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Agricoltura, Europa, Salute

Glifosato: In Italia scattano i limiti all’utilizzo e alla vendita

Dal 22 agosto il potente erbicida, brevettato dalla Monsanto nel 1974 e definito “probabilmente cancerogeno per l’uomo” dalla Iarc, non potrà più essere utilizzato in Italia nelle zone “frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili”. La decisione è temporanea in attesa del pronunciamento definitivo dell’Agenzia chimica europea sui rischi per la salute

Glifosato vietato nelle zone frequentate dai bambini. Scattano oggi, 22 agosto, le restrizioni imposte dall’Italia all’impiego del più potente e diffuso erbicida del mondo in parchi pubblici e parchi giochi, oltre che nelle fasi di pre-raccolta in agricoltura. Lo ha disposto, in via temporanea, un decreto del Ministero della Salute che ha anche revocato le autorizzazioni all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari che lo contengono. Una misura “all’avanguardia in Europa e nel mondo” secondo il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, ma non “all’altezza nella difesa dei cittadini se non verranno bloccate le importazioni dai Paesi che continuano ad utilizzare il glifosato in pre-raccolta”. Il glifosato, brevettato dalla Monsanto nel 1974, è stato classificato nel 2015 come “probabilmente cancerogeno per l’uomo” dall‘Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc).

Dopo questa decisione, la lunga querelle sul noto erbicida che divide da anni il mondo scientifico, e politico, è entrata nel vivo. L’Agenzia della sicurezza alimentare europea (Efsa) nel novembre scorso aveva infatti definito “improbabile” che la sostanza attiva dell’erbicida fosse cancerogena. Un parere ribadito anche dalla Fao e dall’Oms lo scorso maggio. A fine giugno la Commissione europea aveva quindi messo la parola fine alla vicenda prorogando l’autorizzazione alla messa in commercio del Glifosato, però solo fino alla fine dell’anno prossimo e in attesa di un parere definitivo dell’Agenzia chimica europea sui rischi per la salute. Parere che potrebbe arrivare anche prima del 31 dicembre 2017.

Contemporaneamente la Commissione Ue ha però deciso di proporre la limitazione dell’uso dell’erbicida nelle aree “frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili quali parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bambini, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie” e di “rafforzare l’esame minuzioso del suo uso pre-raccolto”, ricevendo poi il via libera da parte del Comitato dei 28 per la salute delle piante.

Il governo italiano ha adottato questa decisione, anche per la fase di pre-raccolto, tuttavia Coldiretti avverte che questa misura si riferisce “al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura”. Al contempo, avvisa l’associazione dei coltivatori, “occorre ora adottare coerentemente misure precauzionali sull’ingresso in Italia di prodotti stranieri trattati con modalità analoghe come il grano, utilizzato per la pasta, proveniente da Usa e Canada dove viene fatto un uso intensivo dell’erbicida per seccare e garantire ‘artificialmente un livello proteico elevato”.

“L’Italia – sottolinea la Coldiretti – è il principale produttore europeo di grano duro, destinato alla pasta con 4,8 milioni di tonnellate su una superficie coltivata, pari a circa 1,3 milioni di ettari ma sono ben 2,3 milioni di tonnellate di grano duro che arrivano dall’estero e di queste oltre la metà (1,2 milioni di tonnellate) arriva dal Canada, con note marche che usano l’erbicida in maniera esclusiva facendone addirittura un elemento di distintività“. Il risultato, denuncia la Coldiretti, è che quasi un pacco di pasta su cinque italiano è fatto con grano trattato con glifosato nonostante il divieto imposto in Italia.

Con questo divieto, “l’Italia si conferma all’avanguardia in Europa e nel mondo nelle politiche rivolte alla sicurezza alimentare ed ambientale ma non siamo all’altezza nella difesa dei cittadini se non verranno bloccate le importazioni dai Paesi che continuano ad utilizzare il glifosate in preraccolta” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “l’agricoltura italiana è la più green d’Europa con il divieto all’utilizzo degli ogm e il maggior numero di aziende biologiche, ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale”.

In Italia scattano i limiti alla vendita del glifosato. Al via le restrizioni per il potente erbicida della Monsanto: vietato nelle aree urbane e prima del raccolto

Scattano in Italia le restrizioni al commercio e le modifiche all’impiego del glifosato, con il decreto del Ministero della Salute che entra in vigore oggi. L’erbicida più potente al mondo brevettato dalla Monsanto nel 1974 e sospettato di essere cancerogeno, non si potrà più usare in alcune aree frequentate da bambini e anziani e in pre-raccolta in agricoltura per ottimizzare i raccolti o la trebbiatura, e vengono revocate le autorizzazioni all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (pesticidi) che lo contengono. In particolare, è vietato l’uso di erbicidi nelle aree «frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili quali parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bimbi, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie».

Il glifosato è al centro di una querelle che ha diviso il mondo scientifico e non solo sulla sua sicurezza entrata nel vivo l’anno scorso dopo la sua classificazione come sostanza «probabilmente cancerogena per l’uomo» da parte dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) e in attesa della proroga da parte della Commissione europea per l’autorizzazione al commercio nella Ue. L’Agenzia della sicurezza alimentare europea (Efsa) aveva però detto nel novembre scorso che era «improbabile» che la sostanza attiva dell’erbicida fosse cancerogena.

Parere ribadito dalla Fao e dall’Oms quattro mesi fa. Solo a fine giugno la Commissione europea ha messo la parola fine alla vicenda prorogando l’ok alla messa in commercio, però solo fino alla fine del 2017 e in attesa di un parere definitivo dell’Agenzia chimica europea sui rischi per la salute. Parere atteso nel 2017.

Intanto l’Ue ha deciso di proporre la limitazione dell’uso dell’erbicida in parchi pubblici e parchi giochi, e di «rafforzare l’esame minuzioso del suo uso pre-raccolto», ricevendo poi l’ok da parte del Comitato dei 28 per la salute delle piante. Tutti elementi che sono stati ripresi dall’Italia nel decreto che entra in vigore oggi. «Con questa scelta l’Italia si conferma all’avanguardia in Europa e nel mondo nelle politiche rivolte alla sicurezza alimentare ed ambientale ma non siamo all’altezza nella difesa dei cittadini se non verranno bloccate le importazioni dai Paesi che continuano ad utilizzare il glifosato in preraccolta», ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

La Stampa – 22 agosto 2016

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