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MILANO: MENSE ECOSOSTENIBILI DA GENNAIO 2015 STOP AI PIATTI DI PLASTICA.

Milano dice alt alla plastica nelle mense scolastiche: dal prossimo gennaio 2015, infatti, tutte le stoviglie, in particolar modo all’interno delle scuole con bimbi dai 6 ai 10 anni, saranno di un particolare materiale biodegradabile, e per questo sarà possibile gettare posate, piatti e bicchieri direttamente nell’umido.

Come si legge su Repubblica.it si tratta di una importante svolta. Gli alunni coinvolti per il momento saranno 46 mila, per un totale di 16 milioni di piatti di carta che renderanno l’ambiente più sano. Basti pensare infatti, che ogni giorno nelle spazzature dei più piccoli finiscono quasi 160 mila piatti di plastica, che si traducono in 445 tonnellate all’anno, mentre grazie a questo importane cambiamento, si riuscirà a parlare di un risparmio di ben 240 tonnellate di plastica.

L’azienda addetta alla consegna dei vari materiali eco-sostenibili, MiRist, ha così spiegato: “I prodotti monouso compostabili aiutano anche a gestire meglio i rifiuti, i bambini non dovranno più eliminare i residui di cibo dai piatti per separare correttamente i due rifiuti, ma con un solo gesto butteranno entrambi nel sacco dell’umido.

In Emilia-Romagna la tendenza green è quella prevalente. Il Comune di Bologna, per fare qualche esempio, ha deciso di utilizzare solo stoviglie lavabili mentre quello di Ferrara, che è stato tra i primi in Italia a introdurre criteri di sostenibilità nelle mense scolastiche (tra queste l’introduzione di alimenti bio già dagli anni ’90), dal 2009 ha sostituito la plastica coi nuovi materiali. Nel capitolato d’appalto per la refezione scolastica ha infatti chiesto alla ditta aggiudicataria di presentare, in sede di offerta, un progetto di miglioramento della raccolta differenziata e di indicare quali misure intendesse adottare per ridurne l’impatto ambientale.

Tra le misure messe in atto dalla ditta che si è aggiudicata la gara d’appalto a Ferrara, vi è l’adozione di tovagliette in cellulosa e piatti in Mater-bi compostabili e biodegradabili che vengono smaltiti in appositi sacchi raccogli rifiuti, anch’essi in Mater-bi, unitamente alle rimanenze del cibo non consumato. Tanti altri Comuni dell’Emilia-Romagna adottano misure analoghe.

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