Cronaca, Tricase

LA LETTERA DI MARIANNA VISCARDI SULLA CONDANNA DEGLI ADELCHI.

Riceviamo e pubblichiamo.

Buongiorno, Carlo.

Come avrà saputo, Luca e Adelchi Sergio sono stati condannati per l’omicidio di mia figlia.
E’ una vittoria legale, amara e cruda, che non mi restituirà mia figlia, ma aumenta la mia fiducia nella Giustizia e, soprattutto nella verità. Perché la verità non si sottrae alla Legge di Archimede: più pesa e più viene a galla.

Gli Adelchi hanno tentato di percorrere le loro strade, ma una forza superiore, quella di una vittima innocente dei loro comportamenti disonesti, unita alla forza dell’amore della sua mamma, lo ha loro impedito.

E’ stato un cammino difficile, che, mio marito ed io, abbiamo intrapreso per difendere la giovane vita di nostra figlia, ma anche per dare un segno di solidarietà a tutti i salentini che hanno subito soprusi.

L’avevo loro promesso da subito, quando mi furono espressi i primi dubbi sulla possibile condanna di queste persone.

La vittoria c’è e va al di là dell’esito del processo per la morte della mia bambina. Abbiamo avuto il merito di “pretendere” giustizia, in quattro anni di dura battaglia, e di essere riusciti a far condannare i colpevoli, cosa che sembrava, a tutti i salentini, quasi impossibile.

Voglio però sottolineare che la giustizia, a volte, non riesce da sola a emergere e non sto a spiegare per quali e quante ragioni. Non è comprensibile subire soprusi e rimanere fermi in attesa degli eventi. La giustizia va aiutata, spronata, rincorsa con impegno e tenacia. Certo, per me è stato un dovere farlo, c’era di mezzo la vita spezzata di mia figlia e il mio amore immenso per lei, ma l’avrei fatto anche solo per amore della verità. Vanno riconosciuti la professionalità e il merito del nostro avvocato, Massimo Bellini, e dei suoi collaboratori, che ha saputo prevedere le possibili strategie degli imputati e intraprendere le giuste azioni per contrastarle. Non solo l’avvocato Bellini ha profuso grandi energie in questa causa, ma ha fatto sua la storia di Lisa, esprimendo, in ogni sua azione, un coinvolgimento emotivo che ci ha rassicurati e confortati nell’intricato iter legale che ci siamo trovati a dover affrontare. La mia Lisa si merita tutto questo e, sono certa, è stata lei a indirizzare la Giustizia, affinché i colpevoli non la facessero franca un’altra volta.
La battaglia non è finita. Ora, ci sarà l’Appello e, quasi certamente, la Cassazione … qui, i tempi della Giustizia sono davvero eccessivi.
Ma … “Dura lex, sed lex”.

La saluto cordialmente, marianna viscardi

p.s. i responsabili della morte della mia Lisa non potranno mai pagare abbastanza … non c’è luce che possa riaccendere una vita che è stata spenta.

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