Cultura, Musica, Tricase

Gaetano Cortese presenta “GAE” il nuovo album del Bob Dylan del Sud.

TRICASE  – Il 22 agosto il cantautore Tricasino Gaetano Cortese da tutti ormai definito il Bob Dylan del Sud, presentera’ ufficialmente il suo nuovo cd dal titolo “Gae” presso la cripta basiliana della Madonna del Gonfalone, a Tricase in occasione della Festa della Madonna del Gonfalone.

Gaetano Cortese sara’ accompagnato da una band d’eccezione, con: Roberto Esposito al piano, Antonio Bruno alle chitarre, Massimiliano Ingrosso alla batteria e Donato Verardo al contrabbasso.

Ospiti della sera saranno i cantautori Mino de Santis e Luigi Mariano, e l’inossidabile Jessy Maturo e l’apertura sarà affidata alla band “Rasta Resti” (cover Bob Marley).

“Gae” è una raccolta dei brani che più mi rappresentano, alcuni già contenuti in “Siamo quel che siamo” (2012), insieme ai singoli incisi in questi 2 anni in cui è iniziata la mia personale rivoluzione interiore che trova la sua naturale sintesi nel brano “Una canzone”; composto ed inciso in forma essenziale (pianoforte, armonica, chitarra e voce) proprio a ridosso dell’uscita dell’album.

Essendo molto intimista e rappresentativo del mio personale modo di intendere la musica come forma d’espressione e il mestiere di cantautore, calato necessariamente nel contesto sociale attuale, mi è sembrato quasi scontato “battezzarlo” con lo stesso nome con cui i miei più stretti parenti e amici mi chiamavano da ragazzino: semplicemente, “Gae”.

È una nuova partenza. Un nuovo salto da uno scoglio, dalla cui sporgenza si può intravedere un po’ meglio il percorso. Dedicato a me stesso, a Giulia, Fede, ad un nuovo ciclo, a tutti quelli che vibrano alla stessa frequenza. (è solo un giro di giostra)”.

Nel 1997 ha registrato, presso il “Pan Pot” studio di Brindisi, il primo demo di canzoni; nel 1999 fonda la sua prima band, “Contropiede” in origine composta da sette elementi e che passa attraverso una lunga trafila di assestamenti, fino a raggiungere la sua maturità e personalità mantenendo la sua spina dorsale, le colonna portante, trasformandosi in “Cantica Sociale Band”, che esisterà per diversi anni suonando nei locali e nelle piazze del Salento.

Cominciano i riconoscimenti per il Bob Dylan del Sud: il 3 agosto 2003 giunge terzo al “Jam Summer Festival” di Casarano, nel corso del quale la band si distingue per l’originalità dei brani proposti. Segnalata, fra le migliori, la voce di Gaetano Cortese. Il 29 agosto partecipano all’ottava edizione di “Musicmatchlive” di Lucca, ricevendo buoni apprezzamenti della critica e un ottimo impatto sul pubblico. Nel 2004 la band si scioglie a causa di differenti visioni sul modo di fare musica, ma Gaetano continua a scrivere canzoni: la sente e la vive come una mission.

La prima che nasce in questo periodo è appunto “Cantina Sociale”, un pezzo che prende il nome della band appena sciolta e dal quale viene realizzato un videoclip. A questa seguono altre canzoni, come “Tricase” (sempre amata da ogni tipo di pubblico) e “SS-275”: affrontano tematiche legate ad alcuni aspetti politici e sociali del territorio del Sud Salento, nella morsa della malapolitica spregiudicata, sotto attacco dei poteri forti, corrotti, oscuri, di chi vuole distruggere il paesaggio e la sua anima antica. “Sono canzoni che potrebbero essere definite il punto d’incontro fra il rock italiano e la musica d’autore – spiega il cantautore – canzoni logicamente ispirate dalla musica che ascolto e dalle vicissitudini della mia vita, ma il risultato è senz’altro originale”. Alcuni pezzi sono stati e sono trasmessi da radio locali, altri suonati anche in diretta radiofonica.

Il 14 novembre 2008 Cortese partecipa alla trasmissione televisiva “Finalmente sabato” su Telerama: risulta il più votato dalla giuria. Il 16 dicembre 2009 è al Teatro Italia di Gallipoli per la finalissima del “Talento Festival” – best production con “Sono qui”, un nuovo brano che piace al pubblico. Il 15 febbraio 2010 partecipa al Festival degli autori di Sanremo ricevendo ottimi apprezzamenti per la canzone “Sarò” e qualificandosi per la finale alla quale non parteciperà per vicissitudini personali che lo costringono a ritirarsi. “50.000 € provvisoriamente / andrebbero anche bene / aver le tasche piene non sarebbe male… / Se inavvertitamente / avessi anche un milione / pensa che regali / si potrebbe fare…”, (“Caro Gesù” https://www.youtube.com/watch?v=8IGTjyCM52c ).

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Il 4 agosto 2012 presenta il suo primo lavoro discografico (autoprodotto): “Siamo quel che siamo”, 11 tracce frutto del lavoro passato e della collaborazione con Riccardo Basile, amico, chitarrista e coarrangiatore. “E’ un pop-rock sempre melodico – spiega l’artista – a volte un po’ più ruvido, aspro, a volte profondamente romantico; attuale, introspettivo, scanzonato, alla continua ricerca del legittimo spazio vitale, con uno sguardo attento alla realtà politica e sociale del Salento. La “Liberatoria” “Siamo quel che siamo” (dalla quale il titolo del cd) è immediata, di facile ascolto: si canticchia quasi immediatamente per la sua melodia assolutamente orecchiabile, pur trattando il non facile tema dell’”essere se stessi” in questa società dell’avere e dei format.

Il resto dei brani è tutto da ascoltare. Il 14 marzo 2013 altro step della carriera: è intervistato in diretta radiofonica (foto) su Radio 1 Rai da Lorella Cuccarini in qualità di vincitore del concorso “Citofonare Cuccarini”, con la canzone “Sarò”. Il 10 gennaio 2014 pubblica “No rivoluzione!” http://www.youtube.com/watch?v=dwQJzgTQTT0 il primo dei due singoli (con videoclip prodotto da “Ientu film”) che aprono la strada al prossimo lavoro discografico che, osserva Gaetano “sarà ancora più calato nell’attualità territoriale e non solo; ancor più impegnato su temi quali la crisi economica e l’eurodittatura, ma anche in altre problematiche sociali drammaticamente trascurate dai media nazionali, come la difficile condizione dei padri separati. Senza dimenticare, naturalmente, il tema dell’amore come linfa indispensabile della vita quotidiana”. Temi che toccano tutti e che il poeta affronta con coraggio e leggerezza, facendoci riflettere, ma anche commuovere. (tratto da “Il Giornale di Puglia – Francesco Greco). 

 

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