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Agricoltura

EXPORT AGROALIMENTARE VERSO LO STORICO RECORD DI 36 MILIARDI DI EURO.

Record storico per il valore delle esportazioni di prodotti agroalimentari italiani che nei primi sei mesi dell’anno è cresciuto dell’8 per cento, sotto la spinta dell’Expo, ponendo le basi per raggiungere a fine 2015 la storica cifra di 36 miliardi di euro. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al primo semestre del 2015, presentata in occasione della Giornata dell’Agricoltura italiana ad Expo con la partecipazione di decine di migliaia di agricoltori provenienti da tutte le regioni guidati dal Presidente nazionale Roberto Moncalvo e la presenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. A determinare il forte balzo in avanti sono stati proprio i primi due mesi dell’esposizione universale, con una crescita salita al 10 per cento nel bimestre maggio giugno, di tre punti percentuali superiore a quella registrata nel quadrimestre che ha preceduto Expo (da gennaio ad aprile).

Circa i due terzi delle esportazioni interessa i Paesi dell’Unione Europea con una crescita del 5 per cento, ma il Made in Italy a tavola fa registrare un vero e proprio boom soprattutto negli Stati Uniti con un +28 per cento, in Cina (+18 per cento) e nei mercati asiatici in generale (+24 per cento), anche se il miglior risultato è quello che viene dall’Oceania, con un +29 per cento, pur se l’importo è contenuto. Solo in Russia l’export si è quasi dimezzato, per effetto dell’embargo.

Crescono tutti i principali settori del Made in Italy, con il prodotto più esportato in valore che si conferma il vino (2,5 miliardi in sei mesi e una crescita del 7 per cento) davanti all’ortofrutta fresca (+9 per cento) e all’olio che fa segnare un +11 per cento.  Aumentano pure la pasta che rappresenta una voce importante del Made in Italy sulle tavole straniere con un +8 per cento e i formaggi (+2 per cento).

Analizzando le performance dei prodotti nei singoli Stati si scoprono aspetti sorprendenti a partire del successo del vino tricolore in casa degli altri principali produttori, con gli acquisti che crescono in Francia (+8 per cento), Stati Uniti (+19 per cento), Australia (+5 per cento), Spagna (+4 per cento) e nel Cile (+63 per cento). Ma va sottolineato che nel Paese transalpino, patria dello Champagne, lo spumante tricolore fa addirittura segnare un incremento in doppia cifra, con un +24 per cento. Va forte anche la birra che conquista i paesi nordici, dalla Germania (+37 per cento), alla Svezia (+5 per cento), fino ai pub della Gran Bretagna (+3 per cento). Oltre al vino, i francesi gradiscono anche il formaggio italiano, le cui vendite sono cresciute del 2 per cento, ma i latticini nostrani vanno forte anche in Cina (+39 per cento). Nel gigante asiatico, che alcuni vorrebbero come inventore degli spaghetti, trionfa anche la pasta che registra un +34 per cento.

Fonte: Punto Coldiretti 

 

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