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Galatina, Salento, Sanita', Tricase

OSPEDALI DEL SALENTO ECCO I DATI DELL’EFFICIENZA

Agenas (Agenzia nazionale per i servizi Sanitari regionali) ha fotografato gli ospedali salentini nell’ultima edizione del Piano Nazionale Esiti relativamente a livelli di ospedalizzazione, tempi di attesa, livelli di mortalità.

Quella che ne viene fuori e’ una situazione piu’ o meno accettabile con situazioni di eccellenza, ma anche di situazioni critiche.

La Clinica Citta’ di Lecce e’ eccellente nella cura dell’infarto al miocardio con livelli di mortalità bassi, pari al 4,29 per cento cosi’ come pure l’ospedale di Scorrano che si attesta al 5,7 per cento. Male invece il Ferrari di Casarano  con una percentuale del 19,46 per cento di decessi dopo un mese.

La Clinica Citta’ di Lecce primeggia in Italia nel settore della cardiochirurgia: è tra i pochi centri a registrare un livello basso di mortalità a trenta giorni dallo scompenso cardiaco congestizio, visto che i casi di decesso sono pari appena al 2,28 per cento. Così anche per la sostituzione delle valvole cardiache: anche stavolta, i casi di mortalità dopo un mese sono molto ridotti, pari allo 0,90 per cento, mentre il Fazzi si colloca tra le strutture italiane in cui il rischio di decesso è molto alto, pari al 9,35 per cento.

Da evitare il Vito Fazzi di Lece per l’ictus ischemico con il 17,18 per cento di ricoverati morti dopo i 30 giorni. Ospedale Vito Fazzi che eccelle invece per l’intervento di asportazione del tumore al colon.

Il Panico di Tricase e’  la migliore scelta  per il parto, unico ospedale in provincia di Lecce ad avere una percentuale (20%) di cesarei sotto la soglia fissata a livello nazionale.  

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) definisce nel 15 per cento il limite massimo di cesarei sul totale dei parti. Su questo punto la regione Puglia registra percentuali da America Latina in moltissimi ospedali, dal 68 per cento di Francavilla Fontana al 63 per cento di Gallipoli. Le strutture baresi San Paolo e Di Venere vanno dal 37 al 40 per cento. Quasi tutti gli ospedali sono sopra il 30 per cento. Gli Ospedali Riuniti di Foggia viaggiano attorno al 26.

Per la broncopneumopatia cronica ostruttiva riacutizzata, il Ferrari e il Fazzi compaiono anche tra le strutture che detengono la maglia nera in Italia, con livelli di mortalità dopo un mese in grado di sfiorare, rispettivamente, il 17,33 e 18,47 per cento.

Valori decisamente lontani rispetto a quelli, invece, delle strutture migliori sotto questo profilo: la clinica San Francesco di Galatina (1,79 per cento) e il Galateo di San Cesario di Lecce (1,52 per cento).

In ambito oncologico, una netta forbice si ha per gli interventi per tumore al colon: a trenta giorni, la speranza di sopravvivenza è di gran lunga superiore al Fazzi, dove si muore solo nello 0,73 per cento dei casi, mentre critico è il dato del Panico di Tricase, dove, invece, i decessi raggiungono addirittura il 9,95 per cento.

Nel settore ortopedico, uno dei criteri accolti da Agenas è la valutazione della tempistica per gli interventi chirurgici in caso di frattura del collo del femore: solo al Fazzi si hanno alte proporzioni (72,6 per cento) di operazioni entro 48 ore, mentre a Galatina, Tricase e Copertino ne ha beneficiato meno del 40 per cento dei pazienti.

Fonte notizia – Tiziana Colluto – La Gazzetta del Mezzogiorno

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