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Cronaca, Economia, Lavoro, Salento

LA CGIL ORGANIZZA PER MARTEDI’ 20 LA PROTESTA DEI PRECARI

Solo l’Università del Salento, a fronte di una popolazione di circa 1.000 unità di personale a tempo indeterminato, funziona grazie all’impegno di circa 500 ricercatori precari (tra assegnisti e ricercatori con contratto a tempo determinato), cui andrebbero aggiunte altrettante unità tra dottorandi di ricerca.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato della Cgil di Lecce firmato da Giovanna Occhilupo.

Il 20 giugno alle 10 si terrà a Roma una mobilitazione nazionale di tutti i precari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), il più grande ente di Ricerca Pubblica in Italia. Vi parteciperanno con convinzione anche i precari della provincia di Lecce.

Ad oggi il numero dei ricercatori CNR che lavorano con contratti precari in Italia è di circa 4.500 persone, ognuna con una propria specifica esperienza professionale, che non possono fare progetti di vita a medio o lungo termine a causa delle scadenze contrattuali, per lo più rinnovate semestralmente oppure, per i più fortunati, annualmente.

E non si pensi che questa situazione di preca

rietà diffusa sia un’esclusiva del CNR, perché ai numeri riportati si dovrebbero aggiungere numeri e cifre anche di altri importanti enti pubblici di Ricerca: ricercatori precari e assegnisti di ricerca delle Università che, nella sola Puglia, costituiscono la metà del personale, senza dimenticare il personale tecnico, amministrativo e bibliotecario.

Solo l’Università del Salento, a fronte di una popolazione di circa 1.000 unità di personale a tempo indeterminato, funziona grazie all’impegno di circa 500 ricercatori precari (tra assegnisti e ricercatori con contratto a tempo determinato), cui andrebbero aggiunte altrettante unità tra dottorandi di ricerca. I dati sono quelli del censimento dei precari di Unisalento condotto da Flc CGIL Lecce nel 2014, ma la situazione non è per nulla cambiata.

La condizione lavorativa precaria dei ricercatori dura parecchi anni, spesso decenni (c’è chi ha accumulato anche 25 anni di precariato!) e il fenomeno va assumendo il carattere di una vera e propria emergenza sociale, sia per la quantità di gente che lavora in queste condizioni di totale assenza diritti (malattia, pensione, ferie) sia per l’età raggiunta da ormai molti precari della ricerca.

Non si può dunque più parlare di “giovani” ricercatori, quanto più propriamente di persone che ormai hanno un’età media fra i 35 e 45/50 anni.

Le cifre sono impressionanti e spaventose. Presto il problema esploderà, specie nelle Università del Sud che continuano a essere le più penalizzate per mancanza di fondi strutturali.

L’emergenza precariato non è più rinviabile: dopo il piano assunzionale straordinario della Scuola, peraltro gestito male e che ha scontentato tutti, ora serve un piano straordinario di assunzioni anche per il sistema della ricerca pubblica in Italia.

Per questi motivi anche Lecce parteciperà alla manifestazione nazionale indetta dai Precari Uniti Cnr, con il sostegno delle tre Confederazioni sindacali FLC CGIL, FIR CISL e UIL RUA, il 20 giugno a Roma.

Tutti uniti per dire #Bastaprecariato, come recita lo slogan della manifestazione.

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