Economia, Territorio

IMU E TASI E ALTRI TRIBUTI – PRESSIONE FISCALE RADDOPPIATA.

Le imposte locali, tra Imu, Tasi e altri tributi, ammontano a circa 26 miliardi di euro in un anno, cifra che potrebbe rimanere inalterata passando ad un’unica tassa comunale chiamata Local Tax.     A riferirlo è l’Ufficio studi della CGIA di Mestre che ha analizzato le principali imposte/tasse comunali e i relativi gettiti che potrebbero essere sostituiti dalla nuova “tassa unica”; tra queste i prelievi Imu e Tasi (21,1 miliardi di euro), l’addizionale comunale Irpef (4,1 miliardi di euro), l’imposta sulla pubblicità (426 milioni di euro), la tassa sull’occupazione degli spazi e aree pubbliche (218 milioni di euro), l’imposta di soggiorno (105 milioni di euro) e l’imposta di scopo (14 milioni di euro), per un totale di circa 26 miliardi di euro.
 
La CGIA precisa che si tratta d’ipotesi e non di certezze, ma dopo il “question time” alla Camera tenuto mercoledì scorso dal Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, è probabile che dal prossimo primo gennaio l’Imu, la Tasi, l’addizionale comunale Irpef e una serie di piccole imposte minori possano lasciare il posto alla Local Tax, come annunciato lo scorso autunno dal Premier Matteo Renzi prima della legge di stabilità.
 
Il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi ha dichiarato: “L’eventuale semplificazione della tassazione comunale renderebbe più facile pagare le tasse: una richiesta che i cittadini e le imprese invocano da tempo”.
 
“Ma oltre a semplificare bisogna anche ridurne il peso, visto che a partire dal 2011, ultimo anno in cui gli italiani hanno pagato l’Ici, la tassazione su botteghe, piccoli negozi e uffici ha subito un’impennata spaventosa, a causa dell’introduzione dell’Imu e, successivamente, della Tasi”, specifica Bortolussi.

Secondo le stime dell’ufficio studi CGIA infatti l’aggravio fiscale subito dagli uffici è salito del 105% tra il 2011 e il 2014; se 4 anni fa i Comuni avevano incassato 533 milioni di euro, nel 2014 hanno riscosso poco più di un miliardo di euro.
 
Anche su botteghe e negozi il gettito complessivo, nello stesso periodo, è più che raddoppiato con un +108%. Se nel 2011 ammontava a 796 milioni di euro, nel 2014 ha toccato 1,65 miliardi di euro. Hanno subito incrementi, seppur più lievi, anche laboratori (+81%) e capannoni (+66%).
 
Il Governo ha fatto sapere che l’intenzione primaria è quella di “non aumentare la pressione fiscale”.
 
Si sta anche definendo la “reintroduzione per legge di una detrazione per l’abitazione principale” uguale per tutti, lasciando ai Comuni la possibilità di elevare lo sconto, oltre a garantire “per l’abitazione principale la permanenza di tutte le agevolazioni Imu e Tasi, ossia la fissazione di un’aliquota che consenta una minore tassazione per i possessori di tali unita’ immobiliari”.
 
La nuova ‘tassa unica’, potrebbe includere, o essere affiancata, anche da un unico canone di concessione per i ‘tributi minori’, “come la tassa e il canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche, l’imposta comunale sulla pubblicità, i diritti sulle pubbliche affissioni, il canone per l’autorizzazione all’installazione di mezzi pubblicitari”.
 
Al progetto si lavora già dal 2014 e dalle indiscrezioni del Governo si potrebbe raggiungere l’obiettivo con la legge di Stabilità del prossimo anno, anche se il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, ha lanciato un appello a governo ed enti locali per risolvere la questione entro giugno 2015.

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