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Alimentazione, Cronaca, Puglia

NAVI DI GRANO AVVELENATO IN ITALIA

Manfredonia, 30 gennaio 2017, ore 15 - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

di Gianni Lannes

La materia prima per pane e pasta tricolore sbarca sempre più dall’estero, però con sempre meno controlli sanitari o di frontiera. Basta un trucco all’italiana e diventa come per magia roba “made in Italy” da somministrare a tutto il mondo, italidioti compresi. L’ultima nave (13.975 tonnellata di stazza lorda) approdata dal Canada (Port Colborne), sabato 28 gennaio a Manfredonia in Puglia, si chiama Prosna e batte la bandiera ombra liberiana.

Lo scafo della portarinfuse è vistosamente malmesso e i camion a rimorchio che caricano la mercanzia tossica non vanno per il sottile quanto ad igiene, poiché con gli stessi mezzi trasportano di tutto. I conducenti dei mezzi articolati hanno fretta di raggiungere i vicini pastifici che vanno per la maggiore. E’ il terzo mercantile che giunge in loco col famigerato “grano” dall’inizio dell’anno.

Al porto “alti fondali”, ufficialmente inagibile dentro l’area inquinata dall’Eni inserita – il 10 gennaio 2000 e mai bonificata – dal ministero dell’Ambiente nel perimetro marino di territorio bombardato dall’inquinamento chimico (soprattutto arsenico, cromo e mercurio), soltanto nel 2016 sono state scaricate 1 milione di tonnellate di grano duro straniero; un altro milione e mezzo sempre nello stesso periodo è stato sbarcato negli altri porti pugliesi.

Niente male per un porto secondario, lontano da occhi indiscreti, dove in assenza di controlli potrebbero arrivare anche armi, droga, clandestini, terroristi e così via. Il capitano di fregata Nicola Latinista è per caso in letargo? E la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane e i Nas dei Carabinieri? Frontiera colabrodo o terzo mondo e discarica dell’Europa?

Ogm, don, radioattività, micotossine, glifosato e più chi ne ha più ne metta. Si tratta di “rifiuti speciali” che nell’America del Nord non danno da mangiare neppure agli animali. Il totale fa due milioni e mezzo, ma i conti non tornano. Secondo gli industriali nostrani un anno fa sono state importate complessivamente 2 milioni di tonnellate di grano duro.

Probabilmente certi furbacchioni multinazionali non sanno far di conto a Parma e dintorni. Possibile che negli altri porti del belpaese non sia arrivato nulla? Decisamente improbabile. Allora, le cifre vanno aumentate e di parecchio. Così 4 broker internazionali speculano sul buon grano italiano e mantengono al costante ribasso il prezzo. A quando la sovranità alimentare in Italia? Ne va della nostra salute ed economia.

riferimenti:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/01/unaltra-nave-dei-veleni-scarica-grano.htm

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/01/litalia-importa-grano-radioattivo.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/01/litalia-importa-grano-inquinato-e.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/01/i-crimini-delleni-in-italia.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2016/12/manfredonia-allevamenti-di-pesci-nel.html

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