Economia, Salento

IN PROVINCIA DI LECCE DIMINUISCE LA PRESENZA DELLE GRANDI BANCHE SUL TERRITORIO.

SALENTO – Continuano a chiudere le filiali per ridurre i costi. Nel Salento, gli istituti bancari «ridisegnano» la propria rete degli sportelli, a causa della recessione e dei conseguenti nuovi piani di razionalizzazione.

E’ quanto rileva l’Osservatorio Economico di Confartigianato Imprese Lecce, diretto da Davide Stasi. Dopo un trend di crescita che ha raggiunto l’apice nel primo trimestre 2009, quando le succursali arrivarono a quota 270, si registra una minore presenza sul territorio dei grandi gruppi.

In provincia di Lecce, si contano, ora, 242 filiali, di cui 173 fanno capo a grandi gruppi bancari S.p.A. (acronimo di società per azioni), 57 appartengono a banche popolari e 12 ad istituti di credito cooperativo (Bcc).

In particolare, nella città capoluogo, ce ne sono 56. Seguono Maglie (dodici agenzie), Galatina (dieci), Gallipoli (nove), Casarano e Nardò (otto), Tricase (sette), Campi salentina, Copertino, Galatone, Leverano, Martano, Taurisano e Veglie (quattro).

I grandi gruppi sono scesi da 203 a 173 agenzie, ovvero 30 filiali in meno, pari ad un tasso negativo del 14,8 per cento, tornando ai livelli degli anni 2001-2002. Così, mentre cala la quota percentuale delle succursali dei gruppi S.p.A sul totale degli sportelli, in provincia di Lecce si mantiene invariata quella delle banche popolari e quella degli istituti di credito cooperativo. A conferma del maggiore radicamento di questi ultimi che rappresentano, ormai, un terzo degli sportelli, ovvero il 28,6 per cento della rete bancaria (nel 2009 si fermavano al 24,8 per cento).

«La necessità di tagliare i costi operativi – spiega Davide Stasi, direttore dell’Osservatorio economico – ha spinto molte banche a rivedere la propria rete di sportelli, ridimensionando la propria presenza sul territorio. Se prima una banca di caratura nazionale ed internazionale mirava ad espandersi in maniera sempre più capillare, oggi deve affrontare piani di razionalizzazione che prevedono la soppressione di agenzie, la cessione di interi asset e l’esternalizzazione dei servizi di back-office, cioè di quel ramo di azienda che si occupa di produzione e gestione, affari generali e personale.

Dieci anni fa – ricorda Stasi – all’inizio del 2006, si contavano in provincia di Lecce, 260 sportelli, di cui 193 facenti capo a gruppi S.p.A., 67 appartenenti a Popolari e Bcc, pari al 25,8 per cento del totale della rete bancaria. Nel triennio successivo (2007-2008-2009), la maggiore presenza di filiali ha incrementato a 33 il numero di sportelli ogni 100mila abitanti. Nel triennio (2010-2011-2012) questo valore è sceso a 32 e a 31 nel biennio successivo (2013-2014). A fine 2015, il numero di sportelli ogni 100mila abitanti è sceso a 30. E, con l’uso del web, sempre più frequente tra i correntisti, questo rapporto è destinato a diminuire ancora.

Negli ultimi anni poi – prosegue Stasi – sono aumentati gli sportelli automatici (in inglese automated teller machine o ATM). Nel 2013, in provincia di Lecce, ce ne erano 337, oggi sono circa 400».

Grandi gruppi S.p.A 203 173 -14,8% -30 71,5%
Banche Popolari 58 57 -1,7% -1 23,6%
Istituti di credito cooperativo (Bcc) 12 12 0,0% 0 5,0%
Totale 273 242 -11,4% -31 100,0%
fonte: Osservatorio economico Confartigianato Imprese Lecce su dati Bankitalia

 

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