3 – Principali indicatori del mercato del lavoro per sesso.

Trimestre Tasso di attività Tasso di occupazione Tasso di  disoccupazione
  15-64 anni 15-24 anni 15-64 anni 15-24 anni Totale 15-24 anni
  totale
IV 2014 64,7 27,3 56,0 15,5 13,3 43,3
II 2015 64,2 25,6 56,3 15,1 12,1 41,1
  maschi
IV 2014 74,0 31,1 64,8 18,5 12,2 40,4
II 2015 74,1 29,5 65,3 17,7 11,6 39,8
  femmine
IV 2014 55,4 23,3 47,2 12,2 14,7 47,5
II 2015 54,4 21,6 47,4 12,3 12,8 43,0

Fonte: ns. elaborazione su dati Istat, 2015.

 

Tab. 4 – Occupati per ripartizione geografica (dati destagionalizzati, giugno 2015, migliaia di unità e variazioni percentuali).

Trimestre Totale Nord Centro Mezzogiorno
IV 2014 22.332 11.644 4.815 5.872
II 2015 22.446 11.656 4.839 5.952
Var %                   0,51                     0,1                   0,48                   1,35

Fonte: ns. elaborazione su dati Istat, 2015.

 

1.2 Commercio estero

 

Considerando il contesto nazionale è possibile affermare che le esportazioni italiane sono cresciute nel primo semestre 2015 di quasi il 5%, medesimo incremento, sebbene lievemente inferiore, è stato registrato anche per le importazioni (4,7%).

Tra le maggiori aree in cui si registrano incrementi significativi si segnalano l’America settentrionale (+27%), il Medio Oriente (+11,8%) e l’Asia centrale (+8,8%).

 

Tab. 5 – Interscambio commerciale dell’Italia per aree geografiche (var. % import ed export tra il I semestre 2014 e il I semestre 2015).

Territorio Esportazioni Importazioni
Unione europea 3,8 7,4
Paesi europei non Ue -2 -6
Africa settentrionale -4,5 -10,9
Altri paesi africani 2,7 0,1
America settentrionale 27 10,7
America centro-meridionale 2,1 0,6
Medio Oriente 11,8 -9,8
Asia centrale 8,8 -2,5
Asia orientale 2,4 16,9
Oceania 8,2 0,4
Altri territori 2,4 -0,5
Mondo 5 4,7

Fonte: elaborazioni ICE su dati Istat, modificata.

 

Per quanto riguarda la provincia di Lecce si segnala che il commercio estero ha visto un interessante aumento delle esportazioni nel primo semestre 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014 (14,4%). Di contro anche le importazioni sono aumentate in misura maggiore rispetto allo spesso periodo del 2014,  difatti tale valore si attesta intorno al + 20%.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tab. 6 – Andamento del commercio estero in provincia di Lecce (valori in migliaia di euro).

  2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2014

gen-giu

2015

giu-gen

 Valori
 Esportazioni 562.494 592.122 576.515 318.243 352.417 464.998 445.582 411.001 436.398 211.987    242.594
 Importazioni 402.930 435.244 359.888 351.966 413.047 364.425 261.220 247.294 262.619 128.556    153.745
 Saldo 159.564 156.877 216.626 -33.723 -60.629 100.572 184.361 163.707 173.779 83.431      88.849
 Saldo normalizzato    (%) 16,5 15,3 23,1 -5,0 -7,9 12,1 26,1 24,9 24,9 24,5          22,4
                       
 Variazioni sull’anno precedente
 Esportazioni -4,5 5,3 -2,6 -44,8 10,7 31,9 -4,2 -7,8 6,2 2,7          14,4
 Importazioni -3,7 8,0 -17,3 -2,2 17,4 -11,8 -28,3 -5,3 6,2 2,5          19,6
                       
 Saldi (var.ass.) -10.982 -2.686 59.749 -250.349 -26.906 161.202 83.789 -20.654 10.072 2.553        5.418

Fonte: elaborazioni ICE 2015 su dati Istat.

 

Considerando le esportazioni nei primi 6 mesi del 2015, tra i Paesi esteri partner commerciali della provincia di Lecce emerge la Francia, seguita da Stati Uniti, Svizzera e Germania. Peraltro, come emerge dalla tabella riportata di seguito, le variazioni  delle esportazioni nello stesso periodo verso i nostri maggiori partner commerciali sono sensibilmente aumentate in valore (ad eccezione dell’Algeria). Tra queste dinamiche spiccano il raddoppio delle esportazioni verso il Regno Unito (+119%) e l’ottima performance dell’export verso la Spagna (+68%), la Turchia (+58,7%) e gli Stati Uniti (+56%). Altre performance significative rispetto alla variabile di indagine interessano destinazioni come Angola, Repubblica Ceca, Australia, Tunisia e Hong Kong per le quali il valore assoluto delle esportazioni è ancora basso.

 

Tab. 7 – Principali paesi partner della provincia di Lecce (valori in migliaia di euro).

 Paese Esportazioni Importazioni
  Gen-Giu 2015 Gen-Giu 2014 Var % Gen-Giu 2015 Gen-Giu 2014 Var %
 Francia 28.557 22.210 28,6 15.371 16.470                     -6,7
 Stati Uniti 23.448 15.014 56,2 4.736 5.083                     -6,8
 Svizzera 22.171 19.903 11,4 532 1.380                   -61,4
 Germania 21.819 18.030 21,0 25.421 21.788                    16,7
 Regno Unito 14.900 6.782 119,7 1.196 1.707                   -29,9
 Albania 13.412 11.663 15,0 11.909 7.732                     54,0
 Turchia 13.046 8.223 58,7 12.429 4.576                  171,6
 Algeria 12.888 15.200 -15,2 605 941                  -35,7
 Spagna 7.056 4.184 68,6 7.091 7.232                    -1,9
 Danimarca 6.904 5.389 28,1 337 831                  -59,4
 Paesi Bassi 6.538 6.292 3,9 8.809 8.258                      6,7
 Belgio 5.710 5.199 9,8 4.647 5.002                     -7,1
 Svezia 3.280 3.211 2,1 584 413                    41,4
 Repubblica Ceca 3.185 227 1.303,1 456 161                  183,2
 Angola 2.757 1.174 134,8 . .                          .
 Grecia 2.718 2.666 2,0 2.887 3.686                   -21,7
 Australia 2.685 1.274 110,8 308 5                6.060,0
 Tunisia 2.669 1.315 103,0 1.446 2.412                   -40,0
 Hong Kong 2.667 1.171 127,8 197 1.062                   -81,5
 Croazia 2.399 2.240 7,1 570 349                    63,3
 Mondo 242.594 211.987 14,4 153.745 128.556                   19,6

Fonte: ICE, 2015.

 

Rispetto al I semestre 2014, in provincia di Lecce, in termini di valore assoluto delle esportazioni spicca il comparto delle macchine per impiego speciale (superiore ai 71 milioni di euro); per tutti i macchinari funzionali all’industria manifatturiera si rileva un aumento del 9,1%. Per questo gruppo merceologico emerge inoltre la notevole prevalenza, in termini assoluti, sulle importazioni che sono pari ad un ventesimo delle esportazioni.

In ordine di importanza seguono le calzature con un valore per l’esportazione nel 2015 intorno ai 20 milioni di euro. Si tratta di un incremento significativo rispetto al I semestre del 2014 (valore più che raddoppiato), mentre di minore intensità, sebbene elevato, è risultato l’incremento delle importazioni.

In leggera contrazione risultano le esportazioni di articoli di abbigliamento, diminuite del 5,8% nei primi sei mesi del 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014. Il calo ha riguardato anche le importazioni, contrattasi del 15,6%.

Anche le bevande hanno avuto un incremento significativo nelle esportazioni (+8%) trainate verosimilmente dal comparto vinicolo salentino.

E’ stato registrato un sensibile calo delle esportazioni nel settore degli inerti, in particolare nella produzione del cemento, calce e gesso (-11,8%), comparto per il quale la provincia di Lecce non registra importazioni. Un incremento significativo si evidenzia per le macchine per l’agricoltura e la silvicoltura (+ 167%), da leggere in parallelo al calo considerevole delle importazioni (-30,5%).

 

Tab. 8 – Principali settori nell’interscambio della provincia di Lecce nel 1° semestre 2014 e 2015 (valori in migliaia di euro e variazioni in percentuale).

 Settore Esportazioni Importazioni
  Gen-giu 2015 Gen-giu 2014 Var % Gen-giu 2015 Gen-giu 2014 Var %
 289 – Fabbricazione di altre macchine per impieghi speciali 71.333 65.357 9,1 3.550 2.773        28,0
 152 – Fabbricazione di calzature 21.909 8.934 145,2 9.090 5.101        78,2
 141 – Confezione di articoli di abbigliamento 17.599 18.681 -5,8 6.650 7.881       -15,6
 282 – Fabbr. di altre macchine di impiego generale 15.283 11.705 30,6 2.994 3.188         -6,1
 110 – Industria delle bevande 13.541 12.542 8,0 509 442        15,2
 235 – Produzione di cemento, calce e gesso 12.128 13.756 -11,8 . ..               .
 283 – Fabbr. macchine per l’agricoltura e la silvicoltura 10.088 3.775 167,2 72 104       -30,5
 011 – Prodotti di colture agricole non permanenti 7.231 5.385 34,3 4.412 5.461       -19,2
 222 – Articoli in materie plastiche 6.750 3.775 78,8 8.139 8.206         -0,8
 259 – Altri prodotti in metallo 6.096 6.417 -5,0 4.357 2.961        47,2
 143 – Articoli di maglieria 4.617 5.607 -17,7 1.071 1.666       -35,7
 293 – Parti ed accessori per autoveicoli e motori 4.508 5.086 -11,4 3.741 5.687       -34,2
 254 – Armi e munizioni 4.352 5.243 -17,0 7 21       -68,5
 151 – Cuoio conciato e lavorato 3.653 4.797 -23,8 1.096 791        38,6
 265 – Strumenti e apparecchi di misurazione 3.029 1.908 58,8 2.532 1.746        45,0
 251 – Elementi da costruzione in metallo 2.980 822 262,6 632 44   1.336,4
 139 – Altri prodotti tessili 2.624 2.481 5,8 1.273 939        35,6
 108 – Produzione di altri prodotti alimentari 2.272 1.605 41,6 350 808       -56,7
 107 – Prodotti da forno e farinacei 1.874 1.946 -3,7 3 213       -98,7
 281 – Fabbricazione di macchine di impiego   generale 1.869 3.947 -52,6 5.305 3.563        48,9

Fonte: ns. elaborazione in base ai dati ICE, 2015.

 

Le esportazioni della provincia di Lecce verso i principali partner commerciali sono sostanzialmente trainate dal comparto agricolo (specialmente verso la Germania, la Francia e la Svizzera) e dai prodotti delle attività manifatturiere (soprattutto  verso la Francia, gli Stati Uniti e la Svizzera).

 

Tab. 9 – Commercio estero per la provincia di Lecce per paese estero e sezioni merceologiche.

 Paese A-Prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca B- Prodotti dell’estrazione  di minerali da cave e miniere C-Prodotti delle attività manifatturiere E-Prodotti delle attività di trattamento dei rifiuti e risanamento J-Prodotti delle attività dei servizi di informazione e comunicazione R-Prodotti delle attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento V-Merci dichiarate come provviste di bordo, merci nazionali di ritorno e respinte, merci varie
  import export import export import export import export import export import export import export
Francia  1.959.766  678.304          98         0 13.399.960  27.842.301     10.713         0             0 36.195    
Stati Uniti    986.697            0     3.743.445  23.446.471     1.185   1.496       1.628         0       2.650        0
Svizzera              0  340.837       510.623  21.826.287      6.963         0 2.001   4.337         12.500        0
Germania  725.912 5.192.920  111.096         0 24.561.564  16.613.258          0   7.581 22.640         0              0   5.407    
Regno Unito    20.996          638     1.169.222  14.898.497     5.968        93              0      410    
Repubblica ceca             0         925       423.469   3.184.265     32.318         0              0      242    
Angola                     0  2.756.639                

Fonte: ns. elaborazione in base ai dati Istat, 2015.

[1] Istat, Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana  n. 8, agosto, 2015. Pubblicata il 4 settembre 2015. http://www.istat.it/it/archivio/167516.

[2] Istat, Conti Economici Trimestrali, 1 settembre 2015. Serie storiche. http://www.istat.it/it/archivio/167323.

 

[3] Istat, Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana  n. 8, agosto, 2015. Pubblicata il 4 settembre 2015. http://www.istat.it/it/archivio/167516.

[4]  Ibidem.

[5] Istat, Conti Economici Trimestrali, 1 settembre 2015. Serie storiche http://www.istat.it/it/archivio/167323.

 

[6] IPRES – Istituto Pugliese di Ricerche Economiche e Sociali, Il mercato del lavoro in Puglia nel primo semestre 2015, settembre 2015.

[7] Ibidem.

[8] Ibidem.

 

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