Cultura, Tricase

PUCCETTO RISCHIA DI RIMANERE SENZA CASA. CHIUDE IL CASELLO CHE LO OSPITAVA.

Con la chiusura dei caselli ferroviari, cambia la storia di quello di Tutino, a Tricase, finora culla dell’arte del pittore Antonio D’Aversa. l’appello a supportare l’affitto dell’intero stabile per non far scomparire il progetto “Casa Puccetto”

TRICASE – “Questo casello non ha più bisogno di Puccetto. Ma Puccetto ha bisogno del suo casello”. Quasi si rompe in gola la voce di Puccetto e in questa mattinata di tramontana sembrano siano svanite d’un tratto tutte le attenzioni riservate negli anni a quel connubio indissolubile tra questo luogo e la sua arte.

Il colore è ancora fresco su queste tele per terra, gli ultimi “imbrattamenti”, come li chiama lui. Perché questa è una storia che prova a resistere ancora, ogni giorno, una storia però che il Salento rischia di perdere, paradossalmente, una volta per tutte: con l’elettrificazione, nei mesi scorsi, della tratta finale delle Ferrovie Sud Est, quella che corre verso Gagliano del Capo, è sparita la figura del casellante. Sono spariti i caselli. E per chi ha vissuto per trent’anni, visceralmente, un casello come questo di Tutino, a Tricase, è come se fosse sparito il mondo.

Ecco perché rischia di spezzarsi qualcosa anche nell’arte di Puccetto, il casellante-pittore, più volte definito da altri il Pollock di Puglia, etichetta che lui non ama come tutte le altre. In queste immagini del 2006, c’è tutto il suo microcosmo: le opere a riempire entrambi i piani dell’immobile, i colori nei barattoli, il progetto di rendere questa la “Casa di Puccetto”, la culla della sua arte. Ora lui, trasferito alla stazione di Tricase, paga l’affitto di una sola stanza usata come deposito. Troppo piccola per quest’esplosione di tele che hanno fatto il giro del mondo e raccontato le tinte di un Salento intimo e inusuale. Sbarrate le altre porte, la scala che porta di sopra. È un problema suo? No, è un problema di cultura, che si è nutrita anche del suo estro.

Non si chiede che far quadrato, dialogare con gli enti per sostenere l’affitto dell’intero casello e ridare vigore a quel progetto che era la Casa di Puccetto. A meno che all’improvviso tutti non l’abbiano dimenticata e non si voglia continuare a far finta di nulla.

 

Trnews

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