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Giustizia

INTERESSI POCO CHIARI? L’ATTO DEL FISCO E’ ILLEGITTIMO

Matteo Sances e Hiroshi Pisanello

Ancora una volta i Giudici hanno sancito l’illegittimità di un atto esattoriale qualora quest’ultimo non contenga, al suo interno, le dovute informazioni in merito agli elementi utilizzati dal concessionario della riscossione per il calcolo degli interessi.

Ciò in quanto la mancata indicazione di tali elementi preclude al contribuente la possibilità di controllare l’esattezza dei conteggi effettuati dal Fisco.

E’ questo il principio sancito dalla Commissione Tributaria Provinciale di Vicenza che, con recente sentenza, ha accolto parzialmente il ricorso presentato da una contribuente avverso un’intimazione di pagamento nella quale non venivano specificati i criteri utilizzati dal concessionario della riscossione per il calcolo degli interessi (Sentenza n.688/3/2017 pronuncia il 22.09.2016 e depositata in Segreteria il 9.10.2017, Presidente Dott. Fiorenzo TOMASELLI, liberamente visibile su www.studiolegalesances.it – sezione Documenti).

Nel caso in questione, l’allora Equitalia aveva notificato a una S.n.c. una serie di cartelle esattoriali. Non riuscendo a ottenere il pagamento del debito da parte dell’Ente, il concessionario della riscossione aveva notificato alla socia solidalmente e illimitatamente responsabile, un’intimazione di pagamento con la quale le richiedeva la corresponsione dell’intero debito societario oltre gli interessi appunto.

La socia impugnava la predetta intimazione di pagamento e le cartelle esattoriali in essa indicate dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Vicenza, eccependo l’illegittimità dei predetti atti per una serie di vizi tra cui la mancata indicazione, all’interno dell’intimazione di pagamento, degli elementi utilizzati da Equitalia per il calcolo degli interessi, come ad esempio il tasso d’interesse e la decorrenza per il calcolo degli stessi.

I Giudici della Commissione Tributaria Provinciale di Vicenza… Continua a leggere qui

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