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IL FUTURO E’ GIA QUI: AUTO AD IDROGENO, UN SALENTINO BREVETTA UN NUOVO SISTEMA.


Lorenzo Errico
Da: Tagpress.it – Marcello Greco.


Il progetto dell’ingegnere Lorenzo Errico permetterebbe di alimentare l’auto direttamente ad acqua, senza alcun rischio. Pronti anche i kit da installare sulle nostre autovetture.

Stando alle premesse si tratterebbe di un progetto rivoluzionario. L’idrogeno come carburante è già stato sperimentato ma i problemi legati al suo approvvigionamento e alla sicurezza rendevano difficoltosa l’affermazione della tecnologia legata a questa fonte energetica.
L’idrogeno è un gas altamente infiammabile che si trova in natura combinato con altri elementi nell’acqua e in tutti i composti organici. E’ il primo elemento chimico ad essersi formato nell’universo ed è anche il più leggero e il più abbondante.
Viene utilizzato come combustibile per propulsori spaziali, come i razzi. Oltre ad avere una

grande capacità di sviluppare energia, ha anche il vantaggio di produrre, come unico prodotto di scarto, l’acqua, senza emissione di anidride carbonica.

Da molti anni si dibatte sulla possibilità di utilizzare questo gas come combustibile per le auto, per i mezzi di trasporto in generale e come fonte di energia elettrica e termica, anche domestica. Principalmente gli ostacoli riscontrati erano legati alla sua produzione, che richiede dei procedimenti chimici, e alla sicurezza nel trasporto e nello stoccaggio, data la sua alta pericolosità.
Ma c’è un progetto rivoluzionario e ambizioso, brevettato da un ingegnere di origini salentine, di Leverano per la precisione.
Si chiama Lorenzo Errico, originario di Leverano ed ha inventato un nuovo sistema che permette di risolvere in maniera semplice i problemi dell’approvvigionamento e della sicurezza dell’idrogeno. Questo sistema prevede l’installazione di un serbatoio nel cofano della macchina, che può essere riempito con acqua piovana, acqua proveniente dallo scarico dei climatizzatori d’aria o acqua distillata (come ad esempio quella che si usa per ferri da stiro). Dal serbatoio l’acqua viene fatta convogliare in alcuni contenitori installati nel vano motore. Di qui un dispositivo, grazie all’elettrolisi, riesce a produrre idrogeno che verrà contestualmente combusto.
La vettura produce idrogeno “on-demand” e lo brucia in tempo reale, eliminando così rischi di incendiabilità dell’idrogeno.
«Il consumo di energia – afferma l’ingegnere Errico – è bassissimo rispetto a tutti i brevetti presentati fino ad oggi sull’elettrolisi. Produciamo un metro cubo con 1,8 – 2 kw. Questo consente di non sovraccaricare la vettura sfruttando il potere calorifero che dà il combinato di idrogeno e ossigeno».
Già nel 1981 aveva sperimentato il suo progetto su una Saab 9000 Turbo Sport, quando realizzò il primo impianto a controllo elettronico d’iniezione d’acqua, incrementando notevolmente fluidità al motore e portando la potenza del motore da 185 a circa 250 cavalli, senza alcun effetto collaterale per la vettura.
Negli anni l’ingegnere ha continuato a sviluppare il suo progetto fino a quando nel 2007 è giunto finalmente alla sua maturazione. Nel 2009 Marangoni SPA, interessata fortemente a questo progetto, lo contatta e gli commissiona uno studio di fattibilità su una vettura Nissan 370 Z. Il lavoro viene realizzato egregiamente e il risultato è un successo internazionale. Nasce così il progetto Hydromoving.
Il bello di questo progetto è che per avere un’auto a idrogeno non occorre acquistare un’auto nuova, ma è possibile intervenire sulla propria macchina montando un apposito kit. L’auto brucia una piccola quantità di carburante fossile (gasolio, benzina, metano, gpl, ecc…) per permettere l’elettrolisi, riducendo drasticamente le emissioni inquinanti e i costi dei trasporti.
Questa tecnologia potrebbe essere sfruttata anche su altri mezzi di trasporto, come navi, camion, autobus, o per alimentare le caldaie a gas o gasolio per il riscaldamento domestico, o anche per la produzione di energia elettrica.
Un’invenzione che, dichiarano in molti, potrebbe rivoluzionare il mondo dell’energia.
Sarà così?
L’ingegnere Lorenzo Errico ci crede tanto e il suo sogno è di fare in modo che questo sistema sia fruibile su tutti i motori endotermici che saranno utilizzati per poter abbattere gli inquinanti e quindi rendere le città più pulite.
«Io spero soltanto – conclude – che tutti i bambini del mondo come mio figlio possano crescere in salute respirando dell’aria che sia estremamente pulita generata dai motori a combustione interna futuri dove sarà possibile questo tipo di dispositivo che renderà l’aria pulita e respirabile per tutti. E i bambini possono crescere sani come non lo sono cresciuti fino ad oggi».
Fonte: Tagpress.it – Marcello Greco

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