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FRATOIANNI (SINISTRA ITALIANA): SU TAP LA REGIONE HA SEMPRE IMPUGNATO GLI ATTI

In merito alla vicenda TAP, mi trovo costretto a rispondere ad una emittente televisiva salentina che propone ricostruzioni bislacche, visto che tira in ballo Nichi Vendola, nel suo ruolo di Presidente della giunta dal 2005 al 2015, e il sottoscritto, in quanto Segretario Nazionale di Sinistra Italiana.

Mi pare abbastanza surreale dover rendere conto di un operato che ha avuto caratteristiche di linearità amministrativa e politica, come si può evincere dagli atti formali e dai numerosi pareri opposti dalla Regione Puglia.

Mi pare incredibile ancora di più in queste ore, in cui l’inchiesta di un importante settimanale come L’Espresso, scoperchia il verminaio di interessi intorno all’opera, che assume sempre più tutti i contorni di opacità e scarsa chiarezza che per anni ci hanno fatto dubitare e hanno portato la Regione Puglia, pur non avendo piena competenza in materia (va sottolineato!), a esprimere la propria contrarietà.

Ma non si sottraggo ed eccomi qui, a scrivere, anche perché le accuse rivolte hanno un che di violento, proprio perché davvero infondate e ingiustificate. E ribadisco, soprattutto alla luce di quanto sta emergendo in queste ore rispetto al groviglio di intrecci fra politica, malaffare, mangiatoia di soldi pubblici e altre oscenità collegate.

Stiamo alle cose: l’emittente televisiva utilizza come prova della colpevolezza di Vendola, uno studio sui gasdotti presentato dalla Regione nel 2006, in collaborazione con l’Università del Salento. Attenzione, uno studio, non un progetto chiaro e definito. Abbiamo idea di quanti studi vengano prodotti e promossi? Per altro, faccio considerare che il progetto TAP aveva già ricevuto nel 2004 e nel 2005 due finanziamenti a fondo perduto da 3 milioni di euro dall’Unione Europea, non dalla Regione Puglia.

Di fatto, quindi, qualcun altro prima e a ben altri livelli aveva concesso il benestare all’opera. E a quest’opera, poi, si sono interessati in tanti, in Italia e non solo, tanto che emergono intercettazioni per riuscire a “sbloccare” la situazione. Ma a riguardo non si dice nulla sull’emittente televisiva.

Come nulla si dice sugli atti formali che la Regione Puglia ha prodotto in questi anni in cui il progetto è entrato nel vivo. Per ristabilire la verità ne citerò solo alcuni.
Innanzitutto, nel 2012 TAP presenza istanza di VIA al Ministero dell’Ambiente (l’autorità competente). La Regione Puglia si esprime con deliberazione di giunta regionale n.1805 del 18/09/2012 con parere negativo. Il primo parere negativo della Regione si basa per altro, proprio sulle perplessità dei comuni interessati dal progetto e sulle perplessità rispetto al tragitto che avrebbe portato al punto di raccordo con la rete nazionale del gas.

A settembre 2013 TAP ci riprova e presenta al Ministero l’aggiornamento dello Studio di Impatto Ambientale e gli altri elaborati progettuali previsti dalla normativa in vigore. La Regione Puglia non arretra e il 20/01/2014 manifesta nuovamente il proprio dissenso alla realizzazione del gasdotto proposto dalla TAP, rispetto alla confermata localizzazione a Melendugno dell’approdo.

Il governo ritiene di dare ugualmente parere favorevole, nonostante il parere negativo del MIBAC ed in virtù del successivo intervento “ripianatore” della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Ad ottobre 2014 viene avviato, presso il Ministero dello Sviluppo Economico il procedimento di autorizzazione unica avanzata da TAP.
La giunta Vendola negò l’intesa il 2 dicembre del 2014.

A quel punto, il Ministero decise di rimettere il procedimento in capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e in quella sede la Regione Puglia provò l’estremo tentativo di praticare alternative localizzative.

La risposta del governo nazionale fu tagliente: il tempo della discussione era terminato e concesse l’autorizzazione a TAP alla realizzazione del gasdotto con approdo a Melendugno.

Alla Regione Puglia non restava altra strada che l’impugnazione degli atti.

Potrei proseguire citando i tanti atti oppositivi che hanno configurato una vera e propria battaglia in tribunale fra la Regione e TAP, come potrei anche citare le esperienze di pianificazione partecipata messe in campo da Guglielmo Minervini, che ha provato in tutti i modi a far sì che i territori fossero ascoltati.

Questi sono i fatti rinvenibili in atti, verbali e delibere.
Un ulteriore tassello per dire che quest’opera pensata nell’interesse di pochi e in barba alla volontà delle popolazioni locali va fermata. Per questo sono e sarò a disposizione, al fianco, di Comitato e amministrazioni locali per sostenere questa lotta giusta.

Nicola Fratoianni
Segretario nazionale Sinistra Italiana

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