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Agricoltura, Puglia

PUGLIA PRIMA REGIONE PRODUTTRICE DI VINO NONOSTANTE IL MALTEMPO

Complessivamente in tutta la regione si prevede un aumento quantitativo del 20% rispetto al 2017, pari a una produzione complessiva di vino e mosto di 11,9 milioni di ettolitri, che pone la Puglia come primo produttore in Italia.

PUGLIA – Con un piu’ 20% rispetto allo scorso anno la Puglia si riprende lo scettro  di regione vitivinicola più produttiva d’Italia, con 11,9 milioni di ettolitri, battendo il Veneto (10,3 milioni di ettolitri), l’Emilia Romagna (7,8) e la Sicilia (5,8), regioni che tutte insieme produrranno circa 36 milioni di ettolitri, ossia circa il 65% di tutto il vino italiano. Il dato è stato diffuso ieri da Assoenologi, e si tratta di una fotografia al 31 agosto.

In Puglia lo scorso inverno è stato caratterizzato da un clima abbastanza mite. Le temperature di gennaio e febbraio, in linea con la media stagionale, e la bassa umidità hanno favorito le fasi vegetative della vite (germogliamento, fioritura e allegagione).

Le ripetute precipitazioni, da febbraio a fine aprile, sono risultate continue e caratterizzate da frequenti fenomeni temporaleschi accompagnati da violenti acquazzoni misti a grandine che, a macchia di leopardo, si sono abbattuti su tutto il territorio.

In generale, in tutta la regione, le temperature non troppo elevate hanno favorito il vigore vegetativo della vite e di conseguenza l’incremento della produzione. Con il persistere di fenomeni temporaleschi, che hanno caratterizzato in maniera importante sia la primavera che l’inizio dell’estate (soprattutto in Valle d’Itria e nel nord del Tavoliere) e anche la seconda parte di agosto (in particolare nel Salento), le date di inizio della vendemmia risultano generalmente posticipate di circa una settimana rispetto alla norma. Le prime ad essere vendemmiate sono state le uve base spumante (Chardonnay, Sauvignon e Pinot) nella prima decade di agosto.

Successivamente è stato il turno delle uve bianche autoctone quali Verdeca, Fiano, Bianco d’Alessano e Bombino. Il posticipo riguarderà anche le uve rosse tardive come Nero di Troia, Susumaniello, Aglianico e Bombino Nero. Da evidenziare poi il forte vento di scirocco che in diversi areali ha creato una rugiada che, associata alle alte temperature diurne, ha bagnato abbondantemente l’apparato fogliare provocando la formazione di malattie fungine. Inoltre i continui acquazzoni pomeridiani hanno incrementato le criticità per una ottimale maturazione fenolica.

Una situazione quindi non semplice per le uve di Primitivo e Negramaro, il cui inizio di raccolta è previsto nella prima settimana di settembre. Dal punto di vista qualitativo molto dipenderà dall’andamento climatico del mese di settembre.

Complessivamente in tutta la regione si prevede un aumento quantitativo del 20% rispetto al 2017, pari a una produzione complessiva di vino e mosto di 11,9 milioni di ettolitri, che pone la Puglia come primo produttore in Italia. Il mercato evidenzia contrattazioni con prezzi in leggero calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

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