Salento, Salute

PUGLIA – LA NUOVA RETE OSPEDALIERA AL VAGLIO DEL MINISTERO.

Si dovrà aspettare il nulla osta da Roma, per sapere se la rete di organizzazione ospedaliera, proposta al ministero dalla regione Puglia, sia applicabile oppure no. Tutto dipenderà dal fatto se il piano pugliese, rientra negli accordi firmati con il ministro, per il patto della salute. Nei prossimi giorni quindi l’assessore Pentassuglia volerà a Roma, sperando di portare a casa, entro le elezioni il si del ministro. Se ciò avverrà, molti vecchi problemi dei vari nosocomi come i punti nascita per esempio, saranno cosa superata.
Nella delibera 427-2015-1, è allegato il regolamento sulla riorganizzazione del piano ospedaliero. Da questo si evince quello che il governo pugliese propone di fare:
rendere l’ospedale di Scorrano, un nosocomio di base. Nel documento si leggono anche i requisiti che l’ospedale salentino dovrebbe avere e cioè: un pronto soccorso dotato di posti letto tecnici, di osservazione breve intensiva, oltre ad avere posti letto delle branche mediche di anestesia, chirurgia generale, ortopedia e traumatologia, servizi di supporto di guardia attiva o reperibilità per 24 ore, in cardiologia e radiologia. L’ospedale di base deve inoltre possedere – è scritto nel regolamento – un laboratorio e un centro trasfusionale. Dunque se così fosse, il problema dell’ assenza di una banca del sangue nel nosocomio di Scorrano, criticità grave e annosa, si dovrebbe risolvere, con la dotazione di un centro trasfusionale

La polemica poi se mantenere o no un punto nascita a Scorrano, sarebbe superata se il regolamento regionale, dovesse avere l’ok del ministero. Il tar che ha accolto il ricorso del comune salentino, per mantenere il punto nascita, è arrivato troppo tardi, quando la Regione, nel frattempo, ha cambiato le specificità dell’ospedale che, diventando di base, non deve avere più tra i requisiti, un’ostetricia e ginecologia, cosa che invece è prevista per gli ospedali di primo livello.
Nel Salento sono stati individuati due centri accorpati di primo livello: Casarano –Gallipoli e Galatina – Copertino.

In questo caso – è scritto nel regolamento regionale – i nosocomi devono essere dotati dei reparti di: medicina, chirurgia generale, ostetricia –ginecologia con un volume superiore a 500 parti l’anno, ortopedia –traumatologia, anestesia –rianimazione, pediatria, cardiologia con unità di terapia intensiva, neurologia, psichiatria, oncologia, oculistica, otorinolaringoiatria, urologia con servizio di guardia attiva o reperibilità per quelle patologie che la prevedono. Devono essere inoltre presenti servizi di radiologia con TAC ed ecografia, oltre ad un’articolazione della rete dei servizi trasfusionali. Non compare tra i requisiti per gli ospedali di primo livello, il pronto soccorso e una radiologia con risonanza magnetica, che si trova invece in alcuni presidi territoriali come Poggiardo per esempio. Sono piuttosto previsti posti letto di osservazione breve intensiva e terapia subintensiva multidisciplinare.

Stando ai requisiti individuati dalla Regione, i punti nascita saranno a Galatina-Copertino e Casarano –Gallipoli. “C’è da considerare però –dice Annamaria De Filippi del Tribunale per i diritti del malato – diversi fattori determinanti, come la mancanza di una terapia intensiva neonatale che allontana le partorienti dai due poli, preferendo Tricase e Lecce, attrezzate in tal senso, o come il numero di medici insufficienti come a Casarano, dove sono rimasti in quattro a svolgere tutta l’attività operatoria, ambulatoriale, tanto da dover ridurre la guardia attiva, da 24 ore a 12. “Se dunque sono previsti punti nascita –conclude la De Filippi – che siano a tutti gli effetti con personale, spazi e attrezzature, tali da mettere in sicurezza le future mamme.”

 

La Regione poi prevede che la malattie più complesse o le emergenze, quelle per cui il tempo diventa un fattore vitale, debbano essere trasferite negli ospedali di secondo livello. Nel Salento l’unico è l’ospedale Vito Fazzi di Lecce, che quindi deve trattare casi altamente complessi, lasciando la routine ai nosocomi di primo livello. Motivo per cui deve essere attrezzato di: cardiologia con emodinamica interventistica in h24, radiologia interventistica, broncoscopia interventistica, endoscopia digestiva ad alta complessità, neurochirurgia, cardiochirurgia, chirurgia vascolare, toracica, maxillo – facciale e chirurgia plastica. Oltre ad avere tutti i reparti specialistici del nosocomio di primo livello e un laboratorio immunostrasfusionale.

Naturalmente oggi ci sono branche che mancano del tutto come la chirurgia maxillo – facciale, che si presuppone verrà collocata nel nuovo ospedale in costruzione. Non è chiaro se la chirurgia vascolare comprenda anche quella di emergenza, una delle grandi assenti del Fazzi e indispensabile per l’ospedale più grande della provincia. Ci si aspetta che una volta che il ministero dica si, si passi poi dalle parole ai fatti, mettendo personale sufficiente, formato, in possesso delle apparecchiature necessarie.
All’interno dei reparti di medicina e chirurgia generale, possono essere previsti posti letto destinati ad attività specialistiche, ma sempre compatibili con la disciplina di reparto. Inoltre negli ospedali di base e di primo livello devono essere individuati posti letto per pazienti critici, a disposizione dei reparti che afferiscono al dipartimento. Le unità di lungodegenza, sono invece delle articolazioni della medicina interna.

L’ ospedale di secondo livello avrà la sede centrale del laboratorio come unità di patologia clinica, negli altri ospedali, i laboratori funzioneranno come spoke della rete laboratoriale. Tutti dovranno eseguire esami in regime ambulatoriale, per pazienti ricoverati, in emergenza –urgenza. Quest’ultime devono essere garantire in tutti i nosocomi in h24 che abbiano un pronto soccorso. Oggi anche dove c’è un pronto soccorso, il laboratorio di notte o nei festivi è chiuso e funziona su servizio di reperibilità.
Infine entro 60 giorni dall’attivazione del regolamento regionale, le Asl devono costituire il comitato del buon uso del sangue

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