Politica, Tricase

TRICASE: “LA POLITICA AI TEMPI DEL COVID-19”

TRICASE – Riceviamo e pubblichiamo seguito la lettera del consigliere comunale Vincenzo E. Chiuri, medico di professione, sulla situazione politica che il paese sta vivendo in questa fase di grande emergenza mondiale a causa del coronavirus.

Di ritorno dal turno di notte in ospedale, ho deciso di scrivere alcune riflessioni a proposito
di quanto accaduto nel corso di questo mese in ambito politico cittadino, il tutto calato in una
realtà della cui gravità forse non ci si rende conto. Il che mi amareggia…

Non parlerò di sciacallaggio, né userò termini, con i quali non sono allineato, per il rispetto
che va portato anche a chi ha un pensiero differente dal nostro. Però, come ho specificato
pubblicamente in passato, ci sono principi etici di fronte ai quali non intendo derogare. Pertanto,
mi sento offeso, come Cittadino e come Medico, da un titolo (il Coronavirus “salva” il Sindaco)
ed il conseguente articolo, che nulla hanno a che vedere con il sacrosanto diritto di espressione.

E’ in corso una tragedia planetaria, che miete vittime; che smembra famiglie (le quali non
possono neanche dare l’estremo saluto ad un proprio caro); che toglie l’empatia del sorriso,
coperto dalla mascherina; che fa lavorare gli operatori sanitari nel timore di infettare i pazienti
anziché curarli, ma ciononostante li fa stare in prima linea (carenti di dispositivi di protezione) a
lottare (e morire) contro un virus subdolo, che si trasmette anche dagli asintomatici.

Di fronte ad un titolo siffatto, come diceva il Cirano di Guccini: “io non perdono e tocco”.
Titolo ed articolo rendono bene la cifra di chi li ha scritti. E penso di aver capito chi lo abbia
fatto e chi bellamente si sia accodato. Anche perché, l’idea della redazione era già espressa
nell’editoriale del Direttore…

Già in occasione di un incontro, avvenuto in maniera repentina il 08/03, dopo la emanazione
del DPCM in cui si istituiva la prima “zona rossa”, si poneva a chi di competenza la questione
dell’opportunità di insediare il Consiglio in un contesto in cui si chiedeva ai Cittadini di limitare
gli spostamenti ed evitare assembramenti. A ciò veniva risposto che l’Ufficio di Presidenza (ora
questa definizione va di moda) aveva preso le dovute precauzioni: riunione nella Sala del Trono,
distanziamento dei Consiglieri, invito ai Cittadini a seguire l’Assise in streaming (come indicato
nel manifesto di convocazione; non a porte chiuse, come riportato nell’articolo).

Quando le prescrizioni sono state ulteriormente inasprite dal DPCM del 09/03/2020, però, il
10/03 la Maggioranza inviava un messaggio, nel quale si ribadiva la non opportunità di
procedere con il Consiglio, stante l’assenza di argomenti dalla perentoria necessità di
approvazione; nonché in relazione alla presenza tra i Consiglieri di operatori sanitari, che
avevano già anticipato la decisione di continuare a prestare la propria opera negli ospedali di
competenza in un momento così delicato. Nel quale si riteneva più importante l’unità, rispetto ai
numeri per la persistenza della Maggioranza, giacché per quest’aspetto ci sarebbe stato tempo.

A questo punto partiva una convocazione della Conferenza dei Capigruppo per l’11/03, salvo
rapidamente ritirarla, stante il suddetto DPCM. Alla fine, il Presidente “sentiti i Capigruppo”
(?!) revocava la convocazione “in ottemperanza alle misure più restrittive del DPCM del 09/03”.
Però, dal/i ghost writer/s emerge risentimento, come se la revoca fosse stata imposta per
“impedire di vivere un momento importante per una Città”, piuttosto che per ragioni di
opportunità e tutela della salute pubblica. Il che è lo spirito anche delle ordinanze sindacali:
contenimento capillare del rischio di contaminazione, subdolo e misconosciuto, tale da chiedere
massima allerta su tutti i fronti! In realtà, proseguendo la lettura, giunge la ragione del
contendere: “fare chiarezza sulla tenuta della Maggioranza”.

Chiarezza non necessaria, a nostro avviso, dal momento che era già in essere quando si era
presentato l’appoggio esterno della Consigliera Sodero, così come quando lei aveva dichiarato la
sospensione dello stesso in attesa delle decisioni del Sindaco riguardo la candidatura alle
elezioni regionali. D’altronde, noi stessi, prima del DPCM del 09/03/2020, eravamo pronti a
presentarci in Consiglio, pur consci che i numeri non fossero dalla nostra parte.

A fronte di un decreto emanato in presenza di una emergenza sanitaria a marea montante,
della quale già all’epoca si intravedeva la portata (e che ancora oggi non sappiamo quando
rientrerà), pur di avere il piacere di ufficializzare in streaming la “mancanza dei numeri”
(magari con verve ciceroniana o con artati ammiccamenti a favore di telecamera), nell’articolo si
continuava a sostenere in maniera miope la possibilità di convocare il Consiglio. Anzi,
nonostante tutto il recente dibattito sulle fonti del diritto e sulle norme di rango superiore ed
inferiore, si arrivava a sminuire quel DPCM “io resto a casa” in “io resto a casa, ma con
iudicio”. Salvo poi, quando l’onda si è avvicinata ed anche i miopi l’hanno vista, quando gli
hashtag #iorestoacasa, #distantimauniti, #andratuttobene hanno iniziato a diventare hot topics
(come si dice sui social), allora i politici dell’”aria che tira” sono diventati i paladini del
“distanziamento sociale”, “vinciamo noi”, “domani saremo ancora più forti”, “servono più vigili
per presidiare il territorio ed evitare gli assembramenti”. Dimentichi di quando sono usciti
dall’aula in occasione dell’approvazione del Bilancio Consolidato, con la quale è stata possibile
l’assunzione di Vigili Urbani a tempo determinato.

Dovevano dimostrare che c’era “la stampella” (già noto). Mentre ora sarebbero stati pronti a
restare in aula e far insediare il Consiglio, nonostante l’emergenza sanitaria, per dimostrare che
non c’erano i numeri (già noto). Piccole soddisfazioni della vita politica!…

Tutti a condividere sui social la sanificazione; per poi arrembare, appena fiutata la polemica.
Con ciò non vi è l’intenzione di negare il diritto di chiedere informazioni ed avere
chiarimenti. Però, se la richiesta formale di chiarimenti in qualità di Consigliere Comunale serve
solo affinché sia allegata ad un post in cui si parla di Cittadini di serie A e serie B, instillando il
dubbio di una scelta in malafede delle strade giocando sulla pelle delle persone (in un periodo di
massima emergenza nel quale di tutto c’è bisogno, fuorché dell’allarmismo), allora bisogna
pensare che lo scopo principale non fosse quello della ricerca della verità.

Mi viene in mente la frase di Roberto Giachetti durante un’infuocata Direzione del PD, ma
non la scriverò per non essere troppo volgare. Gli esperti di social sapranno come trovarla!
È un momento in cui il virus ha messo il mondo con le spalle al muro, evidenziandone le
debolezze; nel quale tutti si interrogano su come si uscirà dalla crisi. Penso alle interviste di
David Grossman e mons. Andrea Manto (Sacerdote e Medico Geriatra) sulle implicazioni
sociali ed etico-assistenziali di questa pandemia. Al dibattito politico-costituzionale riguardo la
limitazione dei diritti fondamentali in una fase emergenziale della nostra vita. Un dibattito al
quale ha contribuito anche il costituzionalista Fulco Lanchester, che, da oppositore
dell’informatizzazione dell’attività parlamentare in tema di votazione a distanza, è giunto a
sostenere – visti i miglioramenti tecnici dei sistemi informatizzati e l’emergenza in corso – la
possibilità di ricorrere a tale modalità di espressione del voto.

In tale contesto, mi sarei aspettato uno sguardo ad orizzonti più ampi, all’idea di
implementare un sistema di videoconferenza, tale da permettere le riunioni o il Consiglio stesso,
se necessario. Anche perché, per i cultori della gerarchia normativa, l’art.73 del DPCM del
17/03/2020 prevede la possibilità di riunire gli organi collegiali con strumenti informatici.
Per la cronaca, il Prof. Lanchester è riascoltabile su Radio Radicale. La stessa che, quando si
ipotizzava il taglio dei fondi ad essa destinati, chiese a tutti i Consigli Comunali di discutere un
ordine del giorno a favore del mantenimento degli stessi. Ma non ricordo che i propugnatori
della democrazia e partecipazione afferenti/collaterali all’Ufficio di Presidenza si siano spesi per
portare in Assise l’argomento. Eppure, sono così prodighi di interrogazioni e mozioni! Forse
perché via Principe Amedeo 2 è lontana, a Roma; non è piazza Pisanelli o Cappuccini. Quindi,
abbassando lo sguardo sugli iPhone non avrebbero trovato tutti i like sperati.

È questa la politica ai tempi del COVID a Tricase? Quella delle giravolte in base ai like?
Della millanteria? Delle offese? Del “o con me o contro di me”? Voglio credere di no!
Mi tornano ancora in mente i versi del Cirano di Guccini: “le verità cercate per terra, da
maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *