Ancora nessuna notizia del virus dell’influenza in tutta la regione. Ma la rete Influnet e l’Osservatorio epidemiologico regionale sono già al lavoro da mesi. Lo rende noto l’associazione Salute Salento.

«Abbiamo avuto 2 casi sporadici che abbiamo già segnalato a metà settembre – fa sapere la dottoressa Maria Chironna, responsabile della sorveglianza virologica dell’influenza alla regione Puglia – Sono sporadici e non sono indicativi di un anticipo dell’influenza ma espressione di una sorveglianza attenta che viene fatta».

E’ prematuro quindi, almeno qui nel Salento, parlare di un inizio dell’epidemia, che sarà segnalato dai medici-sentinella sparsi su tutta la provincia di Lecce. Quando nell’ambulatorio arriva un caso «sospetto», il medico esegue un tampone faringeo e lo invia a Bari.

Finora, dicevamo, tutto corre liscio. «Grazie anche al clima piuttosto mite che abbiamo avuto», aggiunge Chironna che sull’argomento vaccini vuole fare chiarezza. «Sgombriamo il campo da equivoci. La diatriba dei mesi scorsi sull’associazione fra vaccino e autismo NON riguarda  la vaccinazione antinfluenzale. Si riferisce – spiega l’epidemiologa – al vaccino trivalente per parotite, morbillo e rosolia».

Quest’anno nella formulazione del vaccino entrano 2 nuovi ceppi. «Sono l’H3N2, che si chiama hong-kong – riferisce la dottoressa Chironna – e che ha circolato nell’ultima parte della scorsa stagione influenzale ed è stato riproposto perché sicuramente sarà quello che riscontreremo in questa stagione. L’altro è il ceppo B, detto Brisbane, che ha circolato nel 2008 e che ricircolerà quest’anno con 2 nuove varianti».

In provincia di Lecce le vaccinazioni partono in anticipo rispetto a Bari dove iniziano il 15 novembre. In Lombardia (clima più freddo) sono partiti il 2 novembre.

«Quest’anno abbiamo chiesto 150mila vaccini – fa sapere il dottore Alberto Fedele, responsabile del servizio Igiene pubblica della Asl di Lecce – Contiamo di arrivare a una copertura del 60%. L’anno scorso la copertura (il numero di ultra 65enni vaccinati) era stata del 52% e l’anno prima del 50%».

In provincia di Lecce risiedono 184mila ultra65enni. Il picco è previsto per gennaio-febbraio 2017.