Agricoltura, Ambiente, Europa, Politica, Salento

LE IENE ACCENDONO I RIFLETTORI SUGLI ULIVI DEL SALENTO E SULLA XYLELLA.

Si accendono sempre di piu’ i riflettori a livello nazionale sul problema Xylella, bloccare l’espansione di questa pandemia che sta distruggendo gli olivi del Salento è una priorità assoluta che non riguarda solo la Puglia, ma il territorio e l’economia nazionale e anche l’area Mediterranea.

 Nadia Toffa e le Iene sono state nel Salento dove moltissime coltivazioni di ulivi sono state infettate da un batterio molto pericoloso originario della California, di cui in Europa in precedenza non si era riscontrata alcuna traccia. Il parassita si chiama “Xylella” e rischia di decimare migliaia di ulivi secolari. La UE ha chiesto misure drastiche di intervento che prevedono l’eradicazione degli alberi malati seguendo una precisa mappatura. Ma l’eradicazione, per la quale sono stati stanziati diversi milioni di euro, è davvero l’unica soluzione? La Iena lo chiede ad un gruppo di ricercatori e, in seguito, ad alcuni contadini del posto che hanno adottato delle cure naturali per provare a salvare gli ulivi.

Salviamo gli ulivi del Salento

In virtù di questa malattia che ha colpito queste piante millenarie (molti ulivi del Salento hanno anche 900 o 1000 anni di vita) l’Europa ha adottato misure drastiche che prevedono l’abbattimento degli ulivi malati e lo sradicamento di altri ulivi presenti nei territori circostanti, investendo 13 miliardi di euro per il loro abbattimento, nemmeno uno invece per curarli. Il Salento è stato diviso in due zone: una è il focolaio dove ci sono la maggior parte degli ulivi malati, l’altra è la zona di eradicazione. Più in alto c’è la zona cuscinetto che dovrebbe proteggere la restante parte della Puglia da questo batterio.

Purtroppo, però, non tutti gli ulivi presentano questa malattia, anche quelli condannati ad essere sradicati: su 13250 ulivi analizzati solo 234 presentano la malattia. Inoltre, non è detto che sia proprio il batterio xylella ad essere colpevole di questa malattia degli ulivi. Gli stessi agricoltori parlano della possibilità che la causa sia di un fungo che ha attaccato queste piante e che potrà tranquillamente attaccarne altre.

La soluzione viene dal passato

Dato che l’Europa non ha stanziato nemmeno un euro per cercare di curare questi ulivi, simbolo della Puglia, gli agricoltori stanno da soli cercando di curare queste piante che sono per loro come dei parenti. Lo stanno facendo attraverso vecchie abitudini dei loro avi: alcuni di loro, infatti, hanno disinfettato la pianta con una miscela di calce e solfato di rame che viene opportunamente spruzzata sugli alberi malati. Dopo 3-4 mesi hanno notato una ripresa nelle piante trattate e questo ci fa pensare che il metodo funzioni. Naturalmente, c’è bisogno di altri investimenti per portare avanti un progetto che trovi una cura a questa malattia. Ed è per questo che la Toffa ha chiesto di diffondere il video del servizio e se qualcuno ha qualche soluzione, può tranquillamente contattare l”indirizzo lecce@copagri.it.

http://mdst.it/03v526752/

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