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Cultura, Lucugnano, Provincia di Lecce, Tricase

E A PALAZZO COMI VENNE IL MOMENTO DELL’EPURAZIONE

Doveva arrivare, temevamo arrivasse. E così è stato.

E’ giunto il momento dell’ epurazione, della punizione personale, della rappresaglia. E a farne le spese è sempre chi sceglie di esporsi in prima persona, chi mette a rischio la propria posizione per amore del Bene Comune. E’ ormai quasi certo il trasferimento della Dott.ssa Gloria Fuortes che, dopo quasi 10 anni di servizio attivo presso la Biblioteca Comi di Lucugnano, è destinata (per mobilità…) al Ministero di Grazia e Giustizia di Lecce, dove dovrà occuparsi di cose totalmente estranee a quelle per cui si è formata e ha impiegato una vita di studio, lavoro, formazione, passione e ricerca.

Tutto questo grazie a elenchi sbagliati, graduatorie fatte al contrario, errori, dimenticanze, ritardi, convenzioni che non arrivano, che non ci sono (o forse si), che poi non piacciono e vengono rispedite al mittente. Questo è il metodo “Gabellone”, il metodo del Presidente della Provincia di Lecce che dice di voler rilanciare i contenitori culturali e in particolare Palazzo Comi (sui quali millanta ancora proprietà e competenza). Il suo progetto passa innanzitutto da qui. Passa dall’eliminazione di una persona ritenuta scomoda, passa dalla mortificazione delle competenze. Passa dall’ epurazione e dal confino!

Accade così che esporsi in prima persona, firmare lettere e missive, battersi con ogni forza per impedire che si compia uno scempio ai danni di Casa Comi e dei cittadini, provochi nei Palazzi del Potere confusione, fastidio, nervosismo e sete di vendetta.

Tutelare il Bene Pubblico in quanto Bene Comune! Non dovrebbe essere forse questo l’atteggiamento di ogni dipendente della Pubblica Amministrazione? Non occorre denunciare quelle azioni che vanno contro la difesa dei valori e dei beni comuni? Oppure si chiede servilismo e silenzio? Ma in che modo poi vorrebbe gestire la cultura Antonio Gabellone visto che manda via i dirigenti che hanno competenze, esperienza, titoli e soprattutto amore per la cosa pubblica?

In questi giorni stiamo assistendo ad un balletto “silenzioso” che, consumandosi dietro le quinte, ha del grottesco, del paradossale, mentre é mortificante per chi invece ha deciso, fin dal primo giorno, di metterci la faccia!

Nessuno parla, nessuno si espone con dichiarazioni ufficiali, nessuno dice, nessuno si muove. Tutto continua a scorrere in un fiume sotterraneo che, di fatto, sta portando Gabellone a completare il suo disegno vergognoso.

Qual’è la posizione ufficiale della @RegionePuglia e dell’assessore alla Cultura Loredana Capone? (http://www.tricasenews.it/loredana-capone-palazzo-comi-deve-restare-pubblico/).

Ha senso sottoscrivere una convenzione con la Provincia di Lecce per la gestione dei contenitori culturali? In questo modo non si “condona” forse il Bando così come la stessa Provincia lo ha pensato? E, sempre a proposito del bando, è normale che Gabellone taccia rispetto al suo incarico nel DAJS che insieme a Città del Gusto è nell’associazione temporanea di imprese alla quale è destinato l’affidamento di Palazzo Comi? 

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Dov’è finita invece la delibera del consiglio Comunale di Tricase con la quale (all’unanimità) si dava indirizzo per incaricare un Legale allo scopo di impedire la prosecuzione dell’Iter del Bando? Cosa ci dice a riguardo il Sindaco di Tricase Antonio G. Coppola?

Non è forse necessario dare un segnale forte a Gabellone? Non è forse necessario fargli capire che c’è determinazione nell’impedire che si compia il suo progetto scellerato? C’è questa determinazione a Tricase? Aspettiamo una risposta e la aspettano i cittadini.

Una cosa è certa, si stanno scaricando responsabilità e conseguenze soprattutto su chi ha chiaramente lottato per impedire questo progetto ignobile.
Si doveva trovare un capro espiatorio e così è stato fatto.

Al riparo dal chiacchiericcio, le ombre che muovono i fili di questa vicenda non sono più quelle “amiche” intraviste da Alfonso Gatto. Quali le intenzioni delle aziende che si aggiudicheranno la gara, considerato il fatto che nulla hanno a che fare con i Beni Culturali e con le Biblioteche? In Casa Comi, ormai, si respira il silenzio: i libri sembrano aver smesso il loro odore, le voci e le risa dell’Accademia Salentina sono impalpabili.

Una sorta di resistenza culturale di un Palazzo che non accetterà mai di vedere un volume di Bodini o di Baudelaire come tovaglietta per un ottimo calice di vino e una frisa da mangiare con la “forchetta”.

Questo la Dottoressa Gloria Fuortes (alla quale va la nostra massima solidarietà e vicinanza) lo aveva capito prima di tutti poiché solo l’amore per il Bene Comune fa vivere il Bene Comune.

Noi del Comitato abbiamo scelto da che parte stare.

#OccupiamociDiCultura

Comitato Pro Palazzo Comi – Casa della Cultura

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