Agricoltura, Ambiente, Salento

LA VOCE DELL’ULIVO: “TROVATE NUOVE VARIETA’ CHE RESISTONO AL DISSECCAMENTO DA CO.DI.RO”. .

Dalla Voce dell’Ulivo: “Le varietà che ad oggi risultano essere prive di disseccamenti tipici del Co.Di.Ro. in zona epicentro, oltre a Leccino e Frantoio già ampiamente verificate, sono: Coratina, Pendolino, Bella di Cerignola e Cipressino; mentre le cultivar su cui gli effetti dei disseccamenti da Co.Di.Ro. sono presenti in maniera più o meno visibile, oltre alle già conosciutissime Ogliarola e Cellina, sono: Carolea, Nocellara del Belice, Cima di Melfi, Nociara, Bianco Lilla e Ascolana”. Sempre dall’Alleanza: “In definitiva ad oggi lo scenario potrebbe essere la resistenza/tolleranza di ben sei cultivar e il disseccamento di altre otto cultivar”.

L’Associazione Voce dell’Ulivo tiene a precisare che i monitoraggi proseguiranno, in modo particolare, sulle nuove varietà riscontrate indenni da disseccamento, in quanto le stesse sono rappresentate da popolazioni numericamente inferiori rispetto a quelle di Leccino e Frantoio.
Il Direttivo dell’Associazione, già oggi ha concordato con il responsabile del CNR di Lecce Dott. Giovanni Mita, di effettuare l’analisi genetica per la rispondenza scientifica dell’attribuzione dei nomi delle Cultivar summenzionate alle piante oggetto del monitoraggio.

“A questo punto ci corre l’obbligo di precisare” – sempre dall’Associazione – “che i sintomi di disseccamento da Co.Di.Ro., pur avendo degli aspetti molto caratteristici, sono di difficile identificazione da parte di persone non addette ai lavori e spesso sono confusi con disseccamenti ascrivibili ad altri patogeni ben conosciuti e identificati”.
Il grande lavoro di monitoraggio, condotto con le proprie risorse dai componenti la Voce dell’Ulivo e con il supporto di altri agricoltori e tecnici come Davide De Lentinis, ha consentito l’ottenimento di queste preziosissime evidenze che, se confermate dalla scienza, potranno cambiare il destino del nostro territorio.

La Voce dell’Ulivo: “Riteniamo possibile che le varietà resistenti, oltre a garantire un futuro olivicolo al Salento, attraverso lo studio dei loro meccanismi di difesa dalla fitopatia, possano dare indicazioni utili a trovare una cura per salvare i nostri patriarchi. Quest’ultimo rappresenta per noi l’obbiettivo primario e la salvezza dell’intero Salento”.
Ancora dall’Alleanza di Produttori: “La forza e la passione che ci ha contraddistinto in questi mesi, che ha portato al successo delle nostre azioni, sono scaturite dal vero amore per il nostro territorio, per i nostri figli e per il nostro lavoro”.

Infine dall’associazione: “Non finiremo mai di ringraziare tutti i veri agricoltori, le persone comuni e tutti coloro i quali in silenzio hanno creduto e contribuito concretamente al nostro operato”.

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