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Cultura, Lucugnano, Provincia di Lecce, Regione Puglia, Tricase

IL PARCO LETTERARIO PER SCONGIURARE IL BANDO DI PALAZZO COMI. IL CONFLITTO DI INTERESSI DEL PRESIDENTE GABELLONE.

 

L’incontro pubblico promosso dal Comitato Pro Palazzo Comi si è svolto ieri sera 21 dicembre alle Scuderie di Palazzo Gallone a Tricase (Le). “Il cuore d’improvviso ci apparve in mezzo al petto”: da qui si è partiti, con tutto il significato che assume questa frase.

Simone Coluccia ha riepilogato le vicende a nome del Comitato che in questo anno e più di tempo ha cercato di contrapporsi, finora con successo, al tentativo della provincia di Lecce e del suo presidente Antonio Gabellone di affidare la gestione di Palazzo Comi, luogo in cui ha vissuto e operato il grande poeta salentino, con un bando trentennale insieme al Circolo Cittadino di Lecce. Lo scopo dichiarato è di ‘valorizzare’ le attività di ristorazione e commercializzazione dei prodotti della terra, ma non dell’ingegno, dello spirito.

Diversi e accorati gli interventi dei partecipanti, che hanno apprezzato il lavoro fin qui svolto dal Comitato e hanno espresso solidarietà alla responsabile della Biblioteca Provinciale Gloria Fuortes, catapultata dalla sua attività di bibliotecaria a quella di operatrice di Giustizia, in tribunale.

Tutti solidali con lei e a sostegno del Comitato, nella convinzione che Casa Comi possa continuare a svolgere e intensificare la funzione come Luogo di Cultura, ‘sede di un progetto di recupero dell’identità letteraria e di salvaguardia e tutela dell’eredità culturale del Salento’. Un progetto che andrebbe definito all’interno di un percorso di Parco letterario, con finalità di turismo culturale.

Altro aspetto discusso è stato la necessità di un passaggio organizzativo del Comitato in una Associazione Culturale in grado di poter avere riconoscimenti istituzionali e partecipare ai bandi europei. ‘E la Regione Puglia che fa?’ – ci si è chiesti. Finora non ha esercitato le pressioni dovute perché il Palazzo Comi e il personale passino direttamente alla sua dipendenza e gestione per poter valorizzare al meglio il lascito in libri preziosissimi presenti all’interno del Palazzo.

Molti elementi restano oscuri e sicuramente potranno fornire materia di indagine per i rapporti fra il presidente Gabellone e alcune delle aziende che partecipano al bando e che verosimilmente si apprestano a vincerlo, qualora non vengano fermate. Si è parlato di Città del gusto Lecce-Gambero Rosso che partecipa in ATI con Protem Comunicazione & Marketing e Forestaforte al Bando su Palazzo Comi e Circolo Cittadino di Lecce.

Da una indagine dei membri del Comitato, veri e proprio benemeriti detective della cultura, risulta che il 10% di Città del Gusto Lecce appartiene al DAJS, il Distretto Agro-Alimentare Jonico Salentino.

E nel Consiglio di Amministrazione del DAJS vi è proprio il presidente della Provincia Antonio Gabellone,  confermato consigliere del consorzio il 27 giugno scorso, manifestando con questo suo ruolo un palese conflitto di interessi.

Ma non è finita qui. Il presidente e direttore del DAJS è Maurizio Mazzeo, anche amministratore unico di Nuova Salento Energia, società partecipata dalla Provincia di Lecce (socio unico). Ma Maurizio Mazzeo è anche fratello di Giacomo Mazzeo  che è il segretario generale della Provincia di Lecce.

Qualche mese fa fu proprio l’incaricato del DAJS ad effettuare il sopralluogo a Palazzo Comi, necessario per poter presentare proposte progettuali e partecipare al Bando. ‘Perché il DAJS fa un sopralluogo a Palazzo Comi? Perché il sopralluogo non viene effettuato da Protem Comunicazione & Marketing? Oppure da Forestaforte? O da Città del gusto Lecce-Gambero Rosso? O forse DAJS e Città del Gusto sono la stessa cosa, con sede nello stesso luogo e condivisione di  personale e numero di telefono?’ – si chiedono al Comitato.

Domande che meritano delle risposte e che costituiscono fonte di preoccupazione per le questioni di correttezza e di legalità che pongono. ‘Ma non è finita qui!’ – giurano al Comitato. Info: Comitato Pro Palazzo Comi, mail: occupiamocidicultura@gmail.com, tel. 380 4580810.

 

Poggiardo, 22/12/2016

                                                                                            PAOLO RAUSA

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