• Tricasenews.it è ancora in fase di aggiornamento, vi chiediamo un po' di pazienza qualora dovessero presentarsi rallentamenti o difficoltà nella navigazione. Grazie!
Attualità, Curiosita', Economia, Europa

I.T.A.L.I.A. – Geografie del nuovo Made in Italy.

L’Italia è uno dei soli cinque paesi al mondo che vanta un surplus manifatturiero sopra i 100 miliardi di dollari, insieme a grandi potenze industriali come Cina, Germania, Giappone e Corea. È il secondo paese in Europa, dopo la Germania, per numero di imprese manifatturiere. Il Made in Italy rappresenta oggi una risorsa fondamentale per l’economia: l’industria manifatturiera italiana è sopravvissuta alla crisi mantenendo una buona quota di mercato.

Secondo un sondaggio Ipsos circa l’80% degli statunitensi e dei cinesi riconosce nel Made in Italy un grande valore. Le ricerche su Google dei prodotti Made in Italy sono cresciute dal 2011 al 2014 del 22%, soprattutto in paesi come Giappone, Emirati Arabi, Usa, Russia e Brasile. Gli sforzi di molti imprenditori che hanno scelto di investire in qualità, sfruttando le leve dell’eco-innovazione, della cultura e del legame con i territori, stanno facendo raggiungere posizioni da primato nel mondo a numerosi prodotti italiani dalla meccanica all’agroindustria, dalla moda al turismo. Ma i primati riguardano anche settori all’avanguardia come l’aerospaziale, le biotecnologie o la robotica.

Nonostante le piccole dimensioni territoriali, l’Italia è uno dei paesi più visitati al mondo da viaggiatori provenienti dai vicini paesi europei o da altri continenti. Il turismo rappresenta una risorsa di primaria importanza, fonte di entrate economiche e motore occupazionale in grado di sostenere, direttamente ed indirettamente, la crescita dell’intera economia nazionale. Nella classifica dei paesi per importanza in valore assoluto del contributo del settore turistico alla formazione del PIL, stilata dal Word Travel and Tourism Council (WTTC) sulla base dei dati raccolti in 184 nazioni, l’Italia occupa la settima posizione, preceduta da USA, Cina, Germania, Giappone, Francia, Regno Unito e seguita dalla Spagna (il paese considerato il nostro più diretto competitor).

L’Italia è tra le prime in Europa per valore aggiunto prodotto nel settore dell’Agricoltura, silvicoltura e pesca (Asp). I dati diffusi dall’Eurostat mostrano che, nel 2014, con un valore aggiunto pari a 31,6 miliardi di euro, l’Italia è seconda, appena dopo la Francia (32 miliardi), e seguita a distanza da Spagna (24,1 miliardi) e Germania (19,6 miliardi). Il primato non si limita alla produzione di ricchezza, bensì investe anche il versante occupazionale: i nuovi dati infatti indicano che, nel 2014, l’Asp italiano ha generato 907 mila posti di lavoro, di gran lunga il valore più elevato in Europa, davanti a Francia, Spagna e Germania.

Inoltre, l’Esposizione Universale che l’Italia ospita fino al 31 ottobre 2015 rappresenta un’ulteriore occasione straordinaria per far conoscere al mondo la leadership italiana nell’agroalimentare. L’imprenditoria sociale Made in Italy rappresenta un altro tratto distintivo dell’economia italiana, anche nella comparazione con i modelli europei. In Italia all’interno del concetto di economia sociale vi è un gruppo di soggetti che va sotto il nome di Terzo settore o Istituzioni non profit, ovvero: associazioni, comitati, fondazioni e cooperative sociali.

Secondo le informazioni del Censimento sulle Istituzioni non profit rilevati da Istat nel 2011 e rilasciati nel 2013, si contano oltre 300 mila istituzioni. Il non profit si dimostra un tassello prioritario tanto economico e produttivo, per il contributo in fatturato e occupazione, quanto sociale, per l’apporto in termini di inclusione sociale e di servizi erogati a cittadini e famiglie.

Anche se il dato percentuale sugli investimenti in ricerca rimane al di sotto della media Ocse, in valori assoluti l’Italia è quarta in Europa ed è uno degli otto paesi Ocse ad avere una spesa in ricerca e sviluppo superiore ai 20 miliardi di dollari. Le imprese rappresentano la principale fonte di ricerca e sviluppo. La tenuta e la capacità di reazione della nostra economia deve infatti molto ai distretti e alle PMI.

I dati mostrano che 10,9 miliardi di euro è la spesa che proviene dalle imprese (54%); 5,7 miliardi dalle Università (28,2%); 3 miliardi di euro dalle istituzioni pubbliche (14,9%); 582 milioni di euro dalle istituzioni private non profit (2,9%). Nello specifico, considerando il solo settore manifatturiero, l’Italia è il secondo paese europeo per numero di imprese innovatrici che, nel 2012, erano 42.284, poco al di sotto di quelle tedesche (45.618) e ampiamente superiori a quelle francesi (17.103), inglesi (16.450) e spagnole (12.128). L’Italia si caratterizza, inoltre, per posizioni di primo piano nella produzione scientifica.

Secondo l’International Comparative Performance Index, rapporto commissionato dal governo britannico, l’Italia è, fra i paesi più industrializzati, al primo posto per numero di articoli pubblicati e per numero di citazioni per ricercatore.

Anche il sistema produttivo culturale produce valore aggiunto e occupazione: 83,9 miliardi di valore aggiunto e più di 1,5 milioni di occupati. Nel 2014, lo stock di imprese registrate dal sistema produttivo culturale risulta pari complessivamente a 443.208 unità, corrispondenti al 7,3% del totale delle attività economiche. Il valore trainante delle produzioni culturali e creative contamina il resto dell’economia con un effetto moltiplicatore arrivando così complessivamente a 226,9 miliardi di euro pari al 15,6% dell’economia nazionale. La creatività costituisce il motore dell’innovazione, un input fondamentale dei processi innovativi.

I dati
proposti sono stati estratti dal Rapporto I.T.A.L.I.A. – Geografie del nuovo Made in Italy”: competitività del sistema produttivo italiano nei settori Industria, Turismo,  Agroalimentare, Terzo settore, Innovazione e ambiente, Arte e cultura. di Fondazione Symbola, Unioncamere e Fondazione Edison – Fondazione Symbola, Unioncamere e Fondazione Edison.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *