Istruzione, Scuola

I RAGAZZI DELLO STAMPACCHIA DI TRICASE ALLE OLIMPIADI PROBLEM SOLVING

TRICASE – Da almeno 6 anni sono state istituite a livello nazionale le Olimpiadi di Problem Solving, competizione che mira a promuovere nelle scuole dell’obbligo e nel biennio delle scuole superiori la potenziale pervasività applicativa della metodologia del problem solving, così da avviare e consolidare una vision informatica negli alunni sin dai primi anni di formazione, mobilitando processi e prodotti affinchè l’informatica assuma la connotazione di disciplina scientifica , fruibile come “metodo concettuale che consente di formalizzare e risolvere problemi in ogni campo” (Casadei – Bologna 2008).

Gli alunni del Liceo Stampacchia di Tricase da anni si cimentano con successo in questa competizione, che negli ultimi anni è inserita nell’elenco della Valorizzazione delle Eccellenze e che prevede una lunga fase di gare di istituto, nella quale sono coinvolti una quarantina di studenti del biennio divisi in squadre da 4 giocatori. A conclusione delle gare d’istituto viene selezionata la squadra che giocherà la gara regionale che dà diritto alla partecipazione alla finale nazionale. In parallelo si svolgono le gare individuali, dove gli studenti, singolarmente devono risolvere problemi di vario tipo, avvalendosi di un computer connesso alla rete internet.

Quest’anno quattro ragazzi di secondo anno,  componenti della squadra QUARTO ELEMENTO, hanno superato brillantemente tutte le fasi d’istituto e si sono classificati secondi nella gara regionale, meritandosi la convocazione alla gara nazionale che si svolgerà a Cesena il 22 aprile cm.

problem-solving

Anche Gian Mauro Roselli si è conquistato la convocazione alla finale nazionale individuale del 22 aprile, essendosi classificato primo nella gara regionale individuale.

I sorprendenti risultati conseguiti dagli studenti dello Stampacchia sono il frutto di una sana ma agguerrita competizione durante le gare d’istituto, nonché il risultato del lavoro di cooperative learnig, dove i “vecchi” campioni hanno trasmesso le loro competenze ai più giovani.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *