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MONTESARDO: IL CAFFE’ DEL BORGO: IDEA PER L’ALZHEIMER

di Francesco Greco – “La zucca? Và lessata, poi condita con olio, sale e aceto…”. Parola di Antonietta, una contadina di Salve (Lecce). Pesca con mani nere e rugose dalla memoria della vita “di prima” e dona un’antica ricetta per la “cucuzza a sarsa”, la grande zucca gialla che il parente di una paziente ha portato da Tricase, terra buona per questo cultivar.

Antonietta ha l’Alzheimer, malattia circondata da troppi pregiudizi, tabù, come sa chi ha a che fare con una patologia devastante che toglie identità, memoria, dignità, riguarda oltre l’1% della popolazione e stravolge la vita delle famiglie: l’assistenza è h24.

Dimenticano il fornello acceso, si arrabbiano perché si credono derubati (in realtà scordano dove l’hanno riposta), non trovano la via di casa. Una malattia progressiva, incalzante.

Nel Sud il tasso di mortalità per malattie del sistema neurodegenerativo è del 23,7% (su 10mila abitanti); in Puglia la media è più alta: 24,7%. Nel Leccese ogni anno 10mila nuovi casi. Il contrasto sociale? 10 “diurni”, uno nel Leccese. A fronte di una malattia che in Italia riguarda oltre 770mila over 75, in crescita esponenziale, una società che vuol dirsi civile, umana, dovrebbe opporre una strategia meno approssimativa e confusa (anche per i costi sociali, in tempi di lacrime e sangue, tagli orizzontali, spending review).
Ma i primi a pagare sono proprio gli “ultimi”: il welfare si svuota di servizi e diritti, sempre meno le risorse insufficienti a gestisce con un minimo di raziocinio (attivando anche un virtuoso circolo occupazionale). Miserie della politica.

Detta più spiccia: niente fondi dall’Europa, lo Stato, le Regioni, i Comuni. La Regione Puglia da aprile 2013 è rapita nelle brume dell’elaborazione delle linee-guida: così si dice oggi quando si prende (perde) tempo. Solita commissione di burocrati, solite chiacchiere vuote, soliti protocolli d’intesa che restano lettera morta. Un’emergenza sociale sottovalutata. La fortuna dell’Italia è il gran cuore che supplisce all’indifferenza trasformandosi in militanza concreta (format angeli del fango). E infatti Gianrocco Bleve, Valentina Giannini e Francesca Protopapa sono tre volontari (assistenti sociali) che il mercoledì, a Montesardo (Lecce), alla RP “Gaudium”, donano il loro tempo ai malati di Alzheimer trascorrendo il pomeriggio sotto al gazebo nel giardino del Castello (XVI secolo, edificato sulle basi di un’acropoli messapica). Qui il paesaggio emoziona, lascia senza fiato: le montagne albanesi al confine con la Grecia, a sud-est, dal mare affiora, nelle giornate di tramontana, la sagoma di Fano e ancora più a sud, più vasta, l’isola di Corfù.

Oggi è mercoledì, i pazienti (foto di Mario Stefanelli) si godono l’ultimo Continua a leggere su Giornale di Puglia

 

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