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IL COMUNE DI GAGLIANO RICORRE AL TAR PER IL MANCATO TRASFERIMENTO DEI SERVIZI ASL

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GAGLIANO DEL CAPO (Lecce) – A fronte della persistente inadempienza all’obbligo di trasferire le unità UU.OO. del Dipartimento di Prevenzione presso il Poliambulatorio Distrettuale con sede in Gagliano del Capo, il Comune, a mezzo dell’Avv. Pietro Quinto, ha proposto ricorso al TAR per l’annullamento del silenzio illegittimamente formatosi sulla diffida notificata il 3 Luglio u.s..
Nel ricorso, il difensore ricorda che contestualmente alla chiusura dell’antico ospedale Daniele Romasi, l’ASL di Lecce con deliberazione del 2011 approvò il piano di riconversione dello stabilimento ospedaliero di Gagliano in presidio territoriale di salute. A distanza di due anni, la conferenza dei


sindaci nel 2013 constatò il mancato trasferimento dei servizi di igiene pubblica e di igiene veterinaria. Ritardo inammissibile – si legge in ricorso – considerato che i locali dell’ex ospedale erano stati perfettamente attrezzati allo scopo.

Il Direttore Generale dell’ASL comunicò che avrebbe dato (finalmente) attuazione al trasferimento. Sta in fatto che tale assicurazione rimaneva inevasa nonostante l’elaborazione di una nuova ipotesi di riorganizzazione di servizi con mantenimento a Tricase di alcuni di essi e il trasferimento a Gagliano del Capo dell’ambulatorio di medicina legale, del centro vaccinale e delle attività non rivolte alla persona.
All’inizio del 2014 veniva addirittura comunicato il cronoprogramma per l’effettivo trasferimento delle unità operative a Gagliano del Capo.
E’ poi accaduto che le operazioni di trasferimento siano state bloccate per non meglio specificati “motivi tecnici”. Da qui una formale diffida a dare esecuzione agli atti già predisposti. Trascorsi inutilmente sei mesi senza alcuna risposta è stato quindi proposto ricorso al TAR per censurare il comportamento omissivo della Direzione dell’ASL sotto il profilo della violazione della L. 241 sul procedimento amministrativo nonché dell’art. 97 della Costituzione.
Nel ricordare la storia dell’ospedale Daniele Romasi sorto grazie ad una donazione privata e le vicende del piano di riordino ospedaliero con la previsione di una parziale “compensazione” per la soppressione dell’Ente ospedaliero attraverso una sua riconversione in funzione del fabbisogno del territorio, il ricorso denunzia l’ingiustificato ritardo nell’attuazione dei programmi oggetto di formai atti deliberativi.
“Il silenzio opposto dall’Amministrazione dell’ASL – si legge in ricorso – è di per sé illegittimo a fronte dell’obbligo di legge che ha la Pubblica Amministrazione in un termine certo. Ancora più illegittimo è il silenzio nel caso di specie” perché l’ASL ha già assunto determinazioni amministrative alle quali si è essa stessa vincolata.
“Si tratta – deduce l’Avv. Quinto – di un caso scolastico di violazione del principio di legalità dell’azione amministrativa”.
Il ricorso si conclude con la richiesta al TAR di un provvedimento che obblighi l’ASL a dare esecuzione agli impegni assunti per il trasferimento dei servizi assistenziali nello stabilimento ospedaliero di Gagliano.

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