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Ambiente, Salento, Tricase

IL GRUPPO SPELEOLOGICO DI TRICASE RIPULISCE “LA GROTTA DEL LEONE” DALLA SPAZZATURA.

PORTO BADISCO – Bella iniziativa ieri del “Gruppo Speleologico di Tricase” che insieme agli amici del gruppo “Canoe Badisco” si e’ occupato di ripulire dai rifiuti la “Grotta del leone”.

La grotta si trova sulla spiaggetta di Porto Badisco e per ripulirla dall’immondizia e per ridarle dignita’ il Gruppo Speleologico di Tricase ci ha messo ben quattro ore di duro lavoro.

Sono stati riportati allo stato naturale gli ambienti carsici e messo in salvo  non solo la flora e la fauna presenti nel loro buio, ma anche la falda acquifera che lontano dagli occhi di tutti si inquina.

Sono stati recuperati 9 sacchi di spazzatura successivamente differenziata con l’aiuto degli amici di Canoe Badisco che ci hanno supportato e aiutato con lo smaltimento finale.

In particolare: polistirolo di tutte le dimensioni, la cui quantita’ era veramente inaccettabile, bottiglie di plastica, taniche di plastica, bottiglie di birra, bottiglie di vetro rotte, cassette di plastica, bottiglia di olio per macchine, preservativo, bicchieri di plastica, fili elettrici, filtri di sigarette, lattine di alluminio, un foulard, tanto altro.

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A tal proposito il Gruppo ricorda i tempi di degradazione di alcuni oggetti prelevati dall’interno: Una lattina d’alluminio per bibite (10 -100 anni) • Un contenitore di polistirolo (oltre 1000 anni) • Un mozzicone di sigaretta (1-8 anni) • Fiammiferi o cerini (6 mesi) • Giornali e riviste (6 mesi, più di 10 anni) • Una bottiglia di vetro (circa 400 anni) • Una bottiglia o un sacchetto di plastica (100-1000 anni) • Piatti e posate di plastica (100-1000 anni) • Indumento di lana o cotone (1 anno).

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“La grotta per noi speleologi è di particolare importanza per la presenza di due specie stigobie già note per il complesso carsico anchialino del Salento” – spiega Giuseppe Fallone vicepresidente del gruppo – “la Spelaeomysis bottazzii e Typhlocaris salentina”.

“Molta gente si è avvicinata per chiedere informazioni su quanto stavamo facendo con la speranza che d’ora innanzi possano maturare un rispetto maggiore nei confronti delle nostre spiagge e delle grotte che su esse insistono”.

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Inoltre – continua Fallone – per rallentare  il nuovo inquinamento della grotta si potrebbe installare un cestino della spazzatura sul lato nord della insenatura da parte del comune, coinvolgere in un progetto di tutela dell’ambiente marino i pescatori, proprietari di barche che ormeggiano nell’insenatura e l’Ente Parco inserendo la grotta in un progetto di ciclica pulizia ambientale.

Un grazie particolare a: Marco Piccinni, Vincenzo Turco, Antonio Cretì, Massimo Marra, Valerio Errico, Francesca Idrusa, De Giorgi Valentina Sticchi e a tutto il Gruppo Speleologico Tricase.

 

 

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