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PEACELINK: «E’ TARANTO LA CITTÀ PIÙ INQUINATA D’ITALIA»

A causa della specifica tossicità delle polveri sottili, Taranto continua a risultare la città con l’aria più inquinata d’Italia.

Questo è il risultato conclusivo di un’analisi svolta da PeaceLink sulle polveri sottili del 2016 contenuta nel “Report sul PM10 a Taranto”.

Torino – maglia nera nazionale del PM10 nella graduatoria di Legambiente – supera il livello di 50 microgrammi a metro cubo per 86 giorni ma a Taranto per 215 giorni i polmoni dei suoi abitanti hanno respirato particolato con una tossicità equivalente o superiore a quella di Torino.

Taranto* 215 sforamenti
Torino 86 sforamenti

* il calcolo è ottenuto moltiplicando la concentrazione per la tossicità

PeaceLink ha preso come riferimento la graduatoria di Legambiente per il 2016 che ha assegnato la «maglia nera» di capoluogo più inquinato d’Italia nel 2016 a Torino con 86 giorni di superamento della concentrazione di 50 microgrammi a metro cubo per il PM10.

In base alla classifica di Legambiente la città peggiore è dunque Torino, seguita da Frosinone e da Milano.

Il risultato del ricalcolo invece effettuato da PeaceLink cambia il primo posto della graduatoria e smentisce le tesi di tutti coloro che considerano ormai “a norma” i dati del PM10 a Taranto (le polveri sottili) e quindi reputano definitivamente chiuso il capitolo dell’inquinamento dell’aria nella città dell’ILVA.

I dati del Report smentiscono questa versione rassicurante.

In quei 215 giorni la concentrazione a Taranto di PM10 ha superato i 23 microgrammi a metro cubo di PM10 che equivalgono alla tossicità di 50 microgrammi a metro cubo di altre città italiane.

Un metro cubo di aria di Taranto con 23 microgrammi di Pm10 ha una tossicità sitospecifica equivalente ad un metro cubo di aria di Torino che supera i limiti di legge.

In poche parole a Taranto 23 grammi di PM10 provocano un danno equivalente a 50 microgrammi di Pm10 di altre città italiane per via della concentrazione qualitativa di sostanze tossiche provenienti dall’area industriale.

Questo dettaglio che capovolge la percezione del problema è una rivoluzione ed è un dettaglio “rivoluzionario” contenuto nello studio epidemiologico Sentieri. E’ un dettaglio che PeaceLink ha tenuto in debito conto nella riscrittura della graduatoria di Legambiente che adesso vede quindi svettare Taranto, nonostante tutti i “miglioramenti” di cui si parla.

Va ricordato ancora una volta che lo studio della tossicità delle polveri di Taranto è di particolare importanza in quanto lo studio EPIAIR (citato nello Studio epidemiologico Sentieri http://www.epiprev.it/sites/default/files/EP2011Sentieri2_lr_bis.pdf  a p. 136) è giunto alle conclusioni che l’impatto in termini di mortalità delle polveri di Taranto è più che doppio rispetto a quello di altre città: incremento mortalità +0,69% a Taranto  per ogni incremento di 10 microgrammi a metro cubo di PM10; incremento mortalità +0,31% per le altre città  italiane per ogni incremento di 10 microgrammi a metro cubo di PM10.

Questo è il Report PM10

 

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