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FRACASSO: LA BUONA SCUOLA DI RENZI NON GARANTISCE LIBERTA’ E PLURALISMO.

Poca libertà d’insegnamento, precariato ad oltranza, troppo potere ai dirigenti scolastici, finanziamenti disomogenei, troppe agevolazioni alle scuole paritarie e un governo delegato a prendere importanti decisioni senza passare dal Parlamento. Sono questi i cinque punti principali sui quali il fronte del NO, insieme ai sindacati di categoria, domani sciopererà in tutta Italia. Anch’io sarò dalla loro parte e sosterrò i docenti e i precari della scuola pubblica”. Così si esprime il candidato al Consiglio regionale di “Noi a Sinistra per la Puglia”, Sergio Fracasso, sul ddl relativo alla riforma scolastica.

“Il testo originale in 12 punti – continua Fracasso – al primo punto garantiva l’internalizzazione di 150mila precari entro settembre 2015 per chiudere le graduatorie ad esaurimento, ora si parla di 100mila internalizzati, nonostante una sentenza della Corte Europea  sancisce che i precari della scuola con più di 36 mesi di servizio hanno diritto all’assunzione a tempo indeterminato.

Il registro nazionale dei docenti per aiutare i presidi a migliorare la propria squadra e l’offerta formativa, come sbandierato nel testo, altro non è che la possibilità di dare il comando ad un solo uomo di assumere, licenziare, attribuire gli aumenti agli insegnanti. Un modo per generare un sistema clientelare, quello che da decenni si cerca di combattere in Italia.

Con le agevolazioni ai privati, invece, si toglierà sempre di più alla scuola pubblica, riducendo anche la garanzia allo studio e all’istruzione per tutti, nonostante la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 (art 26) recita: Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria. L’istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l’istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.

D’altra parte il concetto di Buona Scuola non può essere espresso attraverso una delega in bianco al governo così come si vorrebbe varare con il ddl; l’autonomia scolastica, le modalità di conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento, il riordino dei ruoli del personale docente, il reclutamento e la formazione della dirigenza scolastica e tanto altro devono essere discussi in Parlamento. Un Paese che cambia ha bisogno di buoni strumenti per farlo, come la garanzia e il diritto allo studio per tutti. Come diceva Nelson Mandela: “L’istruzione è l’arma più potente che puoi usare per cambiare il mondo”.

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