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Ambiente, Salento

IL SALENTO RISCHIA DI DIVENTARE ANCHE DEPOSITO DI SCORIE NUCLEARI…

di Gianni Lannes

In base ai criteri di rischio sismogenetico sono stati individuate le aree potenzialmente idonee ad accogliere il deposito di scorie nucleari a bassa e media intensità, che paradossalmente accoglierà anche le scorie di terza categoria, ovvero le più pericolose. Certamente escluse Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Marche, Umbria, Emilia Romagna, Sicilia. Dopo aver applicato gli altri 27 criteri di esclusione,  le aree idonee sono concentrate nel Salento, in Basilicata, in Molise, in Campania, Toscana, e Veneto. Quanto alla Calabria, è stata da tempo offerta in pasto agli ecomafiosi. In base ad altri criteri sarà escluso il 91 per cento del belpaese. Ecco, allora, quali regioni restano in prima fila: Veneto, Sardegna, Puglia, Basilicata. A questo punto indovinate quale è stata già prescelta dagli abusivi che dimorano a Palazzo Chigi, in violazione della convenzione europea di Aarhus, ratificata in Italia dalla legge 108 del 2001.

Il governicchio Renzi, palesemente eterodiretto dall’estero ha paura di scatenare le proteste popolari come a Scanzano Jonico nel novembre 2003, tant’è che dell’elenco dei siti idonei atteso per fine agosto si sono perse ormai le tracce. Trasparenza del procedimento? Pari a zero. Procedure e trattative sottobanco? Una cosa è certa: l’inquinamento nucleare, certificato dall’Ispra e l’inerzia truffaldina della Sogin.

riferimenti:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=nucleare

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2015/10/inquinamento-nucleare-in-italia.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=sogin

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