Attualità, Europa

GLI AUSTRIACI STANNO PER CHIEDERE DI USCIRE DALL’EUROPA E NESSUNO NE PARLA!

Quando le notizie con conseguenze potenzialmente devastanti vengono sottaciute e nascoste dai media mainstream allora fai fatica a credere che siano vere. La notizia e’ stata scovata dal sito Effedieffe di Maurizio Blondet l’8 maggio 2015 e udite udite l’Austria senza fare troppo rumore voterà l’uscita dalla UE. Tra il 24 giugno e il primo luglio prossimo, per otto giorni, tutti gli austriaci potranno iscriversi sulle liste ufficiali del loro comune per esprimere ufficialmente, con la loro firma, la loro volontà di uscire dalla UE. 

Ma come, gli Austriaci saranno chiamati a votare sull’Europa e nessuno ne sa niente, ne in Italia ne a cercare in italiano e in inglese su Google o altri motori di ricerca?  Segnatevi questo link: http://volksbegehren-eu-austritt.at/ Ovvero il sito del comitato promotore dell’Iniziativa Popolare che impegna il Parlamento Austriaco a discutere una legge per l’Uscita dell’Austria dall’Europa.

Il 7 gennaio 2015, un progetto di iniziativa popolare (Volksbegehren) sulla uscita dalla UE è stato accettato dal ministero austriaco dell’Interno. Anche se questa speciale forma di democrazia diretta è prevista dalla legge fondamentale austriaca, non è stato facile: la prima raccolta di firme (diecimila) è stata ritenuta ininfluente dalla Corte costituzionale. Una seconda raccolta, con firme raddoppiate, non ha potuto più essere gettata nel cestino.

QUI SOTTO UN ESTRATTO DEL TESTO UFFICIALE DEI PROMOTORI DELL’USCITA DALLA UE:
• Solo l’uscita dalla UE ci permetterà di sfuggire ai famigerati accordi transatlantici di libero scambio tra UE ed Usa (TTIP) e Canada (CETA).

• L’Austria recupera una parte minima dei miliardi di euro annuali che servono alla ‘promozione’ della UE. Per questi pagamenti annuali, noi siamo contributori netti da venti anni.

• L’Austria non ha nemmeno il ‘diritto’ alla co-decisione sull’utilizzo di questi fondi.

• A conti fatti, l’appartenenza alla UE dopo 20 anni è un affare in perdita per l’Austria, ha condotto a diminuzioni delle prestazioni sociali e degli investimenti pubblici in favore della popolazione.

• Se esce dalla UE, l’Austria non economizzerà solo i pagamenti annuali in qualità di contributore, ma anche i diversi «fondi di salvataggio per l’euro».

• Le obbligazioni di deposito (che valgono miliardi di euro) per il Meccanismo europeo di stabilità e le enormi garanzie per il Fondo europeo di stabilità finanziaria (EFSF) sarebbero cancellate.

• L’Austria potrebbe reintrodurre la sua moneta e condurre una politica monetaria che serva anzitutto alla sua economia nazionale.

ED ECCO LA CONCLUSIONE DEL TESTO. «Vogliamo di nuovo vivere in un Paese libero e neutrale senza essere una ‘colonia’ di Bruxelles e di Washington. Non vogliamo essere trascinati in conflitti all’estero che non ci riguardano affatto e sono un vero pericolo per la pace. Fermiamo subito queste pretese, altrimenti sarà troppo tardi». È una comunicazione per una cittadinanza matura, istruita e consapevole — tre caratteri che sfuggono all’italiota.

UN GRUPPO DI CITTADINI AUSTRIACI RACCOGLIE UN CERTO NUMERO DI FIRME per proporre una iniziativa popolare e sottopone il quesito al Ministro degli Interni e alla Corte Costituzionale Austriaca, il quesito viene vagliato nella sua ammissibilità costituzionale e nella sua rilevanza per i cittadini (numero di firme, 20.000 in questo caso). Se il quesito passa al vaglio della Corte Costituzionale viene stabilito un periodo di 8 giorni in cui i cittadini austriaci (anche all’estero) possono andare presso comuni e ambasciate a registrarsi e firmare in favore dell’iniziativa popolare. Se vengono raggiunte le 100.000 firme (su 8,47 milioni di cittadini) allora l’iniziativa popolare è valida. Il Parlamento a questo punto deve discutere della iniziativa popolare nella forma di una proposta di legge in via prioritaria. Cioè a differenza della RIDICOLA iniziativa popolare (fascio-comunista) itaGliana in questo caso il Parlamento Austriaco DEVE almeno discuterne (e in seduta pubblica).

p.s. la NOTIZIA è che la Corte costituzionale Austriaca HA FATTO PASSARE IL QUESITO! Incredibile che la questione sia sotto una gigantesca cappa di silenzio europoide.

 

Fonte

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *