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Asl, Cronaca

LICENZIATA PERCHE’ COLLABORA CON LA MAGISTRATURA

di Roberta Grima

Viene licenziata perché collabora con la magistratura, considerata “soggetto pericoloso” dal suo ex datore di lavoro, una soccorritrice leccese, sta pagando a caro prezzo la sua lotta contro un sistema malato che regnava sino a poco tempo fa, in diverse associazioni convenzionate con l’Asl salentina, per il servizio 118.

Lei, dal 2003 in ambulanza, si può dire che é nata con il 118, accumulando anni di esperienza e attestati che hanno permesso al presidente della onlus dove ha lavorato sino a un mese fa, di vincere il bando che l’Asl ha indetto nel 2014, per l’assegnazione della postazione 118. Nonostante ciò, lei viene prima minacciata e poi licenziata dal presidente della associazione in cui prestava la sua opera di soccorritrice.

Il sospetto é però che questo licenziamento, non sia altro che la vendetta del suo datore di lavoro e di quello precedente, ovvero il responsabile dell’associazione dove due anni fa la donna lavorava, e che lei stessa ha denunciato per irregolarità amministrative.

Nel 2014 infatti, la soccorritrice denunciò il finto volontariato della onlus dove prestava servizio, che di fatto si manteneva sul lavoro nero del personale pagato regolarmente con tanto di turni. La denuncia squarciò il silenzio che per anni ha regnato nel sistema 118 convenzionato, dove venne fuori dalle dichiarazioni anche dell’ex assessore regionale Gentile e direttore dell’ Asl Valdo Mellone, la piaga del finto volontariato, di infermieri e lavoratori dipendenti che arrotondavano in maniera illegale con l’attività nelle pseudo onlus.

Si accese così un faro sulle convenzioni delle Asl. Sulle gare assegnate sempre agli stessi, sui finti volontari, ecc… Il risultato, grazie anche alla denuncia della “nostra” soccorritrice, é stata l’espulsione della associazione denunciata, la fine di infermieri dipendenti nelle onlus e adesso il licenziamento della donna che ha contribuito a porre fine a questo mal sistema.

“Più volte – spiega la donna – sono stata minacciata dal mio datore di lavoro, a ritirare la denuncia che avevo fatto contro il vecchio presidente della precedente onlus, poi espulsa. L’ultima minaccia risale al 24 settembre 2015, pochi giorni prima dell’udienza fissata contro la vecchia onlusassociazione da me denunciata. Non capisco quale interesse possa avere il mio datore di lavoro, a che ritiri la denuncia fatta, ho pensato che fosse a sua volta minacciato o pressato. Quando gli inviti a ritirare la denuncia da parte sua – continua la donna – sono diventati ripetuti, vere e proprie minacce, ho deciso di raccontare tutto alla finanza” – conclude – “Pochi giorni dopo – racconta la soccorritrice – nell’associazione dove lavorava sino a un mese fa, il presidente minacciava il licenziamento a chi avesse fatto l’esposto in procura contro di lui. Guarda caso sono stata licenziata. Come se non bastasse- aggiunge la soccorritrice – mi sono duvta sottoporre a test e visite mediche per dimostrare il mio sano stato mentale, dal momento che chi mi ha licenziato ha avuto e continua ad avere anche l’ardire di definirmi una pazza, pericolosa e psicopatica.”

Roberta Grima – www.sanitasalento.net

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