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Cronaca, Politica, Tricase

PARCHEGGI TRICASE – LA GESTAM GROUP: “GARA REGOLARE, LO DICE ANCHE LA SENTENZA DEL TAR.

TRICASE – Nella querelle parcheggi interviene anche la Gestam Group Srls (assistita dall’avvocato Massimiliano Musio)  tirata in ballo dalla Societa’ Cooperativa Apulia con l’esposto in Procura contro l’assegnazione della gara d’appalto indetta dal Comune di Tricase per l’affidamento del servizio di gestione dei parcheggi pubblici a pagamento e dalla lettera del Presidente della Cooperativa Rocco Cazzato. Con questo la societa’ vuole fare chiarezza su affermazioni ritenute “inesatte e imbarazzanti che contribuiscono a dare un’immagine fuorviata della vicenda”. 

“Si assiste ormai da giorni ad una “programmata” sollecitazione mediatica da parte della Cooperativa Apulia in merito alla vicenda relativa all’affidamento in gestione dei parcheggi pubblici del Comune di Tricase, caratterizzata da affermazioni del tutto “sconnesse” con la realtà dei fatti e delle regole di gara che ha condotto ad affidare detto servizio alla Gestam Group.

E’ evidente il maldestro e doloso tentativo di accreditare agli occhi della opinione pubblica la tesi di presunte irregolarità, tacendo fatti e dati che dicono e dimostrano il contrario.

Nel “racconto” (perché tale deve essere definito) fatto pervenire dal Presidente di Apulia è singolare come non si citi mai la sentenza del TAR di Lecce che ha integralmente rigettato tutte le doglianze proposte, confermando la legittimità degli atti di gara e della documentazione presentata dalla aggiudicataria del servizio.

Tuttavia, ciò che lascia perplessi sono le argomentazioni che il Presidente, con grande creatività, elabora per sostenere le sue tesi, giungendo addirittura ad “inventare” diritto, come l’affermazione secondo la quale la legge prevederebbe un tempo minimo di mesi 6 per avere la certificazione di qualità: delle due l’una, o il Presidente è più informato di noi o ci mostri la norma che dice questo (cosa improbabile visto che una tale disposizione non esiste).

Altrettanto volutamente fuorviata è l’affermazione secondo cui requisito necessario di partecipazione alla gara fosse quello di aver gestito in passato almeno un parcheggio pubblico a pagamento: ci si chiede dove e in quale parte del bando sia stata “acquisita” una tale condizione che invece non risulta da nessuno parte, tanto da essere stata bypassata anche dal TAR di Lecce.

La realtà, in questo contesto di mala informazione, che nella giornata di ieri ha raggiunto picchi di inaccettabile pubblica calunnia con gli striscioni apparsi davanti alla sede comunale (rispetto ai quali è intenzione di Gestam procedere nelle sedi opportune) che l’unica vera “magia” è stata fatta in questi anni dalla stessa Cooperativa Apulia, capace, non si sa come, di rimanere alla guida di un servizio pubblico in via continuata dal 1992 senza che mai le varie proroghe fossero state precedute da una gara pubblica.

         Oltrettutto, il Presidente omette di dire che la stessa Cooperativa ancora oggi, non solo porta avanti in maniera illecita un servizio che non gli appartiene, visto che i parcometri sono stati illecitamente riaccessi e ciò è stato motivo di apposita segnalazione alle autorità competenti, ma, per quanto a nostra conoscenza, risulta avere una rilevante situazione debitoria con lo stesso Comune.

Da ultimo, per dare risposta ai dipendenti della Cooperativa, si segnala che Gestam, in aderenza a quanto previsto dal bando di Gara, ha posto in essere gli atti necessari per la loro assunzione, tanto da fare pervenire apposita nota presso la sede della Cooperativa, ma le incongruenze emerse rispetto a quanto dichiarato dalla Apulia agli uffici competenti (cfr Ufficio di collocamento) oggi creano non pochi ostacoli a dare seguito all’onere di assorbimento del personale: è emerso, infatti, che dei n. 7 dipendenti dichiarati, solo 3 vengano qualificati come ausiliari del traffico e quindi aventi titolo a svolgere il servizio.

Pertanto, sarebbe utile che i dipendenti chiedessero spiegazioni al loro presidente o chi per lui, invece di inscenare inutili proteste”.

 

 

 

 

 

 

 

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