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IL BENE TORNA COMUNE: FINANZIAMENTI PER SPECCHIA, SAN CESARIO E GALATONE.

 

Convento dei Francescani Neri a Specchia (LE), Palazzo Marchesale Belmonte Pignatelli a Galatone (LE), Distilleria Nicola De Giorgi a San Cesario di Lecce (LE), Castello di Sannicandro di Bari, Chiesa e convento delle Olivetane a Bitonto (BA), Bastione di San Giacomo a Brindisi, Palazzo Amati a Taranto.

Non c’e’ l’ha fatta quindi Tricase, che al bando partecipava al bando con il bene storico dell’ACAIT.

Sono questi sette i beni della Regione Puglia ammessi al finanziamento della terza edizione del Bando «Il bene torna comune», promosso dalla Fondazione con il Sud che si pone di promuovere  l’uso «comune» dei beni culturali delle regioni meridionali da parte della collettività come strumento di coesione sociale.

Quattordici i beni individuati – su un totale di 221 proposti da enti pubblici e privati proprietari di immobili di rilevanza storico-artistica e culturale – che sono stati selezionati sulla base di specifici criteri, come le condizioni generali, il potenziale utilizzo per attività socio-culturali economicamente sostenibili, l’accessibilità e la fruibilità.

Glia altri beni finanziati sono stati individuati in Sicilia ed in Campania.

Sicilia: Villa Manganelli a Zafferana Etnea (CT), Chiesa della Madonna della Raccomandata a Sciacca (AG), Castello di Federico II a Giuliana (PA), Padiglione 10 e Padiglione 20 dei Cantieri culturali alla Zisa di Palermo.

Campania: Palazzo Macchiarelli a Montoro (AV), Palazzo di Paolo V a Benevento

La Fondazione mette a disposizione fino a 4 milioni di euro di risorse private per finanziare attività sociali e culturali economicamente sostenibili, capaci di favorire la piena fruizione dei beni da parte della collettività e di sviluppare un processo di sviluppo locale. 

La Proprietà di ognuno dei 14 beni selezionati ha già stipulato un accordo con la Fondazione per concedere al soggetto responsabile della proposta di progetto che sarà selezionata e finanziata con il Bando la disponibilità dell’immobile per un periodo di almeno 10 anni. In altre parole, l’ente proprietario dell’immobile permetterà la valorizzazione e l’utilizzo del bene senza conoscere preventivamente le attività che saranno realizzate all’interno né chi le realizzerà.

Le richieste di contributo non possono superare i 500 mila euro, con una quota massima del 50% per i costi di ristrutturazione e di restauro del bene.

La valutazione terrà conto di aspetti tra cui l’approfondita conoscenza del contesto, la corretta tutela dell’immobile, la capacità di fare rete e di generare impatti positivi anche in termini occupazionali, l’innovatività e la replicabilità, l’utilizzo di modalità di comunicazione e promozione efficaci e sostenibili. 

Con questa iniziativa la Fondazione CON IL SUD lancia una nuova ‘provocazione’ dimostrando, con fatti concreti, che promuovere l’ “uso comune” del nostro patrimonio culturale e in generale degli spazi urbani è un’idea diffusa più di quanto si creda – commenta Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione CON IL SUD – Non solo, è ormai un’esigenza per le comunità locali e per i cittadini, una necessità e un’occasione di sviluppo che sottintende una diversa concezione di responsabilità e di azione “pubblica”, che prevede la partecipazione di enti locali, privato sociale, mondo non profit, privati e cittadini, impegnati in una programmazione comune dello sviluppo.

 

 

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