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LISTE D’ATTESA: 32MILIONI AL “PANICO” DI TRICASE E ALTRE 6 STRUTTURE PRIVATE PER LE VISITE

Il Governo ha stanziato risorse per recuperare i ritardi nelle prestazioni Nel Salento fondi al “Cardinale Panico” di Tricase e ad altre 6 cliniche

PUGLIA – L’ospedale “Panico” di Tricase e altre 6 strutture sanitarie private in provincia di Lecce interessate dallo stanziamento dei 32 milioni di euro destinati dal Governo centrale alla sanità pugliese per l’abbattimento delle liste d’attesa.

Somma che va ad aggiungersi ai 60 milioni già incassati dalla Regione per la parte pubblica.

La giunta regionale, come previsto dalla legge di bilancio regionale di Bilancio 2022, ha approvato nelle scorse ore una rimodulazione delle risorse in attuazione del Piano di recupero delle liste d’attesa, contenente i modelli organizzativi prescelti, i tempi di realizzazione e la destinazionedelle risorse.

La cifra stanziata per le strutture private accreditate dal Governo centrale andrà a coprire per circa 20milioni il volume di prestazioni effettuate dagli enti ecclesiastici di San Giovanni Rotondo, il “Miulli” di Acquaviva delle Fonti e il “Panico” di Tricase, quest’ultimo comparso nelle carte dell’inchiesta “Re
Artù” della Procura leccese per Suor Margherita Bramato, direttore generale dell’ospedale.

La restante quota del contributo, 12 milioni, è destinata invece ad altre 27 strutture sanitarie
pugliesi, di cui 6 in province di Lecce.

Proprio in Salento, il passo a rilento nelle strutture sanitarie dell’Asl Lecce nella gestione delle prestazioni programmate (P) con limite d’attesa fissato a 120 giorni dalla data di prenotazione, ha fatto registrare (dati relativi al periodo “campione” dal 4 all’8 aprile scorso):dieci mesi d’attesa per una prima visita cardiologica, oltre 8 per una prima visita endocrinologica e sino a 15mesi d’aspettativa per una risonanzamagnetica. Ed ancora 267 giorni peruna prima visita oculistica 218
per una mammografia.

Problema sui ritardi delle visite mediche che resta dunque di primariaurgenza,ma che non spegne
la polemica del presidente Aiop Puglia “Associazione Italiana Ospedalità Privata”, Potito Salatto, non del tutto soddisfatto della suddivisione regionale del finanziamento tra le varie strutture sanitarie.

«Supporteremo con grande spirito collaborativo la Regione nello smaltimento delle liste d’attesa, allungatesi ulteriormente durante la pandemia,ma non posso non sottolineare l’iniquità dei criteri per il riparto delle risorse che il ministero ha assegnato alla Puglia». «Apprendiamo – sottolinea Salatto – che della cifra complessiva di 31.666.469 euro, 20 milioni sono stati destinati agli enti ecclesiastici. I restanti 12
milioni previsti dal piano di abbattimento delle lista d’attesa saranno ripartiti tra 27 strutture private accreditate. Una disparità che salterebbe anche agli occhi anche di un bambino». «È un dato di fatto – prosegue il presidente Aiop Puglia – che nel nostro Paese agli enti ecclesiastici viene riservata una
particolare attenzione, ma si tratta sempre di strutture private. Pertanto continueremo a far
sentire la nostra voce tutte le volte che sarà necessario».

Fonte: Quotidiano di Puglia Lecce

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